Danzi mai col Diavolo, nel pallido plenilunio?

Danzi mai col Diavolo, nel pallido plenilunio?

Chiedeva un tremendo Jack Nicholson, alias Joker, a Batman, in uno dei film più belli dell'ultimo ventennio.


Eh, già. Pare proprio ci sia da danzare, con questo Diavolo. Perchè rinasce il mercato, si rimpinguano le casse di (alcuni) club, ma soprattutto le voci dei tifosi e della critica; rinasce la passione, si inseguono vecchi e nuovi sogni. Ecco il vento che spira, in questi giorni, in poppa allo scialuppone rossonero. Anni passati a collidere con il transatlantico nerazzurro, in preda a boati di tempesta e spifferi di scanzonata polemica: poi, in un taumaturgico fine settimana d'agosto, ecco il lido tanto atteso. Chiamasi "calciomercato". Era da tempo che non se ne vedeva uno, sulla sponda rossonera di Milano. Ed ecco perchè pare oggi doveroso questionarne, in maniera il più possibile critica e costruttiva.


UN SOGNO INCESTUOSO CHE DIVENTA REALTA'. Se, in un attimo di incontenibile curiosità mista a viscerale perversione, si ricerca sull'enciclopedia più famosa del web il termine "incesto", la prima descrizione che ne vien fuori è questa:

"Rapporto sessuale fra due persone fra le quali esistano determinati vincoli di consanguineità, parentela o di affinità. In questo senso, è vietato il matrimonio fra fratelli e sorelle o con uno dei genitori o nonni o zii. È invece sottoposto a restrizioni il matrimonio con i primi cugini".


Quella che si stabilisce tra un calciatore dei giorni nostri e la sua squadra d'appartenenza è evidentemente una relazione semi-anaffettiva. Elaborata sulla base d'acquisizioni pecuniarie oggettivamente esasperate, e tremendamente scevre d'ogni emotività; tenuta su grazie a luculliani ingaggi manovrati da procuratori dalla sensibilità d'un contrabbandiere d'organi umani; e spesso conclusa, al momento del passaggio ad altra squadra, da dichiarazioni d'odio e languidi strepitii d'arrivo verso un lido nuovo e sempre sperato, almeno a parole. Un rapporto evidentemente di natura ambigua e sessuale, assai lontano da ogni tipo di platonicità.


Ecco perchè, alcuni - nemmeno tanto sporadici - "cambi di partner", nel luogo del pallone nostrano, nemmeno più appaiono tanto distanti da relazioni incestuose. Nella fattispecie, oggi, che siamo a dircele a seguito dell'ennesimo cambio maglia del fuoriclasse di turno, il vincolo che intercorre tra le due amanti del passional pulzello è addirittura quello, quasi carnale, di cuginanza.

Zlatan Ibrahimovic, il ragazzone bosnio-croato nato a Malmoe 29 anni fa, passa al Milan. Un  flirt che, in realtà, perdurava da anni. Giusto il tempo di lasciar maturare i tempi, tanto da rendere la cosa ancor più proibita e, proprio per questo, lussuriosa. Quasi incestuosa, verrebbe da dire. Tocca a lui far sognare. Tocca a lui, per caratteristiche tecniche e ruolo in campo, raccogliere la grave eredità di Van Basten e Shevchenko. Qualche angolino buio, certo, in merito al suo rendimento, permane. Dietro a lui, nel ruolo di centravanti buca-difese, c'è solo quel miracolo sempiterno di nome Pippo, le cui vene in viso e sul corpo ancora si gonfiano di fremente ardore quando entra in campo, e la cui voglia pare quella d'un 12enne in mezzo alle erbacce dei campetti di periferia. Da Zlatan e da Pippo, però,
dovranno venire almeno 30 gol: le responsabilità, soprattutto per lo svedese, adesso sono immani. Altrimenti quel sogno chiamato scudetto difficilmente riuscirà a materializzarsi.


DINHO CON LA "B". L'altra piacevole sensazione di onnipotenza rossonera si chiama Robinho. Calato giù dai piani altissimi della dirigenza a mò di manna dal cielo, e, forse, di ambigua premonizione a qualcosa di più serioso d'una lunga serie di scanzonati scambi brasileiri al limite dell'area. Mr. B. ha ricominciato ad essere il Presidentissimo del Diavolo, e potrebbe non essere un caso che tutto ciò accada nel bel mezzo d'una tormenta politica assai più gravosa di quella pallonara. Lasciando volutamente cader nel vuoto tale provocazione, l'impressione è che il colpo Robinho rischi di esser assai più  mediatico, che efficace sul campo, e che la scelta di acquisire un "Dinho con la "B" " possa apparire ridondante. Soprattutto se, a far posto al ragazzo, deve essere colui - Marco Borriello - che ha dimostrato, per l'intera scorsa stagione, d'esser molto di più del napoletano sciupafemmine apparso per anni. Anzi. Una boa generosa ed in grado di segnar gol belli e decisivi, dedito alla causa e dalle caratteristiche tecniche rare e potenzialmente complementari sia allo svedesone che a Pato.


