Emiliano Mondonico in panchina (Getty images)
Assediati da Calciopoli, sconfitti dal calcio scommesse, oggi quel mondo,il mondo del calcio, così vituperato e criticato, ha regalato a tutti gli sportivi, anche di fede interista, un’immagine.
Quella di Emiliano Mondonico. Qualcuno sentirà scorrere un po’ di sana retorica. Ma queste storie che hanno del fiabesco, in sé la racchiudono e risulta emozionante poterle raccontare.
“Per uno che ha passato le notti sveglio per vedere l’alba, perché quando ti assalgono i pensieri, il nuovo giorno è il massimo del futuro che ti concedi, tentare il salvataggio del Novara sarà un impegno persino godibile”.
Non poteva che essere il pensiero di un allenatore che da un po’ di tempo, non lotta solo per evitare le retrocessioni delle squadre che allena, ma che da tempo ha ingaggiato un duello, contro un avversario molto più ostico degli altri, un avversario bastardo, infido che spesso non lascia scampo: il cancro.
Immediatamente dopo la traversa di Sneijder e la parata finale di Ujkani, la telecamera non ha esitato un attimo a riprendere quell’uomo in panchina che oggi per tanti che combattono il cancro è un simbolo, un esempio.
Fu traumatico e doloroso per tutti gli sportivi assistere nel mese di giugno alla conferenza stampa di addio del “Mondo” dopo aver portato in salvo l’Albinoleffe. Quelle parole dense di dolore ma ricche di quella carica nel voler lottare questa volta contro un altro avversario lasciarono il segno. Il 31 gennaio Mondonico si è sottoposto alla prima operazione. Ma il “mostro” indomito ha bussato nuovamente alla porta. Cinque mesi dopo, un altro intervento, ancora più delicato ma perfettamente riuscito. Il 14 Novembre abbiamo provato un’emozione comune quando abbiamo sentito pronunciare queste parole “ho sconfitto il tumore”.
Mollare un centimetro al “mostro” equivale a perdere in partenza. E il “Mondo” nelle sua storia da allenatore non ha mai digerito perdere, ma in particolare nella vita sta dimostrando di essere un guerriero, un gladiatore.
Sono trascorsi “solo” due mesi di convalescenza dall’operazione e l’allenatore lombardo, 64 anni e 915 panchine sulle spalle è tornato nella massima divisione, sostituendo Tesser sulla panchina del Novara. E oggi ha segnato un’impresa stoica vincendo a San Siro contro l’Inter, regalando ai piemontesi ancora una flebile speranza di salvezza.
Ho sentito scorrere nelle vene un brivido, in quanto fresco di lettura del libro “L’albero dei mille anni”, del povero Pietro Calabrese, sconfitto dal mostro dopo una lunga battaglia. C’è molta poesia nel libro quando il giornalista in alcuni versi sottolineava “Quelle piccole, indispensabili, meravigliose cose che fanno la felicità di tutti i giorni e noi neanche le vediamo. Che stupidi siamo». C’è poesia, in quello che sta facendo Mondonico contro il “mostro” e c’è favola nella sua impresa calcistica.
Mondonico è un uomo vincente. Non si è lasciato deprimere dalla malattia, sopraffare dalla sola idea di non farcela. Certo il “mostro” non si batte solo con queste armi, ma sprigionare la voglia di non uscire sconfitti aiuta a debellarlo. Sciascia lo avrebbe inserito di diritto nella categoria uomini, tenendolo bel lontano da mezz’uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà.
E se fuori le temperature erano gelide il sorrido del “Mondo” ci ha ampiamente riscaldato.
Ci sono stralci di una canzone che, sono sicuro oggi Mondonico avrà canticchiato tornando felice a casa, perché in sé racchiude la sua storia:
“ora
non c'è montagna più alta di quella che non scalerò
non c'è scommessa più persa di quella che non giocherò
ora”
“Mondo” tu continua a scalare, continua a giocare perché solo chi rischia e non smette di provarci dimostra sul campo e nella vita di essere un vincente.
Francesco Misuraca
Nel periodo estivo paradossalmente cade in letargo. Il motivo ovviamente è noto. Il calcio è in ferie. Dopato quanto dipendente da prodezze balistiche, passato in fretta dai campi di gioco a scrivanie dove utilizza la penna come strumento. Esperto di scommesse, da tempo sprigiona pronostici attraverso il web. Redattore FG dal 2011.
Francesco MISURACA