Arbitri di altri tempi (Getty images)
«Lamentarsi non solo è legittimo, ma a volte può portare anche buoni frutti».
Ad affermalo è Paolo Casarin, designatore arbitrale dal 1990 al 1997.
«In realtà non mi sono sembrate eccessive le lamentele di De Laurentiis e Mazzarri dopo la partita contro il Cesena – dichiara a canalenapoli.it – hanno soltanto manifestato il loro malcontento».
E, del resto, ai suoi tempi, ne accadevano di ben peggiori: «Bastava una rimessa laterale assegnata erroneamente e succedeva un putiferio, ora per fortuna gli animi sono più rasserenati».
Gli chiediamo di Rizzoli, l'arbitro del big match di San Siro, e lui non si sbilancia: «È sicuramente un buon arbitro, un internazionale, ma non conoscendo personalmente nessuno degli arbitri attuali mi è difficile esprimere un giudizio e poi prima della preparazione tecnica è fondamentale la personalità: prima di essere un arbitro si è uomini».
Casarin è stato ed è uomo di polso. E se De Laurentiis oggi chiede un confronto a mezzo stampa con la classe arbitrale, lui, squalificato per due anni proprio per aver spiegato alla stampa, violando il regolamento interno dell'Aia, alcune sue decisioni, rimarca: «In Germania è previsto che un arbitro possa interloquire con i giornalisti e ciò ha portato ad ottimi risultati».
Cediamo ad un antico dubbio. E gli chiediamo cosa ne pensa della leggendaria
sudditanza psicologica
verso le squadre con le maglie a strisce. Lui non nega affatto: «La sudditanza psicologica esiste sin dagli anni 50’ e forse prima era ancora più accentuata – afferma – anche se poi quando il Napoli vinceva anche quella squadra avrà probabilmente ricevuto qualche vantaggio da atteggiamenti del genere».
Ovviamente non possiamo concordare, ma la stima per la persona e la sua cordialità rimane intatta.
l'intervista integrale è disponibile qui: http://www.canalenapoli.it/news/casarin-a-canalenapoli-lamentarsi-paga-a-volte-2932