Robinho, certo, rappresenta qualcosa di diverso. Rappresenta, per sua natura, parte integrante del credo calcistico Presidenziale: tecnica, rapidità, aura di esotica passione, corredo ideale del binomio brasiliano già ben integrato. Ma discontinuo, e raramente in grado di prendersi la squadra sulle spalle a medio-lungo termine. Il problema rimarrà, dunque, la gestione dell'ennesimo quartetto delle meraviglie: a mister Allegri il prestigioso dilemma.

 

UOMO ALLEGRI, IL CIEL L'AIUTI. Bella gatta da pelare, insomma, per Massimone. Mettere contemporaneamente in campo quei quattro pare impensabile, ad oggi. E quasi certamente lo sarà, anche domani. A meno che non si debba cercare prepotentemente di rincorrere un risultato, o di impostare in maniera completamente assassina una partita sin dall'inizio. Staremo a vedere: intanto il Diavolo si specchia beato ed orgoglioso di sè stesso, del suo aspetto rinnovato e del suo nuovo ed accattivante look. Occhio però all'esser troppo audaci nelle speranze, il rischio di trovarcisi faccia terra, a contatto con la squallida realtà è dietro l'angolo.

 

Il bagno di entusiasmo che hanno fatto tifosi e società, a seguito delle festa contro il Lecce, e dell'attesa dei due "nuovi mostri" non va reso vano, nè deprezzato, ma assolutamente capitalizzato. D'altra parte si sa, come diceva Shakespeare, il diavolo ha il potere di comparire agli uomini in forme seducenti e ingannatorie. Sta ora all'intelligenza di Allegri - e non solo - rendere tali forme il più possibili funzionali ad un sogno chiamato scudetto.


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Alfredo De Vuono
a.devuono@fantagazzetta.com

 

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GIMOLAMO
non può esserci incesto quando parliamo di una puttana =)
Ryosaku
Articolo eccezionale.. a partire dalla citazione di Joker a Batman per passare alla stessa riga sottostante la foto che testimonia il ritorno dello "Jedi" :D del presidente Berlusconi.. per passare all'incesto.. all'arrivo di [B]B[/B]inho.. per arrivare ad Allegri che si trova nelle mani la squadra più forte mai allenata.. (viene dopo l'altra che finora aveva allenato, il Cagliari) :D :D E' probabilmente sarà difficile che in futuro troverà un altra squadra con questo livello di qualità.. :) [FONT=tahoma,arial,helvetica,sans-serif][SIZE=2][B]UN SOGNO INCESTUOSO CHE DIVENTA REALTA'.[/B] DICE TUTTO *_* :D :D[/SIZE][/FONT]
Clavik
Alfredo è sempre il solito :D
alfredodevuono

Agrael

"Alfredo è sempre il solito :D"
ti sei dimenticato, come ultima parola, "stronzo".
Clavik

alfredodevuono

"ti sei dimenticato, come ultima parola, "stronzo"."
A dire il vero, la parola sottintesa era "pervertito". :p
alfredodevuono
...allora era meglio stronzo...:wub::(:wub::(
reggie31
Il milan ha operato sul mercato in modo straordinario. Con un attacco del genere, il migliore d'Europa stando alle dichiarazioni di Ibra, la squadra rossonera è quasi "obbligata" a vincere, anzi stravincere: risultati e bel gioco. Se mancasse una delle due cose (ma soprattutto se arrivasse qualcosa di meno del primo posto in campionato e della semifinale in champions) si potrebbe parlare di fallimento, dopo una campagna acquisti così sontuosa. Berlusconi ha il merito di aver costruito, dopo alcuni anni di (in)giustificata assenza, una squadra stellare, che ha fatto nuovamente innamorare i tifosi. E si può permettere di avere come vice allenatore uno come allegri, davvero un lusso ;) Questo si preannuncia come uno dei campionati più avvincenti degli ultimi anni, sempre che il milan non lo ammazzi già dalle prime giornate p.s. complimenti ad alfredo per l'articolo, scritto sapientemente come al solito :)
thelord
ho come il timore che il Barça oltre ai 24 milioni abbia voluto anche qualche altra garanzia per lasciare andare Ibra..
Imprevedibile Nicol
Con un allenatore d'esperienza sarebbe una squadra perfetta, Allegri è un'incognita per me, pur considerandolo molto capace. Certo gestire Ibra, Robinho, Dinho e compagnia non è esattamente come avere a che fare con Jeda e Lopez. Anche se lo spogliatoio del milan oggi è abbastanza solido.
Marpozio
La "Gazza" ipotizza uno spregiudicato 4-2-3-1 con Pato-Binho-Dinho dietro Ibra... Io credo che una formazione del genere sia proponibile solo gli ultimi 10 minuti se il Milan sta sotto di un gol... c'è da considerare che il numero di partite, tra campionato e coppe, è alto e che seedorf ed inzaghi non reggono 90 minuti a ritmi sostenuti... e poi che senso avrebbe avuto prendere Boateng e tenere Gattuso e Flamini? Per me si ritorna con l' "albero di natale" o con il 4-3-1-2 (con Ibra e Binho davanti a Dinho) in caso di (possibilissimi) cali di condizione o infotuni di Pato...