Il nuovo tormentone dei palazzi pallonari europei si chiama fair play finanziario: dal 2012 tutte i club dovranno spendere solo quello che guadagnano, puntando al pareggio di bilancio e di conseguenza ad una gestione più oculata.
L'obiettivo di ridurre i costi, e di conseguenza le spese, dovrà essere il primo obiettivo delle società, che saranno strettamente controllate a livello finanziaro (con tanto di sanzioni in caso di inadempienze).
Sull'argomento è tornato in questi giorni Michel Platini, che ha sottolineato come soltanto la Bundesliga è attualmente in regola a livello europeo. In Germania infatti "solo" il 51% dei ricavi finisce ai giocatori tramite gli ingaggi, mentre in Italia questo valore si attesta al 68% (uno dei più alti in Europa).
Il presidente dell'Uefa si è pure soffermato sulle due squadre di Milano e i loro rispettivi mercati estivi: "L'Inter condivide la filosofia Uefa e ha giustamente cominciato a modificare la sua strategia. Non è un caso che Moratti mi abbia più volte manifestato l'intenzione di ridurre i costi e di investire nella costruzione di uno stadio di proprietà".
Elogio dunque alla nuova polemica di Moratti, mentre per Berlusconi arriva un implicito avvertimento: "Il Milan? Se ha preso Ibra e Robinho significa che punta molto su di loro. Sono grandi campioni ed è normale che ricevano stipendi più alti. Berlusconi è un grande imprenditore e come tale sono sicuro che non avrà difficoltà a soddisfare le nuove regole".
Sono tutti avvisati dunque, Berlusconi in primis; il 2012 è vicino più di quanto possa sembrare.
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