L'esultanza di Jacopo Sala (Getty Images)
Jacopo Sala: un nome che fino al pomeriggio di ieri, ne sono certo, era sconosciuto nell'inventario calcistico di quasi tutti gli sportivi italiani. Quasi, perchè non è da escludere che qualche bergamasco si ricordi ancora di quel ragazzino che andò via dall'Italia a soli sedici anni. Eh già, la storia di Sala come quella di tanti gioielli che il più delle volte ci sono stati sottratti, ancora acerbi, in piena età adolescienziale, o che invece rimangono in Italia ma faticano così tanto in A da essere spesso congelati. Jacopo appartiene alla prima categoria: il Chelsea lo strappa al vivaio dell'Atalanta nel 2007 per 350.000 euro, portandolo a Londra e inserendolo progressivamente nelle giovanili. Jacopo matura Oltremanica aggiudicandosi la FA Youth 2010, riservata a squadre giovanili, segnando in finale con il suo Chelsea. Poi qualche panchina sotto la gestione Ancelotti, senza però mai esordire. Estate 2011: il club di Abramovic lo 'scarica' e per lui si aprono le porte della Bundesliga, voluto fortemente dal dg danese Frank Arnesen che lo riaccoglie dopo l'esperienza con i Blues facendogli firmare un contratto fino al 2014. E poi il resto è storia dei nostri giorni: la rapida scalata dell'emigrante in Germania inizia con l'esordio lo scorso 22 gennaio (l'Amburgo era sotto 5-1), poi prosegue con l'ottima prestazione durante Amburgo-Hertha Berlino, infine culmina con la prestigiosa rete al Bayern nell'1-1 di sabato che lo manda in Eurovisione. Ventidue come il numero di maglia, ventidue come il minuto della rete, un destro preciso al volo su pennellata di Guerrero.
Sala è l'ultimo delle tante piccole speranze esplose altrove: Giuseppe Rossi e Macheda e Scapuzzi a Manchester; Borini e Camilleri a Londra; Lupoli e Iannone nell'Arsenal (senza contare i grandi del passato Zola, Vialli, Di Canio ecc.); adesso il turno di questo interessante esterno destro classe 1991, alto e longilineo, ideale per nel 4-2-3-1 per esaltare le sue caratteristiche. Sabato la prima rete in Bundesliga (e la prima di un italiano nella storia del club tedesco), adesso Sala sogna l'Under 21 e chissà, una chiamata della Juventus, sua squadra del cuore da sempre. In attesa di vederlo in Italia è meglio che Jacopo resti ancora nelle fredda città anseatica: l'Amburgo non ha ambizioni di titolo e ha intenzione di dare molta visibilità ai più giovani, sia perchè lo prevede l'etica sportiva tedesca sia per poter poi monetizzare con facilità. Soluzione ideale per chi ha bisogno di attenzioni e soprattutto di continuità di minuti per esplodere definitivamente. Nel frattempo: Gute, Jacopo!
Massimiliano Macaluso
Nisseno, giovane studente di giurisprudenza trapiantato a Milano. Scrive per FantaGazzetta dal 2011. Non sa vivere senza calcio, ne ama gli aneddoti ed adora la Liga spagnola. Nel privato è un moderato, particolarmente razionale ed anche un pò snob.
Massimiliano MACALUSO