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Anche la Juventus ha migliorato l'avvio della passata stagione mentre il Milan sprofonda

Classifiche a confronto: bene Napoli e Inter, malissimo l'Udinese

Napoli e Udinese: agli antipodi della graduatoria (Getty Images)
Napoli e Udinese: agli antipodi della graduatoria (Getty Images)

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Partiamo da un presupposto: le soste per le Nazionali disseminate nei rari pertugi rimasti all'interno del sempre più saturo calendario internazionale non generano fastidiosi pruriti solamente alle società che - loro malgrado - sono destinate a concedere gran parte del loro ''materiale'' umano alle selezioni. Infatti, questa singhiozzante interruzione della piacevole routine offerta dal campionato, spesso viene mal digerita da coloro i quali, desiderosi di notizie fresche riguardanti le dinamiche della stagione calcistica in corso, sono costretti a sorbirsi le ultime da Coverciano.
 
Per chi pensa che la Nazionale abbia un certo appeal solo in occasione delle fasi finali - ma anche per gli atri - ecco un approfondimento dedicato in toto al campionato italiano.
In un periodo privo di particolari spunti interessanti, in cui la nuova casa di Balotelli e l'ennesima dichiarazione imbarazzante di Ibrahimovic la fanno da padrone, un bel classico e tradizionale raffronto tra la classifica odierna e quella di 365 giorni fa è proprio quello che ci vuole.
 
Classifica comparata dopo 7 partite (stagioni 2011-12 e 2012-13)
+8   Napoli - Inter
+6   Juventus
+3   Bologna
+2   Fiorentina
+1   Catania - Lazio
=    Roma - Genoa
-3    Atalanta-Chievo-Parma
-4    Milan
-5    Palermo
-6    Siena
-7    Cagliari
-9    Udinese
 
A guidare questa particolare graduatoria troviamo la coppia Inter-Napoli; entrambe hanno beneficiato di diversi fattori che ne hanno garantito un netto surplus rispetto alla stagione passata.
Per quel che concerne i nerazzurri, be', era difficile non migliorare il magro bottino di 7 punti totalizzato nelle prime sette gare dello scorso campionato: Gasperini e Ranieri, con la media di un punto a partita, erano stati capaci di portare l'Inter di poco al di sopra della zona retrocessione; Stramaccioni ha fatto invece riassaporare le zone alte della classifica, in compagnia della sorprendente Lazio di Petkovic (+1), ma sempre a debita distanza dalla vetta.
Vertice occupato (sia nella classifica reale che in quella comparata) dal Napoli che, scevro da impegni europei d'alto rango, mantiene un ritmo indiavolato: la scorsa stagione stangava le grandi (3-1 al Milan e 0-3 all'Inter) e balbettava con le medio-piccole, mentre l'unico passaggio a vuoto - se così è possibile definirlo - di quella attuale è stato il pareggio a reti bianche rimediato a Catania.
Anche la Juventus sembra aver oramai scordato i pareggini contro squadre di tutt'altro livello e viaggia a ritmi alti, altissimi.
Saldo positivo anche per Bologna, Fiorentina e Catania mentre Genoa e Roma sono là dov'erano un anno fa. Zeman ha totalizzato lo stesso bottino di Luis Enrique con l'aggravante rappresentata dal fatto che 3 degli 11 punti attuali sono stati assegnati a tavolino.
 
Ed ecco chi ha peggiorato il proprio andamento rispetto alla passata stagione con due considerazioni da fare. Le penalizzazioni di Siena e Atalanta offrono una doppia chiave di lettura alla classifica: per i toscani risulta un -6 (che sarebbe anche la penalizzazione attualmente inflittagli dalla Commissione disciplinare) che, in considerazione delle sole prestazioni sul campo, si tramuterebbe in un -1, raffigurando un andamento pressoché similare a quello della stagione di Sannino. Viceversa, i bergamaschi (penalizzati sia nella stagione passata che in quella corrente) vedrebbero aumentare considerevolmente il loro deficit visto che i 14 punti sul campo della passata stagione si sono dimezzati in quella attuale.
Sensibili i peggioramenti di Chievo e Parma (-3). Decisamente più significativi quelli di Palermo e Milan, con i rossoneri - già non eccezionali la scorsa stagione - capaci di peggiorare ulteriormente e vedersi lontani 12 punti dalla vetta.
 
Infine, ecco le peggiori. Il Cagliari del Ficcadenti II ha registrato un peggioramento di 7 punti rispetto a quello sorprendente e quarto in classifica (ma ugualmente senza gioco) della stagione passata.
C'è però chi ha fatto peggio: non assistita dall'abituale vena prolifica di Di Natale e demoralizzata dall'ennesima delusione preliminare, l'Udinese di Guidolin registra un deficit di 9 punti che la degrada dal primo posto occupato dopo le prime 7 partite del 2011-12 al quattordicesimo attuale.
 
Concludendo, una considerazione sulla fisionomia delle due classifiche analizzate.
Un anno fa tra la prima e la settima (Udinese 15 - Milan, Napoli, Roma 11) c'erano 4 punti mentre la classifica attuale vede raddoppiare tale distacco (Juventus, Napoli 19 - Roma, Fiorentina, Catania 11). L'impressione è che due squadre siano già in fuga, che altre due possano essere le non tanto credibili inseguitrici (con la possibilità di qualche altro inserimento) e il resto, invece, sia destinato ad una stagione tra l'anonimato e la paura della B.
Ulteriore livellamento verso il basso o, al contrario, riscoperta delle corazzate capaci di fare da subito la differenza? Il dilemma è sempre lo stesso e forse, ora come ora, è troppo presto per cercarne la risoluzione.
 
Samuele Olla

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