Un'attesa spasmodica, frenetica, nervosa, esagerata, violenta: è quella che stanno vivendo due intere nazioni, Algeria ed Egitto, che domani si giocheranno l'ingresso al Mondiale SudAfrica 2010.
Le due compagini africane si affrontano in campo neutro, in Sudan, dopo che hanno concluso il girone di qualificazione in perfetta parità di punti, differenza reti e scontro diretto. E a proposito di scontro diretto, è stato davvero pazzesco quello che è successo sabato scorso a Il Cairo: l'Egitto poteva vincere solamente con due gol di scarto per sperare nello spareggio, e la rete del 2-0 è giunta al 96' con un colpo di testa sotto misura del neo entrato Meteab. Un gol che ha scatenato la gioia incredibile degli egiziani e che ha gettato nello sconforto gli algerini, sicuramente sfavoriti ora piscologicamente nel match di domani.
Gara che purtroppo ha anche tanti, troppi, risvolti che con il calcio non c'entrano niente. Ancora non si sono placate le polemiche per gli incidenti avvenuti al Cairo ed in Algeria dopo la partita di sabato: gli scontri, purtroppo, ci sono stati anche a Parigi, quartiere Quatre-Chemins, una delle "banlieue" della capitale. Le strade sono sorvegliate dalle forze dell'ordine dopo che decine di tifosi algerini ed egiziani si sono picchiati (calci e pugni, bilancio finale di tre contusi e cinque persone poste in stato di fermo).
Ieri, in terra Africana, la rabbia dei tifosi algerini si era scatenata contro una filiale della compagnia telefonica Orascom Diezzy e una sede della Egypt Air, provocando danni ingentissimi quantificati in milioni di euro, mentre l'ambasciatore algerino al Cairo ha tentato di calmare gli animi annunciando che nessuno decesso era stato segnalato tra i supporter algerini. Oltre una trentina, secondo un bilancio delle autorità egiziane, i tifosi delle due squadre rimasti feriti nella notte della partita.
In Sudan (dove governa la giunta militare del generale al-Bashir) sono già arrivate le due squadre e sono state prese, come ovvio, misure eccezionali di sicurezza. I biglietti a disposizione sono 34 mila, l'80% dei posti totali dell'impianto: 9 mila a testa per le due tifoserie (sono attesi 48 charter provenienti dall'Algeria e 18 dall'Egitto) e 18 mila per i sudanesi.
Allo stadio di Khartoum ci saranno ben 15mila uomini addetti alla sorveglianza: nella capitale sudanese alberghi tutti esauriti, molti tifosi dormiranno in strada, aumentando il pericolo per la sicurezza della città.
Speriamo di non dover assistere a qualcosa di simile a quanto successo nel lontano 1969 tra Honduras e El Salvador: lo spareggio Mondiale svoltosi a Città del Messico rimane una delle pagine più nere dello sport, con il 3-2 per El Salvador, 5mila poliziotti impiegati nella gara conclusiva, ma soprattutto in bilancio terrificante di circa 6mila morti tra soldati e civili, a seguito di una vera e propria guerra scoppiata tra le due nazioni, con attacchi aerei e offensive di terra. Quano il calcio, purtroppo, si mischia con le rivalità politiche e diplomatiche tra i popoli.
Domani, oltre allo scontro nordafricano, si giocano tutte le ultime partite di qualificazioni ai Mondiali, per designare le ultime squadre partecipanti: Ucraina-Grecia (and. 0-0), Francia-Irlanda (and. 1-0), Slovenia-Russia (and. 1-2), Bosnia-Portogallo (and. 0-1) e Uruguay-Costa Rica (and. 1-0).
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Marco Gay