Finisce male per Ancelotti e per il 'traditore' Terry il match più atteso dell'odierna giornata di Premier: il City di Mancini e Bridge spazza via (2-4) i blues, che adesso rischiano d'esser recuperati in classifica.
Mancini spazza così via le ombre, diffusasi in settimana, legate ad un suo possibile esonero, dovuto all'ultimo sfortunato periodo alla guida del City, dopo un inizio assai confortante.
Ma veniamo al match: anzitutto le sfide tra i singoli. Bridge che, come aveva ammesso nei giorni scorsi, non ha dato la mano all'ex compagno ed amico Terry; convenevoli usuali invece tra Ancelotti e Mancini.
Poi, comincia il match. Blues in avanti, e City altrettanto all'arrembaggio. Padroni di casa che sfondano al 42' con Lampard assistito da Joe Cole; vantaggio che dura nemmeno 4 minuti, perchè, allo scadere del primo tempo, una svista di Terry sul contropiede ospite lascia Tevez libero di trafiggere il colpevole Hilario. Nel secondo tempo, dopo 6 minuti, allo stesso modo Bellamy porta in vantaggio i suoi. La reazione del Chelsea non produce nulla, anzi: al 75' Belletti atterra Barry in area. Rosso per il brasiliano e rigore che Tevez trasforma. I minuti finali raccontano del secondo rosso ad un giocatore del Chelsea - Ballack - che finisce in nove, il gol dell'1-4 di Bellamy, che corona così la sua ottima partita, ed il rigore finale di Lampard, unico a salvarsi tra i suoi.
Mancini regala così, anche d'oltremanica, un sussulto di passione ai suoi ex tifosi: un Chelsea così, sarà ancor più facile da estromettere dai quarti di Champions.
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Alfredo De Vuono
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