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Abracad...IBRA!
06/10/2008
Abracad...IBRA!

Che il mondo del calcio sia una delle cose più imprevedibili sulla faccia della Terra non è una cosa che scopro di certo io, ma son qui a far notare come si passa dalle stelle alle stalle in qualche giorno, come succede tutto il contrario di tutto a distanza di qualche settimana.
Non di più di 15 giorni fa parlavam di un Italia padrona in Europa, con la sola Roma a piangere, e invece questa settimana capita che in Champions la squadra di Spalletti sia l'unica nostra rappresentante a ben figurare in Europa: male l'Inter, male la Juve, ancora peggio la Fiorentina. Appena 96 ore son passate da allora, e la Roma però ci ristupisce nel senso opposto, sconfitta a Siena, chiude in 9, e tanto nervosismo. Non può dipendere tutto dal ritorno di Totti, questa Roma ha bisogno di una bella ristrutturazione tattica, nel frattempo le altre scappano via...

Forse però è meglio dire "l'altra", non le altre.
E quell'altra è la solita Inter, solita in tutti i sensi. Controlla il match, soffre le ripartenze dell'avversario, chiunque esso sia, e vince grazie alle prodezze individuali. Una volta si chiama Terlizzi, una volta si chiama Damato, l'altra volta si chiama Cruz.
Tralasciando per una volta i non tesserati nerazzurri spesso protagonisti delle partite degli uomini di Mourinho (a proposito, fa notizia il suo "quasi" silenzio della settimana...), ci piace soffermarci un attimo su quella che è una magia da rimandare ai posteri, qualcosa da conservare e far guardare ai bambini per farli innamorare del calcio. Naturalmente stiam parlando del gol di Zlatan Ibrahimovic, e chiamarlo gol è riduttivo. Un colpo di tacco volante che ci ricorda quel gol che ci eliminò agli Europei del 2004, ma probabilmente ancora più bello di quello di allora. Una genialata degna dei migliori talenti mai visti, senza ulteriori aggiunte fumose.
Di fronte a cose del genere ci si alza in piedi, qualsiasi sia la fede calcistica, e si comincia un lungo applauso, senza pensare a come Ibra è arrivato in nerazzurro dal bianconero, senza pensare a come Ibra è arrivato in nerazzurro e non in rossonero.

Un accenno quest'ultimo che non ci può lasciare indifferenti sull'assoluzione di Carraro arrivata in settimana, e con lui Francesco Ghirelli, segretario di quella Figc che era presieduta da Carraro. Che dire, un uomo che alla fine riesce a cadere sempre in piedi, probabilmente avrà importanti santi in Paradiso.
Auguri (molto ironici) Franco!

E come quel gioco sui collegamenti mentali su alcune famose riviste di enigmistica, è arrivato il momento della Vecchia Signora.
Prima sconfitta stagionale per la squadra che fu (!) degli Agnelli, semplice punto di arrivo di una crisi cominciata subito dopo aver raggiunto la vetta della classifica. Si era illusa di poter ritornare grande la Juve, è stata presto risvegliata dal sogno, ma probabilmente meglio ora che dopo, magari Ranieri troverà il bandolo della matassa prima che la situazione diventi irrecuperabile.
Ne dubito, e vi spiego perchè.
Troppi infortuni in primis, poca fantasia, poche alternative valide dietro e a centrocampo poi, e un ambiente ostile al mister per finire son tutti ingredienti che non fanno camminare spedita un'utilitaria quale la Juve è.

Le splendide ultime protagoniste invece si vedono ridimensionate, sia che queste siano da urlo, Milan, sia che queste siano piacevoli sorprese, Lazio.
Il Milan regala al Cagliari il primo punticino stagionale, un Milan nuovamente col Ka-Pa-Ro che aveva steso l'Inter, ma che non riesce a realizzare neanche una rete in Sardegna, rischiando anzi a più riprese di dover lasciare l'intera posta in palio al Sant'Elia. Fortunatamente per Abbiati il Cagliari si ritrova Larrivey come "finalizzatore", non a caso è ultimo in classifica.
Ci pensa invece Tiribocchi e quel Lecce, piegato solo nel finale all'Inter di recente, per fermare la Lazio, con Delio Rossi un po' in confusione tradito dai fenomeni di inizio stagione, e per non crollare affidatosi a, udite udite, Simone Inzaghi. E pensare che c'era chi credeva sarebbe stato necessario trovarselo a "L'isola dei famosi" per poterlo rivedere in tv da protagonista.

La sorpresa di giornata allora ce la regala l'Udinese trascinata da un super-Quagliarella, issata lissù in una posizione in cui, tolte le già citate Inter e Lazio, guarda tutte dall'alto verso il basso. Un miracolo che non trova mai fine quello gestito dalla famiglia Pozzo, una realtà di cui possiam andare tutti fieri, partendo dal Friuli e arrivando sin giù in Sicilia.

Due settimane di sosta ora, è tempo di qualificazioni mondiali. Prendiamoci tutti una bella pausa, augurando un grande in bocca al lupo a Marcello Lippi e i nostri Azzurri, sperando di non dover ritornare in questo spazio a parlare dell'attuale c.t. come parlavamo all'epoca degli Europei di Donadoni. Anche se alcune convocazioni non promettono nulla di buono...

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