E' un San Siro sponda rossonera che non vedeva tanto entusiasmo da tempo, un San Siro sponda rossonera che da almeno un paio di stagioni a questa parte era solito contestare la dirigenza e la società tutta: stasera però c'è una musica diversa allo stadio, una musica che balla al ritmo di Zlatan Ibrahimovic, già idolo di grandi e piccini milanisti. Emblematico il boato che accoglie sul maxi schermo il faccione dello svedese, che verrà pescato poi dalle telecamere nel suo primo incontro col presidente Berlusconi. Già, proprio Berlusconi, il Presidente che la tifoseria voleva allontanare dal Milan, visto lo scarso impegno profuso negli ultimi anni, casomai mandato a casa a braccetto proprio con quel Galliani, fautore del grande colpo di mercato, e il cui gentile invito a vendersi il figlio è di memoria fresca per alcuni, vecchia per altri.
E' la serata di Milan – Lecce, ma è anche, indiscutibilmente, la sua serata, quella di un campione che appena fino a due stagioni fa era con tutta probabilità fischiato a ogni pallone che potesse toccare e che ora si trova invece a essere osannato come se fosse sempre stato un giocatore rossonero: miracoli pallonari, cui il calcio ci ha abituato. E un miracolo sembra proprio quello di cui necessita Gigi De Canio, alla sua prima in A alla guida del Lecce: giovanissima la formazione giallorossa, che si presenta a Milano con un 4-4-1-1 con l'algerino Mesbah dietro l'unica punta Corvia. Allegri lascia invece Boateng in panchina, a differenza di quanto previsto, e si affida, prima dell'arrivo di Ibra, al tridente Pato, Dinho e Borriello.
Ed è un Lecce sfrontato quello che comincia la partita, un Lecce senza paura di gestire il pallone e che prova subito a mettere pressione alla retroguardia rossonera, cercando spesso Giacomazzi, capitano e faro della squadra di De Canio. E' però il Milan ad avere l'occasione migliore, ma Seedorf è lentissimo nel capire cosa fare e lascia tutto il tempo a Donati di intervenire e spazzare via il pallone. Ci prova anche Mesbah poco dopo, segno di intraprendenza, ma la sua conclusione non impensierisce più di tanto Abbiati. Il Milan poco a poco però organizza bene le idee e comincia a mettere seria paura a tutto il Lecce: bellissima la conclusione di Thiago Silva alla quale Rosati si oppone deviando in calcio d'angolo. Poco dopo anche Pato ci prova col sinistro, ma sono solo i preparativi generali per il gol che firma proprio il papero rossonero al 16': Borriello serve Ambrosini, che serve Pato, il quale scarica una rasoiata in diagonale imparabile per Rosati, che può solo raccogliere da in fondo al sacco. E il gol è solo l'antipasto della grande serata che attende tutto il popolo rossonero, che intorno al 20' assiste a un'azione disegnata con riga e compasso e che vede a tu per tu Seedorf con Rosati, autore di un miracolo riuscendo a deviare il pallone in calcio d'angolo. Dal corner però arriva il meritato 2 a 0, con Thiago Silva bravo a sfruttare un' indecisione della difesa leccese che non riesce a spazzare un pallone a pochi centimetri dal proprio portiere, e ne finisce per pagare le inevitabili conseguenze. Il Lecce piano piano quindi svanisce dalla partita e alla mezz'ora riceve la tanto giusta quanto crudele punizione: Pato è indiavolato e a tu per tu con Rosati non sbaglia. Minuto 28, Milan 3 – Lecce 0. De Canio prova quindi a cambiare inserendo Chevanton al posto di Giuliatto e scalando quindi Mesbah terzino; è però sempre il Milan a deliziare, con Ronaldinho che salta uomini come birilli e addirittura da centrocampo tenta la conclusione in porta a scavalcare il portiere: il Milan è sicuro della sua forza, il Lecce sembra un pugile messo all'angolo, e il primo tempo deve ancora finire. Pato di tacco, Seedorf a tu per tu con Rosati, oramai le occasioni del Milan non si contano più e solo la bravura del portiere leccese impedisce alla partita di prendere la piega di un incontro di tennis. Al 44' è poi Dinho Show: elastico, rabona, palla in mezzo raccolta da Bonera che la mette verso Ambrosini, che in sforbiciata corre il serio rischio di portare la partita sul 4 a 0. Spettacolo puro a San Siro, evidentemente l'effetto Ibra si è fatto sentire anche tra i giocatori.
