PROBLEMI TECNICI

La stretta di mano che non c'è

Immagine emblematica (Getty Images)
Immagine emblematica (Getty Images)

L'insultato alla fine esulta in faccia all'insultante. Gesto provocatorio, certo, ma considerabile anche come l'istantanea ideale raffigurante il finale di una brutta storia. Una delle tante.
 
Capita che un giorno un difensore passi i novanta minuti di gioco di una delle numerose partite di calcio disputate nella propria carriera ad essere insultato da un attaccante che, evidentemente, non gradisce tonalità di colore più scure di quelle che pigmentano la propria pelle.
Succede che quest'ultimo, reo d'aver apostrofato il primo in maniera ignobile e obsoleta, venga squalificato per otto giornate dalla Commissione di disciplina della federazione inglese.
Qualche mese dopo eccoli nuovamente, i due protagonisti, uno di fronte all'altro in occasione della sfida che vede in azione le proprie squadre: al momento di quella che sarebbe stata un'ipocrita stretta di mano, l'ex squalificato scansa il gesto risolutore posto in essere dall'insultato, generando l'ira di quest'ultimo.
 
Sorpresa? Stupore? No.
Piuttosto, ciò che avrà probabilmente provato una parte degli spettatori, potrebbe essere riassunto con una sola parola: conferma.
Conferma che non bastano le giornate di squalifica, non basta aver fatto una figura barbina in mondovisione, non basta aver dimostrato un basso livello di sé stessi per consentire un cambiamento a livello mentale e culturale che avrebbe – quello sì – meravigliato anche i più scettici.
Anche se, in fin dei conti, neanche una finta stretta di mano avrebbe fatto pensare ai più realistici che tale cambiamento potesse essersi realizzato in una mente tanto ottusa.
 
Tratto da una storia vera.
 
Samuele Olla 

Samuele Olla, classe '85, laureando in Scienze Politiche. Sardo in procinto d'emigrare. Dal 2011 in FantaGazzetta, nonché curatore - per Canale Inter - della rubrica "Stelle Cadenti". Amante del calcio e della buona tequila, fa del fantacalcio una questione di vita. Del giornalismo una meta da raggiungere.
Samuele OLLA

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thedoctor46
sono come evra... i gesti ipocriti, le strette di mano fasulle, i saluti finti non fanno per me
samueleolla

thedoctor46

"sono come evra... i gesti ipocriti, le strette di mano fasulle, i saluti finti non fanno per me"
In realtà è Evra che "propone" la stretta di mano e Suarez invece la rifiuta..
thedoctor46
non ci ho capito na mazza allora :D quindi evra è diverso da me :) mentre suarez si conferma merda quale è
Davide B
probabilmente suarez ce l'ha perchè penserà di non avergli detto nulla di che... su che basi era stato squalificato suarez?
Fabio G
nico, dunque tu sei 'na merda? :D
samueleolla
Mi hai fatto venire il dubbio e pensavo di non averci capito nulla a mia volta :) Comunque secondo me il gesto di Evra non era ipocrita: alla fine dimostrava semplicemente di aver messo da parte il rancore e di avere la capacità di perdonare un insulto razzista. Invece si è visto addirittura rifiutato da colui che l'aveva insultato. A parti invertite (Suarez che vuole stringere la mano e Evra che rifiuta) sarebbe stato assolutamente comprensibile, ma così no..
FabioKurt

thedoctor46

"sono come evra... i gesti ipocriti, le strette di mano fasulle, i saluti finti non fanno per me"
Scusate, in questi casi si dice EPIC WIN O EPIC FAIL?:D Cmnq io sono come Nico e come Evra, gesti finti e ipocriti non fanno per me, proprio per questo Evra si è dimostrato un campione e un professionista assoluto e Suarez un quaraquaquà!
thedoctor46
si infatti avevo capito che era suarez ad aver dato la mano ad evra, mentre credo pure io che il gesto di evra era sincero per chiudere la storia
scary
Qualcuno sa nel dettaglio cosa è successo? Cioè le parole specifiche dette da Suarez e le reazioni etc. etc.?
Imparzial
Pessimo Suarez, vomitevole...ma come si fa?
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