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Sessantacinque e mezzo - TELECRONACA
20/11/2008
Sessantacinque e mezzo - TELECRONACA
autore: slug
 
Oggi parliamo del lavoro del telecronista.
E sappiamo tutti quanto allo stato attuale la classe giornalistica rimpianga uno come lui, capace di leggere al volo ogni risvolto tattico di una partita, di commentarla senza soluzione di continuità anche per dei giorni; lui, che ha fatto gavetta fin da giovanissimo, partendo dalle partite degli Under 16 fino ad arrivare alla Nazionale maggiore; lui, semplice, acculturato e duttile. Lui, IL CRONISTA DI HOLLY & BENJI. (Tanto polivalente da riciclarsi anche per la pallavolo di Mila e Shiro).
 
Di seguito qualche significativa citazione dei telecronisti nostrani.
 
 
«L’arbitro manda tutti a prendere un tè caldo»
(Fabio Caressa, al 45º di Camerun-Nigeria, alle 15,45 di una torrida giornata estiva)
 
«Sotto la doccia! Sotto la doccia!»
(Fabio Caressa propone esperimenti a luci rosse a Beppe Bergomi)
 
«Campioni del mondo»
(Niccolò Carosio dopo Italia-Cecoslovacchia 2-1, finale di Italia ‘34)
 
«Campioni del mondo, campioni del mondo»
(Niccolò Carosio dopo Italia-Ungheria 4-2, finale di Francia ’38)
 
«Campioni nel cuore!»
(Gigi D’Alessio comunica al mondo il proprio livello culturale)
 
 
Il telecronista che fa più paura al mondo è quello della propria Nazionale. Pensiamo a facce allegre come quella di Bruno Pizzul, Marco Civoli, Mauro Sandreani, Vincenzo D’Amico: insomma, non proprio gli esemplari adatti a distogliere l’aspirante suicida dall’insano gesto. Portano sfiga. Spesso capita che, per tenerlo lontano dal campo, a Salvatore Bagni (foto) facciano commentare partite di mille anni fa facendogli credere che siano in diretta; lui non fa una piega: «Mica male questo Puskas… Ho sentito parlare un gran bene di Di Stefano… Secondo me la Talpa è Marco Predolin». E così via.
 
 
«Ormai possiamo dirlo: l’Italia ha vinto il suo quinto mondiale»
(Ormai sul 5-0, Salvatore Bagni si sbilancia sulla finale Italia-Nestlé a Brasile 2014, pochi minuti prima del 5-6 finale)
 
«Ahahahah! Sì, è vero, ho detto una grande baggianata! Ahahahah»
(Salvatore Bagni in qualsivoglia minuto di qualsivoglia partita )
 
«Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!»
(Bruno Pizzul in un momento di senilità)
 
«Si sta alzando… sta urlando a De Rossi… Gli chiede di non allargarsi… Si risiede… Accavalla la gamba… Parla da solo… Dice a Camoranesi di riscaldarsi… Apre il fazzoletto… Pulisce gli occhiali… Si alza… Urla… Bestemmia. A te la linea Marco per raccontare il gol appena segnato dalle Far Oer»
(I soldi del canone prendono strade inspiegabili ai più)
 
«Credetemi! Sono Marco Civoli! Civoli! Quello del cielo azzurro sopra Berlino!»
(Marco Meccia in crisi d’identità, trascinato con la camicia di forza da una conferenza stampa di Pro Evolution Soccer a un manicomio)
 
«Il tempo passa»
(Marco Meccia/Civoli scopre un complicato assioma della fisica quantistica in Pro Evolution Soccer)
 
 
Un vero cancro è la diffusione del tifoso cronista (o secondo i benpensanti cronista tifoso), il quale prima di ogni match si ricarica bevendo un distillato di scimmie urlatrici. Tutto nacque quando Francesco Marcozzi, un ultrà locale, commentò il match ad alto rischio Giulianova-Frosinone esternando l’attaccamento alla maglia con frasi del tipo: «Polizia! Carabinieri! Arrestate il guardalinee!» oppure «Frosinone culooone! Frosinone culooone!». Ha fatto scuola, con buona pace (eterna) dei telespettatori con problemi di coronarie.
 
 
«È stata tutta colpa di quel gol a freddo»
(Giuseppe Bergomi dopo Inter-Sansepolcro 1-5, citando Oronzo Canà)
 
«Bagheera la Pantera; Montagna di Luce, Tempesta perfetta, Zanna Bianca, Cuore di Drago; Protezione Civile, Trilly Campanellino, Willy Wonka; Smoking Bianco; El Niño: pippo, iooooo!»
(Carlo Pellegatti spiega il perché di tutto)
 
«Si gonfia la rete! Si gonfia la rete!»
(Raffaele Auriemma dopo un innocuo spiffero di vento che l’aveva illuso)
 
 
Ultimamente si è diffusa la moda di dare al calcio quella sfumatura erotica che sublima il bisogno di noi maschietti, i quali siamo convinti che mentre stiamo guardando in santa pace la partita davvero la nostra ragazza sia andata a visitare la zia all’ospedale. Celebri sono il pertugio che Civoli si sforza di trovare nei minuti della partita in cui è sveglio e soprattutto l’ammucchiata in area di matrice piccininiana, da non confondere con l’ammucchiata in aria. Ecco l’ampia varietà di frasi di Piccinini (in Megabyte, più leggera di quelli di Caputi e Bulgarelli a Fifa99)
 
 
«Sciabolata morbida»
(Sandro Piccinini commenta un cross in mezzo)
 
«Sciabolata morbida»
(Sandro Piccinini commenta una rovesciata di Ibrahimovic)
 
«Sciabolata morbida»
(Sandro Piccinini commenta un incontro di Aldo Montano)
 
«Sciabolata morbida… NON VA!»
(Sandro Piccinini commenta una batteria dei 100 metri)
 
«Parte il treno dei servizi»
(Sandro Piccinini scende per andare in salumeria a comprare il pane e il latte e alla posta a pagare la bolletta della corrente di Berlusconi).

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