Altri due gol per Fernando Llorente (Getty Images)
Al momento sono rimaste in tre, soltanto due invece dopo la sfida del Camp Nou in programma questa sera. Eh già, perchè soltanto una tra Barcellona e Valencia potrà raggiungere l'Athletic Bilbao nella finalissima di Copa del Rey. E' chiaro che l'asticella di favoriti propende terribilmente verso i ragazzi di Guardiola, che dopo l'1-1 del Mestalla (compreso l'errore dal dischetto di Messi) sono ad un passo dallo step decisivo. Anche uno 0-0 e per i catalani arriverebbe la 36esima finale, proprio come quella appena centrata dai baschi allenati da Bielsa. Un edizione della Copa, quella 2012, che sarà sicuramente ricordata, oltre che per il Super Clasico ai quarti di finale, per l'exploit del modesto Mirandès, fuori a testa alta dopo aver estromesso tre formazioni (Racing, Villarreal ed Espanyol) di tre serie superiori. Troppo forte però l'Athletic, che ha confermato uno stato di forma notevole dimostrandosi spietato sia all'andata che al ritorno: nulla da fare per i cugini castigliani, che hanno avuto il merito di onorare la competizione, giocando senza paura e timori reverenziali e riuscendo a bucare per ben tre volte la porta dei baschi, ancora mai perforata nel torneo. 1-2 all'Anduva di Miranda de Ebro, davanti a seimilacinquecento supporters assiepati sugli spalti, 6-2 al ritorno del San Mamès: eppure quella del Mirandès è un'eliminazione più che dignitosa aldilà del risultato se consideriamo il netto divario tecnico tra i due team (e ricordando che Bielsa non ha affatto risparmiato i titolari). E così un cecchino come Fernando Llorente, otto gol nelle ultime quattro tra Campionato e Coppa, non si è per niente risparmiato. Due gol all'andata, due al ritorno, tra cui lo splendido colpo sotto del 4-1 che chiuso definitivamente i conti regalando ai suoi una finale attesa 28 anni. Un sogno destinato prima o poi a terminare, invece, quello del piccolo club della provincia di Burgos, che centrata la finale avrebbe paradossalmente raggiunto la qualificazione in Europa League, ma che dovrà accontentarsi dello scettro di miglior marcatore del torneo, al momento in mano al fantasista Pablo Infante, che guida con 7 centri ma che pùò ancora essere raggiunto da Llorente, Soldado e Messi .
Lasciando da parte i pronostici, per la finalissima ci sarebbe più di una speranza anche per il Valencia, e le ragioni non mancherebbero di certo. I pipistrelli sono fermi a quota 7 successi; non vincono dall'edizione 2008, quando sotto la gestione Koeman sconfissero in finale il Getafe a Madrid dopo essersi sbarazzati proprio del Barcellona; hanno dimostrato di poter impensierire davvero il Barça (o almeno così sembrerebbe dagli ultimi scontri diretti); ma soprattutto vogliono finalmente vincere qualcosa, ed al momento la Copa del Rey sembra l'oggetto del desiderio più alla portata per i ragazzi di Emery, anch'egli in attesa del primo successo importante in carriera. Qualora invece passasse il Barça (alto rischio di probabilità) sarebbe di nuovo sfida contro l'Athletic in finale: la riedizione, insomma, dell'ultima finale stravinta 4-1 dai catalani nel 2009. Poi però qualcosa dev'essere tornato storto per i blaugrana, dal bassissimo feeling con la Coppa negli ultimi anni. Messi & Co hanno steccato nelle due edizioni successive (ko con il Siviglia negli ottavi 2010 e in finale contro il Real l'anno scorso) ma che restano ancora i più vincenti, con ben 25 trionfi proprio davanti ai baschi che seguono a 23 (di cui però 14 successi prima degli anni 40). Numeri che valgono poco e niente in attesa di conoscere l'esito della semifinale, calcio d'inizio ore 21, che definirà l'accoppiamento finale. Poi circa tre mesi di tempo intercorreranno con la data della finale, che quest'anno si terrà al Santiago Bernabeu di Madrid il 20 o il 25 maggio prossimo, data variabile a seconda degli eventuali impegni delle due finaliste in campo europeo.
Massimiliano Macaluso