Devono passare 120 minuti, al termine dei quali il tabellone luminoso riporta il punteggio di 2-1. Ma alla fine ai quarti di finale approda il Ghana, uscito vittorioso nel match di Rustenburg contro gli Stati Uniti: un tempo ciascuno nei 90 minuti regolamentari, con i gol di Boateng e Donovan su rigore. Quindi, all’inizio del primo supplementare, arriva la rete decisiva di Gyan Asamoah.
La formazione africana schiera sulla fascia destra Inkoom al posto del solito Tagoe, ma la minore propensione offensiva prevista si rivela solo teorica: l’iniziativa è tutta ghanese. Il primo tiro (5’) è made in Usa, Dempsey l’autore, ma nello stesso giro di lancette sono le Black Stars a passare in vantaggio. Clark perde palla a centrocampo, Kevin Prince Boateng è lesto nel recuperarla e nello sfruttare la prateria che gli si para innanzi: ha tempo di prendere la mira da fuori e centrare l’angolino basso, lì dove Howard disteso proprio non ci arriva. È il primo gol su azione del Ghana in tutta la manifestazione.
La formazione a stelle e strisce sembra intimorita dallo strapotere fisico africano, che si materializza in un pressing in alcuni frangenti addirittura martellante. Il portiere Kingson è poi attento nelle poche occasioni per i nordamericani: il cross di Bradley da posizione favorevole trova i suoi guantoni tranquilli.
Clark, ammonito ed evidentemente nervoso, è richiamato in panchina da mister Bradley: Edu al suo posto. Gli Usa terminano il primo tempo in crescendo, il Ghana può però mettere apprensione con le ripartenze. Kingson da un lato e Howard dall’altro tolgono con l’aiuto degli arti inferiori la gioia del gol a Findley e Kwadwo Asamoah.
Al ritorno in campo gli Stati Uniti sono immediatamente pericolosissimi: Donovan e Altidore confezionano una palla-gol importante per il neo-entrato Feilhaber, ma Kingson – quarto portiere del Wigan – salva il risultato chiudendogli lo specchio con un intervento fondamentale. Il secondo tempo è palpitante, il pallone macina chilometri su chilometri. Ora però sono gli Usa a mettere in campo fosforo e polmoni, mentre il Ghana è più arruffone e precipitoso in zona tiro.
Nuovo scenario al minuto 61: Mensah mette a terra in piena area l’accorrente Dempsey, calcio di rigore ineccepibile. Si incarica della battuta Landon Donovan, che spiazza il portiere e porta il punteggio sull’1-1. Gli States provano a completare la rimonta, ma Kingson esce bene su Altidore e blocca un tiro centrale di Bradley. Ancora Altidore all’81’ difende bene il pallone dal ritorno di un difensore, ma poi chiude troppo l’angolo calciando a lato di un soffio. La partita scorre ormai lenta fino al 90’: il risultato di 1-1 richiede i tempi supplementari.
Che si aprono quasi immediatamente con il nuovo vantaggio ghanese. L’autore è Gyan Asamoah: l’ex udinese riceve palla da Ayew, entra in area e batte Howard per il 2-1. Con il vantaggio, il Ghana ritrova la fiducia che aveva perso nel secondo tempo, nonché il possesso palla. Dal secondo tempo supplementare gli Usa caricano a testa bassa, ma col passare dei minuti le energie vengono meno. Nelle fila ghanesi entra anche l’interista Muntari, al posto dell’infortunato Inkoom. Le ultime occasioni sono per Gomez e Demerit, ma il risultato è nullo: gli Stati Uniti tornano a casa.
Solo il Camerun nel 1990 e il Senegal nel 2002 riuscirono, tra le squadre africane, a qualificarsi ai quarti di finale in un mondiale di calcio. Il Ghana eguaglia questo record e venerdì 2 luglio affronterà l’Uruguay di Tabarez. La Celeste si è dimostrata forte, ma il Ghana sarà come sempre sostenuto da un intero continente. La storia è proprio lì, a un passo.
USA-GHANA 1-2 d.t.s. (0-1, 1-1; 1-2)
MARCATORI: 5’ Prince Boateng, 62’ Donovan (rig.), 93’ Asamoah Gyan
USA (4-4-2): Howard; Cherundolo, Bornstein, Demerit, Bocanegra; Dempsey, Clark (31’ Edu), Bradley, Donovan; Altidore (91’ Gomez), Findley (46’ Feilhaber). All. Bradley.
GHANA (4-2-3-1): Kingson; Pantsil, Jonathan Mensah, John Mensah, Sarpei (73’ Addy); Prince Boateng (77’ Appiah), Annan; Inkoom (113’ Muntari), K.Asamoah, André Ayew; Asamoah Gyan. All. Rajevac.
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Ciro Avventurato
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