L'editoriale di canalenapoli.it
E così Pioli ha ancora una volta imbrigliato Mazzarri.
Lo ha fatto giocando a specchio. Chiedendo ai suoi uno sforzo fisico sontuoso, pagato nel finale, quando però Mazzarri non è riuscito a tirar fuori dal cilindro null'altro che inserire tutte le punte che aveva in panchina. Mutuare Mourinho va bene, ma ha senso se chi rilancia ha piedi in grado di trovare il compagno, cosa che stasera non riusciva neanche alle nostre eccellenze.
Il Napoli perde così la ghiotta occasione concessa dal gruppo di testa e non va oltre uno striminzito pareggio, finanche fortunato, perché il rigore nasce da un rimpallo che non poteva trovare esito migliore. E fortunato perché viene ritenuto intenzionale un fallo di mano che, diciamocela tutta, a parti invertite avremmo considerato certamente involontario.
E se è vero che mancava Lavezzi e che, se Hamsik non fosse stato stregato da Gillet, questa partita si poteva anche finire per vincerla, diciamo pure che i 3 punti avrebbero nascosto ancora una volta dietro un dito che al Napoli manca qualità. In difesa prima che a centrocampo. Perché se gli avversari raddoppiano sul regista, cosa che avviene sempre più spesso al San Paolo, allora i difensori devono essere capaci di portare avanti il pallone e smistarlo senza frenesie.
Nel nostro campionato le vittorie si costruiscono a partire dalla solidità difensiva. Non è certo una novità scaturita dal derby milanese. Lo mostrano in maniera inequivocabile i nostri numeri: quelli di una solidità perduta quest'anno se è vero (ed è ahinoi vero), che il Napoli conta oggi la terzultima peggior difesa casalinga: sono ben 13 i gol subiti in casa fin qui (terzultima difesa), a metà stagione, mentre nell'intera passata stagione i gol subiti al San Paolo furono 15 (terza miglior difesa). E se è vero pure che il Napoli oggi vanta (con il Milan) il miglior attacco interno, i numeri dicono che non basta: l'anno scorso il sipario si chiuse con uno score interno di 12 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte. L'attualità è molto più modesta: 4 vinte, 4 pari, 2 perse.
Troppo presto si è dato addosso a Cavani (che ha peggiorato di appena 15 minuti la sua straordinaria media realizzativa) e non vorremmo che l'investimento fatto con Vargas fosse frutto di un allarme Cavani che non aveva motivo di essere lanciato. Se, invece, come dice Mazzarri, l'acquisto del cileno è stato fatto in prospettiva, ben venga, ma gli investimenti non devono togliere risorse per il presente. E il Napoli del presente, per risalire la china in campionato, deve assolutamente acquistare un difensore che sia in grado di smistare il pallone e dare il suo contributo per sigillare la porta di De Sanctis.
Dario Stipa Carotenuto
Napoletano, classe non meglio definita. Come il suo profilo: quello d'un artista volubile ed intellettualmente parisien, proprio come alcuni suoi trascorsi in quel di Francia. Multimedia ed arti visive tra i suoi interessi, la storia dello sport nel suo 'Memento'. Collabora, a modo suo, con FantaGazzetta, sin dal 2009.
Dario STIPA CAROTENUTO