Mazzarri in un momento non felice (Getty Images)
"Siete delle mer…". Così inizio il pianto del Napoli, nella persona di Aurelio De Laurentiis, il giorno in cui ci fu il sorteggio del calendario di Serie A. La furia del presidente, che aggiunse anche di vergognarsi di essere italiano (io valuterei, fossi in lui, anche la qualità dei film natalizi, ma de gustibus), fini come la più bella delle sceneggiate melodrammatiche, con lui che in sella ad un motorino scappa dalla scena lasciando tutti a bocca a aperta. Direte, finale toccante, colpo di scena! No, non è il finale, è solo l’inizio!
Al muro del pianto ci si reca spesso, e non è l’unico. A far compagnia sicuramente un interprete magistrale del pianto, Mazzarri. Alla vigilia di Milan-Napoli, l’allenatore partenopeo tuona: "Arbitri, adesso basta". Secondo Mazzarri infatti, nelle ultime tre partite, il Napoli ha ricevuto torti arbitrali pari a meno cinque punti in classifica. Decisamente troppi, giusto alzare la voce, giusto esortare gli arbitri a “stare più attenti”. Giusto. Allora come mai non si protestò dopo Napoli-Milan finita 3-1 per gli azzurri, nonostante un evidente fallo di mano di Cannavaro in area? Come mai nessuno in casa Napoli storse il naso quando non fu fischiato un evidente fallo su Pato nell’azione che porto al 2-1 del Napoli? Va bene, andiamo avanti, andiamo alla partita di ritorno disputata oggi. Andiamo ad analizzare quanto il "bistrattato" Napoli oggi sia stato penalizzato! Emh…no, oggi devo dire che probabilmente non c’è stato nessun arbitraggio contro, che non sia merito delle lamentele settimanali? Mi dice sempre mia nonna "a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca", e in molti casi sicuramente è abbastanza vero, non dico sia questo il caso, ma… Molte volte si vuole trovare il marcio anche dove il marcio non c’è, anche perché la sudditanza psicologica degli arbitri è un problema noto, soprattutto quando "la grande" squadra incontra la provinciale.
L’arbitro forse in quei casi ha spesso una riluttanza nel mettere il fischietto in bocca, non si sa perché, non dovrebbe essere così, ma succede. Oggi è successo invece che a pagarne le conseguenze è stato il solito Ibrahimovic, che sicuramente commette un atto assolutamente da condannare, dal punto di vista etico e sportivo, ma nei suoi confronti, forse perché recidivo, questa riluttanza viene meno. Lo svedese, sanguigno in campo, si dirige verso Aronica dandogli un "buffetto" in viso, conseguenza? Ibrahimovic dritto negli spogliatoi. Giusto direte, ma la terna non si accorge di un gesto identico commesso dallo stesso difensore partenopeo. Il tutto avviene dopo un Lazio-Milan in cui non viene fischiato un mani in area clamoroso di Dias. Ma il Milan no, non piange, fa il mea culpa dopo la prestazione con i biancocelesti. Risultato? Altra partita con un torto arbitrale commesso e napoletani felici perché giustizia è stata fatta. Io personalmente non amo i pianti, adoro il calcio inglese proprio perché non nascono le trasmissioni create ad hoc per parlare dei torti arbitrali subiti. Mi piacerebbe che in una giornata come questa si parlasse di più del goal di un Palacio, autore di un goal meraviglioso , piuttosto che del brutto gesto di Ibrahimovic.
Al muro del pianto si è accostato pure Marotta questa sera: ''Chiediamo maggiore rispetto per la Juve - dice il dg Beppe Marotta ai microfoni di "Stadio Sprint" - L'arbitraggio e' stato insufficiente. Il rigore era sacrosanto. Questi sono episodi determinanti. Tradizionalmente le squadre di testa sono affidate ad arbitri internazionali, invece hanno mandato un arbitro giovane''. Ci si prepara per l’arrivo di Milan-Juventus? Si lamentano tutti degli arbitri, perché il Milan non alza la voce? Galliani, a detta di alcuni, è uno che ha "la lacrima facile", ma oggi dopo la partita con il Napoli, si limita a fare il profeta sulle giornate di squalifiche di Ibrahimovic, ma non calca sull’arbitraggio: "La manata di Aronica sul Noce? Io l’ho vista, l’arbitro no, va bene così. C’è chi si lamenta sempre… ma guardiamo alla partita. C’è stato grande orgoglio, anche in 10 abbiamo cercato di vincere, invece è venuto questo pareggio, almeno anche i risultati delle altre in testa sono stati negativi". Ecco, preferisco una analisi dei propri errori, che di quegli degli altri. Ora il Milan deve affrontare un ciclo di ferro, dove c’è poco tempo per soffermarsi a parlare degli arbitraggi, c’è da lavorare, c’è da capire il perché dei malumori, bisogna ritrovare la cattiveria in campo e soprattutto bisogna mantenere i nervi saldi. Con un Ibrahimovic in meno sarà ancora più in salita, ma sarà proprio la prova del nove per i rossoneri che si troveranno senza il proprio centravanti ad affrontare gare difficili come Udinese, Cesena e probabilmente anche Juvenutus. Si vedrà dunque il valore della squadra di Allegri, e dello stesso Allegri, che in molti ora cominciano a mettere in discussione.
Manuela Cinus
Manuela Cinus, classe '81. Studentessa in economia manageriale e redattrice di Fantagazzetta dal 2008. Amante dello sport in generale, già da bimba ha una passione sfrenata per il pallone e per Paolo Maldini. Impegnata attivamente nella vita politica e nel sociale. Adora ridere ma è meglio non farla arrabbiare, ama le cose semplici e odia la falsità
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