51 anni fa nasceva a Lanus el pibe de oro

MEMENTO - Auguri D10s

Maradona (Getty Images)
Maradona (Getty Images)

51 anni e un giorno fa nasceva a Lanus il miglior giocatore di tutti i tempi, Diego Armando Maradona, el pibe de oro, in questa edizione di Memento ci soffermiamo su alcune curiosità della storia di una delle figure più controverse della storia del calcio, campione del mondo nell'edizione del '86, sospeso per due volte a causa di positività al doping ed una franchezza che inorridisce l'establishment ma che accalora gli animi dei suoi fan, come quando si prende la briga di bacchettare nientemeno che Giovanni Paolo II: "il papa mi ha criticato perché avevo speso troppi soldi per i festeggiamenti (per il suo matrimonio, ndr). Ebbene: il papa è un ipocrita. In Vaticano ho visto i soffitti d' oro, lui dovrebbe farli smantellare e mandare i soldi in Africa, per nutrire bambini. E invece critica me".

Chissà se fu questa frase a dare vita alla Iglesia Maradoniana, che ha sede a Rosario, quando due giornalisti argentini iniziarono goliardicamente a festeggiare il giorno della nascita di Diego Maradona come se fosse il giorno di Natale ed il 1960 come nuovo anno 0.
Una religione vera e propria, che ha dei comandamenti (come "ama il calcio sopra ogni cosa" e "usa Diego come secondo nome e chiama così uno dei tuoi figli"), delle preghiere (come il Diego nostro: "Diego nostro che sei nei campi, sia santificato il tuo sinistro. Venga a noi il tuo calcio, siano esaltati i tuoi gol, come in cielo così in terra. Dacci oggi la nostra dose quotidiana di magia, perdona gli inglesi, come noi perdoniamo la camorra napoletana. Non ci indurre in fuorigioco e liberaci da Blatter, Diego") e prevede perfino i sacramenti del battesimo (che avviene giurando sull'autobiografia del giocatore), del matrimonio e della pasqua ogni 22 giugno.
Risale a quel giorno, infatti, il quarto di finale di Messico 86, quando i 115.000 dell'Azteca (lo stadio che era stato già scenario della partita del secolo, Italia-Germania 4-3) assisterono alla vendetta argentina sugli odiati inglesi. Gli attriti tra le due nazioni per il conflitto nelle isole Falkland sono recenti e l'albiceleste scende in campo per difendere l'orgoglio del loro popolo. E’ in questo scenario che Maradona sfodera una prestazione leggendaria. Due gol che sono memoria collettiva. Il primo di mano, “la mano de Dios” commenterà a fine gara; il secondo, partendo da centrocampo, scartando con colpi di suola e finte di corpo, uno ad uno, tutti gli avversari che gli si opponevano, compreso il portiere Shilton.
Il gol de secolo rese celebre anche chi ne narrò le gesta alla tv argentina. Paradossalmente si trattava di un uruguaiano, Victor Hugo Morales, che si produsse in una fantasmagorica lauda: "Dio Santo, viva il calcio... Maradona in una corsa memorabile, la giocata migliore di tutti i tempi... aquilone cosmico... da che pianeta sei venuto per lasciare lungo la strada così tanti inglesi? Perché il Paese sia un pugno chiuso che esulta per l'Argentina... Grazie, Dio, per il calcio, per Maradona, per queste lacrime, per questo Argentina 2 - Inghilterra 0."

Se quell'edizione del mondiale regalò a lui e ad un intero paese emozioni indimenticabili, va anche detto che le due edizioni successive furono devastanti. Nell'edizione italiana ci fu la rivincita tedesca, al termine di una finale iniziata con i fischi all'inno argentino di uno stadio olimpico particolarmente ostile e di un arbitraggio contestatissimo. E infine con i mondiali americani che lo trovarono positivo ad una sostanza stimolante, l'efedrina, la cui presenza nelle urine del calciatore, in modiche quantità, pare essere effetto dell'assunzione del Ripped Fuel (bibita energetica), versione statunitense del Ripped Fast argentino che non conteneva la sostanza proibita e che Maradona usava quotidianamente al termine dei suoi allenamenti. La FIFA non volle sentire ragioni.
La fine della sua avventura da giocatore arrivò con una grande festa alla Bombonera, il 30 ottobre 1997, dopo due stagioni con la maglia del Boca Juniors. Una carriera che l'aveva visto già protagonista in Spagna prima della consacrazione con la maglia del Napoli.
Corrado Ferlaino lo acquistò per la cifra record di 13 miliardi e mezzo di lire per dare inizio ad una vera e propria epopea. Il Barcellona lo cedette a causa del clamore suscitato da una rissa con il giocatore basco Giokoetxea (che in un precedente incontro, con un intervento criminale, gli aveva causato un gravissimo infortunio ad una caviglia che perse definitivamente il 30% della mobilità). Nonostante le scuse al Re Juan Carlos, l'episodio segnò la fine dell'esperienza nella Liga.
Se fosse stato un personaggio meno scomodo, Diego Armando Maradona probabilmente avrebbe alzato in cielo tre coppe del mondo, ma se fosse stato diverso da com'è non lo ricorderemo con la compassione che ci lega tutti a quest'uomo un po' sgraziato ma che se gli dai un pallone diventa D10s.

Dario Stipa Carotenuto

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