LA SPACCA NOCI

Cadevano le bombe come neve, il 19 luglio a San Lorenzo

Spalti dello Zaccheria in occasione di Italia-Germania Under20. Getty images
Spalti dello Zaccheria in occasione di Italia-Germania Under20. Getty images

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Ho deciso di attendere qualche giorno per scrivere due righe sul fallimento del Foggia Calcio perchè volevo aspettare questa data. Il 22 luglio è un giorno triste per la mia città. Stavolta non sto parlando di calcio, non ricorre nessun esonero, nessun arresto, nessun fallimento. 

 

Il 22 luglio di molti anni fa la mia città veniva distrutta, materialmente ma, quel che è più grave, veniva scippata l'anima a una comunità che non si è mai più ricostruita. 

 

Il 22 luglio del 1943 la mia città subì il secondo dei tre bombardamenti che la rasero al suolo, gettando nell'Ade più di 20000 persone, circa un terzo della popolazione dell'epoca e, con essi, ogni speranza di ricordo.

 

Solo per fornire qualche coordinata il bombardamento di Roma, celebrato dalla bellissima "San Lorenzo" di De Gregori, fece 3000 vittime.

 

Quanti di voi leggendo queste poche righe hanno pensato :"Non l'avevo mai sentito". Temo purtroppo siate in tanti, e non tutti illetterati.

 

Sebbene ci si racconti che la tragicità di un evento non dipenda dai numeri, la verità è un'altra. La parte peggiore di questa vicenda è che benchè i numeri fossero "dalla nostra", siamo riusciti a perdere una partita facile, la partita del ricordo.

 

Lasciando stare i fallimenti del passato, passiamo a quelli del presente. Il Foggia Calcio non esiste più. Un cazzotto nello stomaco, ricevuto a rallentatore per giunta. I giorni passavano, lenti e inutili ma nessun imprenditore locale si è fatto avanti per rilevare la squadra della città. Senza colpo ferire è stato fatto scadere "il termine ultimo per la presentazione del ricorso avverso la decisione della COVISOC di non ammissione dell'US Foggia Spa al campionato professionistico 2012/2013". Il burocratese del comunicato stampa dell'Us Foggia è una sentenza senza appello.

 

Solo due anni fa Foggia era di nuovo Zemanlandia, oggi Foggia riparte dalla Serie D. Il declino del calcio a Foggia fa il pari declino istituzionale e politico. Il giorno successivo al fallimento della squadra di calcio anche il "capitano" della squadra di governo alza bandiera bianca e rassegna le dimissioni. Foggia città senza calcio e senza sindaco. 

 

Foggia città martire, ieri come oggi. Oggi, però, la morte non viene dal cielo* e non ha sventola la Union Flag. Oggi la distruzione, civile e sociale non meno grave di quella materiale, viene da un tessuto sociale disgregato, fatto di fili intrecciati con approssimazione e negligenza. Viene dallo sguardo che si volta dall'altra parte e dall'inazione che, consentitemi la citazione parafrasata, genera mostri. Tutti vittime e tutti carnefici di un intorpidimento che consente di spazzare solo dinnanzi alla propria porta di casa, il che, però, non ha reso la strada pulita. Bisogna rivedere la teoria e dare nuovo corso alla pratica.

 

Come nessun'altra creazione umana il calcio è termometro della salute di una città, di una comunità. Faccio uno sforzo di ottimismo e guardo alla Serie D come un nuovo inizio, umile certo, ma non è la fine. E' l'inizio di una nuova storia, di un nuovo cammino. In salita.

Buon cammino Foggia.

 

* Per chi ne volesse sapere di più "...e la morte venne dal cielo" è un libro di Luca Cicolella che racconta l'estate del 1943 vissuta sotto le bombe.

 

Maria Scopece

Maria Scopece, classe 84, professione "aspirante", collabora con FantaGazzetta dal 2011. Da femminista non militante l'ironia della sorte l'ha portata ad appassionarsi al calcio. Destino ineluttabile per chi è cresciuto a "Pane e Pallone" nella Zemanlandia degli anni '90.
Maria SCOPECE
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