Diego: l'addio, il tradimento, Alex e Gigi

Diego: l'addio, il tradimento, Alex e Gigi

E' storia passata, ma recente, e ancora si sente sulla pelle. E nel cuore, con la rabbia d'un ragazzo che, a suo dire, sarebbe stato illuso, e poi abbandonato.


E' la storia che racconta, oggi, Diego Ribas da Cunha, che, direttamente dalla Germania, non lesina accuse nei confronti dei vertici della Juventus.
"Partiamo dal giorno dopo Juve-Milan, trofeo Tim, a Bari. Avevo segnato un bel gol. Ero felice. Delneri mi chiama nella sua stanza. Siamo in tre: il mister, io e Marotta. Delneri parte da lontano. Mi dice: 'Ti ricordi il nostro colloquio di maggio? Ti avevo detto che facevi parte del mio progetto. Bene, ora ne sono convinto più che mai'. Lo interrompo. Gli chiedo: 'Mister, se lei mi vede titolare io resto alla Juve. Felice, anzi felicissimo'. Lui sorride. E guardando Marotta disegna uno schema tattico: 'La mia Juve giocherà così: 4-4-Diego e un attaccante. Sei l’unico uomo di qualità che abbiamo. Devi sbagliare dieci partite di fila per tornare in discussione'. Lo guardo, felice. Poi, guardo Marotta. Sapevo che lui stava lavorando in un’altra direzione. Che stava facendo di tutto per vendermi. Lavorava nell’ombra. Cosa mi disse il dg della Juve? 'Se il mister la pensa così, da Torino non ti muovi'".


Questa è la sua storia. Che però non è finita: "Alla vigilia del mio trasferimento ho incontrato Delneri. Lui mi guardò un po’ imbarazzato poi mi invitò ad andare a parlare con Marotta. Da quel momento Delneri non si è più fatto sentire. Marotta aveva già deciso di vendermi. Lui vuole solo italiani, ma questa è una strada sbagliata. Le grandi squadre si costruiscono puntando sui campioni. Non si guarda la nazionalità. La Juve ha sbagliato campagna acquisti. Sono arrivati tanti buoni giocatori ma nessun campione. Probabilmente il nuovo direttore non ha ancora capito cosa vuol dire guidare la Juve. Del resto, non ha mai lavorato con squadre da scudetto. In più la mia cessione ha provocato un grave danno economico alla società. Se Marotta si fosse comportato in modo diverso con me avremmo gestito insieme la partenza e la Juve avrebbe incassato molti milioni in più dei 15 versati dal Wolfsburg. Invece così la società bianconera ha bruciato soldi importanti nel nome di Diego. Una montagna di soldi".


Diego nega che a pilotare la sua cessione sia stato poi Del Piero, che anzi saluta e ringrazia con parole di stima, come parole di elogio vanno anche al campionissimo Gigi Buffon - "un capitano vero. Vedrete, tornerà il portiere più forte del mondo" -, appena ieri escluso dalle liste UEFA della Juventus (insieme ad Aquilani e Quagliarella), che riportiamo qui per completezza d'informazione.


LISTA A

2 Motta, 3 Chiellini, 4 Felipe Melo, 5 Sissoko, 8 Marchisio, 9 Iaquinta, 10 Del Piero, 11 Amauri, 13 Manninger, 17 Traoré, 19 Bonucci, 20 Lanzafame, 21 Grygera, 23 Pepe, 25 Martinez, 26 Rinaudo, 27 Krasic, 29 De Ceglie, 30 Storari, 31 Costantino, 33 Legrottaglie, 35 Buchel, 39 Camilleri, 40 Spinazzola, 41 Giannetti.

LISTA B

34 Ferrero, 36 Giandonato, 37 Boniperti, 38 Libertazzi, 42 De Silvestro

 

Torniamo alle parole di Diego, che chiude parlando anche della partita persa dalla 'sua' Juve contro il Bari: "E’ stato un massacro. Ma… questa è la Juve di Delneri. Tutti ordinati, tutti impegnati a giocare semplice. Tutti pronti a eseguire bene uno schema su calcio piazzato per cercare di segnare di testa. Può essere questa la Juve? La Juve ha bisogno di campioni. Gente che inventa calcio in un attimo".

 

E poi, un amaro addio: "Mi sentivo la maglia bianconera sulla pelle. Avevo voglia di rivincite. Mi trovavo a meraviglia nel modulo Delneri e credo di averlo dimostrato".

 

 

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