L'INDISCIPLINATO

Oltre il 4-0

Indispensabile (Getty Images)
Indispensabile (Getty Images)

Editoriale odierno da Canale Milan

 

Bene, adesso, pace all’anima dei cultori dei silenzi strumentali, può finire il gioco di far finta, chi per sbadataggine, chi per indifferenza, chi per faziosità, che la mancanza di Boateng sia una mancanza qualsiasi. Che un giocatore così, se c’è o non c’è, non fa né caldo né freddo.
Perché questo è il gioco a cui si è giocato, nei momenti in cui il Milan ha zoppicato. Bene, passi per gli altri 12 assenti del momento critico per i rossoneri: ma a questo punto il verdetto, qualora se ne avesse bisogno, c’è. Senza Boateng non può essere la stessa squadra, senza Boateng qualsiasi squadra al mondo perderebbe potenziale, senza Boateng diventa durissima, senza Boateng è logico fare fatica. E far finta che non sia così, vuol dire una cosa sola: essere in malafede.

 

Dietro l’exploit di ieri sera a San Siro, oltre che quelli canonici, e fermo restando che c’è da giocare un ritorno (e che l’ultima volta che il Milan ha potuto rimpiangere di non aver fatto il quinto, sesto, settimo gol all’andata la ricordano tutti, a Milanello), due tipi di soddisfazione si aggiungono, oltre anche alla constatazione ufficiale che il Boa fa solo gol che danno lo stesso piacere fisico di un tiramisù venuto bene (la palla talmente potente che respinta dalla rete torna in campo è una primizia alla Holly e Benji, stile rete perforata).

 

Il primo motivo di soddisfazione, passatecelo, è rappresentato, comunque vada a finire il ritorno, dall’umiliazione dell’Arsenal. Perché dalle parti di Fatima, dove pure di grandi misteri e segreti se ne intendono, non riescono a spiegarsi l’arcano algebrico per cui questa squadra continui ad essere senza imbarazzo alcuno testa di serie di Champions League ininterrottamente da anni, e anni, e anni. E insomma, non so a voi, ma un po’ sullo stomaco, quelle qualificazioni in gironi francamente improponibili iniziavano ad accumularsi eccome. E insomma, una sana voglia di levarsela, questa soddisfazione, c’era.

 

Il secondo, importantissimo motivo di soddisfazione, è che un risultato di questa portata (anche se, scommettiamo, andato in pensione “Quanto è indifferente Boateng” partirà il giochino dal titolo “Quanto sono scarsi quei biancorossi di Londra”), può mettere mediaticamente in secondo piano lo sfogo, puntuale quanto i suoi inserimenti da centrocampista, di Antonio Conte, che, nella pura scuola Mazzarri, inizia a preparare tatticamente la trasferta di San Siro. Chissà, magari con gli stessi esiti: sono aperte le audizioni, dalle parti di Vinovo, per il ruolo di Aronica.

 

Ezio Azzollini

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Venuto al mondo nel 1983 a Bari, è giornalista pubblicista. Di notte, sostiene di essere anche un discreto scrittore e sceneggiatore. E' Direttore di Canale Milan dal 2010, e firma storica di Fantagazzetta sin dal primo vagito del sito. I suoi interessi sono cinema d'autore, southern rock, letteratura, e, salvo rarissimi casi, donne.
Ezio AZZOLLINI

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