Raramente un editoriale è stato dedicato ad un singolo giocatore, ma quando si tratta di dover parlare della storia del calcio non si può far a meno di allestire il salotto di casa in onore all'occasione. L'occasione di cui parliamo è il 250.esimo gol con la maglia della Juventus di Alessandro Del Piero, un campione stimato e ammirato da praticamente tutti, tifosi juventini e non, una delle poche bandiere rimaste al giorno d'oggi.
Una storia quella di Del Piero nata grazie al suo predecessore nella storia bianconera, Giampiero Boniperti: fu proprio lui a portare il giovane Alex a Torino prelevandolo dal Padova e strappandolo alla concorrenza di altre grandi squadre, Milan su tutte.
Da allora tanti trionfi, parecchie sofferenze, un infortunio pazzesco, una retrocessione che avrebbe ucciso chiunque, ed una rinascita che lo porta sino ai giorni nostri, sino a quel rigore di Juventus-Reggina, sino a quella rete che rende ancora più indelebile il suo nome nella lista dei più grandi giocatori di sempre della storia del calcio italiano. Non è una bestemmia.
Non può essere una bestemmia considerare tale colui che in carriera, gol a parte (3 titoli di capocannoniere: uno di Champions, uno di Serie B, uno di Serie A), ha vinto da protagonista 5 (+2) scudetti, un campionato di B, una Coppa Italia, 4 Supercoppe italiane, 1 Mondiale, una Champions League, una Supercoppa Uefa, una Coppa Intercontinentale, una Coppa Intertoto.
Scusate se è poco.
Fermiamo qui il tributo a "Pinturicchio" per andar a fare la solita istantanea settimanale sul campionato tutto.
Sabato ha aperto le danze proprio Del Piero con il suo gol n.250, e con la sua Juve capace di reagire immediatamente alla botta incassata appena una settimana prima a S.Siro. Un rotondo 4-0 contro la Reggina incapace di organizzare un qualsiasi tipo di resistenza in un campo al limite della praticabilità.
A riguardo una tiratina d'orecchie a chi dirige le briglia nella stanza dei bottoni: non si possono giocare partite serali in città come Torino in un periodo in cui il rischio ghiaccio è sempre all'ordine del giorno.
Al canto della Juve ha risposto prontamente l'Inter l'indomani vincendo una difficile partita col Napoli, ancora una volta grazie a Muntari sempre più decisivo nello scacchiere di Mourinho. Dopo tante frecciatine qui dentro stesso riservate al tecnico portoghese, è giunta l'ora di fare i complimenti allo Special one per il modo in cui riesce a gestire il gruppo, soprattutto quelle palle pazze di Adriano e Balotelli, e per la solidità che settimana dopo settimana sta dando alla propria creatura, seppur questa ricordi molto da vicino l'Inter "manciniana". Intanto è fuga.
E' fuga perchè il Milan si ritrova improvvisamente al pettine tutti i nodi di questa stagione nel viaggio in Sicilia in quel di Palermo. Colpito e affondato sotto i colpi di un pazzesco Miccoli e di un sontuoso Simplicio, ma i meriti del Palermo vanno a fare coppia con i problemi evidenti di un Milan che soffre la presenza di Pirlo, per quanto questo possa sembrare assurdo. Stavolta non basta neanche l'ennesimo rigore a favore, la fortuna finisce nel momento in cui Amelia si ricorda di essere il vice-Buffon dichiarato, e la conclusione di Ronaldinho finisce la sua corsa contro la manona dell'estremo difensore rosanero. Da qui parte l'ennesima impresa di Ballardini, uno dei migliori tecnici visti sui nostri campi da gioco negli ultimi anni. Piacevoli sorprese.
Piacevoli sorprese che invece col tempo son svanite sono invece quelle di Udinese, Lazio e Fiorentina.
La Lazio pare essersi dimenticata come si segni, e oggi a Bergamo ha anche concesso certe praterie da far rabbrividire anche il più scadente stopperaccio di terza categoria. A Udine invece è proprio emergenza totale: quarta sconfitta consecutiva che ha portato la squadra di Pozzo dalla vetta della classifica al pancione centrale della classifica. Battuta d'arresto addirittura contro la squadra meno pericolosa di tutto il circus, quel Chievo che riesce a prendere una boccata d'ossigeno ma che resta egualmente sola in fondo alla classifica. La Fiorentina invece in settimana ha perso il treno Champions prima, e subito una lezione di calcio con la Roma poi. Se non fosse stato per Frey, anche se sul gol ha qualche responsabilità, staremmo qui oggi a parlare di un'altra grande affondata come il Milan.
Fa da contraltare a queste la Roma guidata dal capitano Francesco Totti. Una Roma ad un passo da un'insperata qualificazione agli ottavi di Champions e in netta crescita in campionato, tanto da non nascondere il sogno di rientrare nella lotta quantomeno per un accesso diretto alla massima competizione europea per la prossima stagione. Sarà importante far risultato nel recupero con la Sampdoria.
Nella zona calda della classifica invece è il Cagliari ad esser protagonista: grazie alla quarta vittoria di fila in casa scava un solco fra sè e la zona retrocessione. Dietro solo il Lecce (pareggio a Catania) e il Bologna di Mihajlovic (quarto pareggio di fila, ricorda la "pareggite" del suo maestro) riescono a far punti.
Postilla finale riservata a Sky: le telecronache non posson essere fatte da giornalisti tifosi, i clienti pagano tutti allo stesso modo sino a prova contraria, e certe "mode telecronistiche" potrebbero risultare parecchio indigeste per parecchi di questi.
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Fabio Mauro Giambò
fm.giambo@fantagazzetta.com