Arrigo Sacchi (getty images)
Chi vince ha sempre ragione, ma a tutto c’è un limite. Di tecnici e giocatori mediocri che si atteggiano in TV a fare commentari superbi siamo ormai abituati, ma ci sono alcuni che sono andati oltre. Indicato come uno dei grandi innovatori del nostro calcio, Arrigo Sacchi è un abitué dei salotti televisi ed uno delle voci più critiche dell’intero palinsesto televisivo: Il concetto è il medesimo da anni: il calcio è come la musica, la squadra deve essere un’orchestra, il Barca è un’orchestra perfetta, Ibrahimovic è il più grande solista, ma non è congeniale ad un’orchestra, ecc…..
Anche se il buon Sacchi ha in parte ragione, fa strano, per non dire ipocrito, sentire critiche tanto dure da un allenatore pluri-vittorioso……con una singola squadra (e che squadra). L’etichetta di vincente Sacchi l’ha ottenuta grazie ad un Milan che annoverava tra le sue fila: Tassotti, Baresi, Maldini, Galli, Rijkaard, Donadoni, Gullit e Van Basten. Insomma, l’elite del calcio mondiale. Siamo sicuri che anche senza il “genio” del calcio totale Sacchi, il Milan non avrebbe vinto ugualmente?
E’ un caso se Sacchi ha vinto solo con il Milan? Le altre esperienze non hanno avuto lo stesso esito, ma soprattutto hanno rinnegato l’idea del calcio spettacolo, di cui Sacchi oggi è il massimo fautore. Ad Usa 1994, l’Italia arrivò in finale in modo del tutto immeritato e solo grazie alle prodezze di un “solista”, Roby Baggio. Vedere i vari Signori, Zola e company snaturarsi in ruoli anomali, inadeguati per la classe dei giocatori in questioni è del tutto in contrasto con le parole odierne del medesimo autore di tali misfatti. E Usa ’94 non fu un caso, visto che ai successivi Europei l’Italia fece addirittura peggio, chiudendo con la miseria di una rete in tre match.
Oltre al Milan, le cose migliori Sacchi le ha fatte in provincia, soprattutto con il Parma, ma di vittorie neanche l’ombra. All’Atletico Madrid durò 7 mesi, nonostante potesse annoverare tra i suoi uomini il miglior Vieri della sua carriera ed una squadra che poteva competere con Real e Barca. Smessi i panni dell’allenatore da dirigente ha fallito addirittura al Real Madrid, nonostante i soldi spesi dal presidente Perez.
Insomma, con tanto di rispetto i conti non contano, o meglio l’orchestra è stonata.
Alessandro Silvestri
Napoletano, classe '88, inde(fesso) laureando un giurisprudenza, collaboratore di Canale Milan, scrive per FantaGazzetta dal 2010. Ha una passione smisurata per qualsiasi sport, odia le domeniche senza calcio ma ancor di più quelle in cui perde al Fantacalcio.
Alessandro SILVESTRI