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Da Napoli: voto di scambio con Imu

Berlusconi indagato a Napoli per corruzione e a Reggio per voto di scambio

Silvio Berlusconi (getty images)
Silvio Berlusconi (getty images)

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Il procuratore Grandinetti ipotizza il voto di scambio e Silvio Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati.

 

Al centro della querelle ci sarebbe quel "famoso voto di scambio" che sarebbe contenuto nella lettera arrivata in piena campagna elettorale; lettera in cui il Pdl prometteva il rimborso dell’Imu 2012 sulla prima casa e su terreni e fabbricati agricoli in caso di vittoria.

 

Giorgio Grandinetti ha deciso di procedere con l’inchiesta, contestando al fondatore del Popolo della Libertà la violazione dell’articolo 96 del testo unico delle leggi elettorali. Ossìa, voto di scambio.

L'indagine, partita con la denuncia di Rivoluzione Civile, il partito di Ingroia, che aveva ipotizzato, oltre all’ipotesi di voto di scambio, anche la truffa e la violazione dell’articolo 97 della legge elettorale, trova subito la replica dell'avvocato Liborio Cataliotti: "Mi sembra un’inchiesta totalmente campata in aria e giuridicamente insostenibile. E lo direi anche se riguardasse la parte avversa. Si tratta di promesse elettorali; allora in questa ottica ogni candidato dovrebbe essere iscritto nel registro degli indagati? Era una lettera per nulla equivoca, chiara e tutt’altro che ingannevole".

 

 

Da Reggio a Napoli, dove il Cavaliere sarebbe indagato per corruzione e finanziamento illecito ai partiti.

 

I fatti riguardano i 3 milioni di euro che Berlusconi avrebbe versato al senatore De Gregorio per il suo passaggio al Pdl. Il tramite dell'accordo, secondo quanto raccontato ai pm dal commercialista dell'ex esponente dell'Idv, sarebbe stato Lavitola.

Come riportato da skytg24, il primo a parlare con i pm napoletani della presunta compravendita è stato il commercialista di De Gregorio, Andrea Vetromile, ascoltato il 29 febbraio 2012 come persona informata dei fatti. "Fu Lavitola che accreditò De Gregorio presso Berlusconi. De Gregorio è socialista come Lavitola". L'uomo politico nel 2005 vuole candidarsi con Forza Italia ma viene escluso dalle liste per l'intervento di Fulvio Martusciello, consigliere regionale, e quindi si candida con Di Pietro e prende 80mila voti. Una volta eletto passò nelle fila del centrodestra, fu proprio Lavitola, forte dei suoi rapporti personali con Berlusconi che concretizzò questo accordo... voglio precisare che l'accordo venne lautamente remunerato".

 

Poi, il 25 aprile, è lo stesso Lavitola a parlare in merito con i pm in un interrogatorio investigativo poi depositato alla 12esima sezione del Riesame. "Sergio De Gregorio negoziò con Berlusconi l'incarico di presidente della Commissione difesa del Senato. Andò a negoziarsi la nomina a presidente della commissione... votò con il centrodestra e fu eletto presidente". 

Dopo le dichiarazioni di Lavitola e del commercialista di Sergio De Gregorio, l'apertura di un fascicolo di indagine a Napoli parte da una lettera sequestrata all'ex Direttore del quotidiano l'Avanti, ora sotto processo per finanziamenti illeciti all'editoria e con l'accusa di tentata estorsione all'ex premier. Nella missiva scritta di suo pugno ci sono una serie di "favori" che Lavitola rinfacciava a Berlusconi, tra i quali anche quello di aver "comprato il senatore Sergio De Gregorio".

 

 

 

 

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