E nell'intervallo si consuma quello che era l'evento tanto atteso, la presentazione del campione svedese che infiamma tutto San Siro. Ibra sfila su un tappeto rosso, quello delle grandi star, accompagnato da tanti bambini con la casacca rossonera: ad attenderlo, lo speaker dello stadio, che dopo aver urlato il nome dello svedese porge il microfono alla superstar della serata; Ibra, leggermente imbarazzato, si lascia sfuggire parole di sfida: “Ricordati, vinciamo tutto”, e a quel punto inevitabile è il boato di San Siro. Comincia poi il secondo tempo, oramai più un allenamento che altro, sempre nel segno del Milan, con Dinho che non riesce a calciare un ottimo pallone servitogli da Antonini. La squadra di Allegri rallenta comunque i ritmi di gioco, e neanche l'inserimento di Piatti per il Lecce sembra smuovere la situazione. Ci prova si Corvia, ma la sensazione è che i giallorossi giochino più per evitare la figuraccia che altro. A segnare è infatti sempre e solo il Milan, anche se il gol di Borriello viene annullato per fuorigioco: è l'ultimo atto dell'attaccante napoletano che lascia il posto a Pippo Inzaghi. Staffetta dunque per i due che visibilmente dovranno rassegnarsi a fare spazio a Ibrahimovic, quando questi sarà disponibile. Pippo però si sa, a partire per sconfitto non ci sta, ed ecco che un minuto dopo essere entrato, smarcato dall'ennesimo colpo di genio di Ronaldinho, prova il pallonetto ai danni di Rosati colpendo un palo clamoroso. C'è anche l'ingresso del neo acquisto Kevin Prince Boateng, che fa dunque l'esordio nel campionato italiano. E quando tutti sembrano andare negli spogliatoi ecco che Pippo Inzaghi raccoglie il solito pallone vagante all'interno dell'area di rigore e lo spedisce alle spalle di Rosati, che cede alla fine al quarto gol.
La caccia all'Inter è dunque cominciata: il Milan conquista i primi tre punti della stagione e lo fa nel miglior modo possibile, regalando calcio spettacolo davanti ai propri tifosi e davanti all'attaccante cui la squadra farà sicuramente riferimento per puntare a vincere qualcosa di importante. Allegri sembra aver trovato la chiave di volta della squadra, anche se questo Lecce ha dimostrato di essere davvero poca cosa e per questo motivo non può rappresentare un test attendibile. Tanto comunque è bastato per riaccendere la passione nei tifosi, estasiati anche e soprattutto dal colpo di mercato dell'anno: lo svedese si è subito presentato bene e ha subito lanciato la sfida ai suoi ex tifosi e ai suoi ex compagni. “Vinciamo tutto”, parola di Ibra.
MILAN-LECCE 4-0 (3-0)
MARCATORI: 16' Pato, 23' Thiago Silva, 28' Pato, 90' Inzaghi
MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Bonera, Nesta, Silva, Antonini; Pirlo, Seedorf, Ambrosini (71' Gattuso); Ronaldinho; Pato (76' Boateng), Borriello (61' Inzaghi). All. Allegri
LECCE: (4-4-1-1): Rosati; Donati, Sini, Ferrario, Giuliatto (32' Chevanton); Vives, Munari (54' Piatti), Giacomazzi, Grossmuller; Mesbah; Corvia. All. De Canio
Commenta e vota l'articolo sul forum
Andrea De Pasquale
a.depasquale@fantagazzetta.com