L'apparecchio omicida (Getty Images)
Dopo una due-giorni in quel di Napoli insieme ai miei compagni di "sventura", sono tornato in città e ho finalmente avuto dieci minuti di tempo per passare al secondo capo d'imputazione riconosciuto, oltre all'associazione a delinquere, nel processo Calciopoli. Non vi nascondo che ho provato una strana sensazione a dormire in una stanza la cui finestra affacciava proprio sul Tribunale dove si è svolto tale dibattimento. Suppongo che, però, tale questione poco v'importi, dunque passiamo ai fatti di cui vi voglio parlare stanotte: perchè, dopo le accuse relative ad Udinese-Brescia, alcuni degli imputati sono stati condannati per frode sportiva in merito a Juventus-Lazio del dicembre 2004? Ve lo dico subito.
Pur non accogliendo totalmente la tesi dell'accusa, seconda la quale i cupolari Moggi, Bergamo e Pairetto, insieme ai "brevi" Giraudo, Dondarini e Baglioni, avevano commesso atti fraudolenti a ridosso del match col fine di avvantaggiare la Juve, è stato sentenziato che i soggetti in questione avrebbero per lo meno tentato di alterare il regolare svolgimento delle procedure legato alle griglie e ai sorteggi arbitrali. Come? E quanto siete impazienti oggi, prima ho da farvi sapere che "è emerso in maniera sufficientemente chiara al dibattimento come il sorteggio non sia stato truccato". Qualcosa, però, basta al collegio per optare per la colpevolezza degli imputati: alcune intercettazioni di cui vi riporto di seguito gli estremi e alcuni brevi riferimenti:
1) telefonata Pairetto-Dondarini (n.841, settembre 2004) e Pairetto-De Marchi - osservatore arbitrale - (n.1045, settembre 2004) nella quale si capirebbe il rapporto preferenziale designati-designatori;
2) n.6014-5542-6366 (rispettivamente 1, 2 e 3 dicembre 2004), telefonate fra imputati e mogli per l'organizzazione di una cena a casa Pairetto avvenuta prima della partita;
3) telefonata contenente dialogo fra Moggi e una sua segretaria (n.8781) "inequivocabilmente indicativo del fatto che a casa Pairetto si sono comunque stabiliti griglie e assistenti" per il turno in cui si giocò Juventus-Lazio;
4) telefonata Moggi-Baldas (n.10159) del 3 dicembre 2004, dove l'ex d.g. della Juventus suggerì al moviolista de Il Processo di Biscardi cosa dire durante il moviolone in merito all'operato di Dondarini.
Dalla pagina 124 alla pagina 139 delle motivazioni troverete la trascrizione di queste telefonate.
Prima di andare oltre va ricordato che l'operato di Dondarini durante la partita risulta al collegio giudicante più che lecito: "al dibattimento è emerso che in nessun errore ebbe ad incorrere Dondarini, a danno di questo o quello", si legge nella motivazione. Oltre alle intercettazioni, altro fattore decisivo per spiegare la frode, è la cena prenatalizia (quella di cui si parla nelle intercettazioni n.6014-5542-6366) a casa di Pairetto alla quale hanno partecipato Moggi e Giraudo: è in questa occasione che è stata decisa la griglia per il sorteggio che poi effettivamente portò Dondarini ad arbitrare Juve-Lazio.
E' arrivato il momento delle considerazioni, che dovrebbero essere ovvie, ma che per i più distratti riporto, per motivi di chiarezza, riprendendo i 4 punti già riassunti:
1) ordine cronologico: Pairetto, Dondarini e De Marchi si sentono tre mesi prima della partita, ma anche volendo vederci marcio, quale allenatore non cura gli interessi dei propri giocatori? Quale allenatore lascia allo sbando "mediatico" un proprio calciatore? Appare più una forzatura che un errore considerare due intercettazioni del genere come prova di frode sportiva;
2) non esistono intercettazioni ambientali di quella cena, senza voler comunque considerare che non era reato incontrarsi fra dirigenti e designatori, a maggior ragione in presenza delle mogli;
3) questo è il punto focale di tutto il capo d'imputazione: qui si capirebbe che Moggi era a conoscenza delle designazioni già prima della loro ufficializzazione perchè nella cena si decise la griglia (Giraudo è qui imputato solo per aver partecipato a questa cena). Non è così! A parte il fatto che durante il dibattimento è stato provato che dirigenti di altre società venivano a sapere nettamente prima di Moggi chi andava ad arbitrare chi, questa telefonata avviene dopo che alcune agenzie di stampa, riprendendo quanto pubblicato sul sito della Lega, avevano già divulgato le informazioni relative agli arbitri e ai guardalinee di quella giornata, e dunque anche di Juventus-Lazio;
4) è sempre bene ricordare che Baldas non risulta fra gli imputati, e che stiamo parlando di una delle trasmissioni eufemisticamente più goliardiche della storia dello sport in tv, almeno per quanto riguarda lo stato italiano. Inoltre, avrete sicuramente notato leggendo l'intercettazione fra i due, non c'è alcun riferimento alla formulazione delle griglie.
Ultime considerazioni: Dondarini non è mai entrato nella lista degli arbitri "svizzeri", ed è stato condannato nel rito breve per qualcosa smentito dalle motivazioni del processo ordinario. Perchè? Nel "breve" si dice che la designazione fu fraudolenta, e che Dondarini arbitrò a favore della Juventus in quei 90 minuti. E invece...
Fabio Mauro Giambò
Fabio Giambò, classe '83, messinese, studente di ingegneria. E' Direttore di Canale Juve.it, oltre che essere una firma tanto storica, quanto scomoda, di Fantagazzetta. Appassionato di calcio regionale siciliano, segue con attenzione gli sviluppi delle vicende riguardanti Calciopoli.
Fabio GIAMBÒ