MEMENTO - Il trionfo azzurro dell'82

MEMENTO - Il trionfo azzurro dell'82

La festa degli azzurri
La festa degli azzurri

BARCELLONA, 5 LUGLIO 1982. Il calcio è fatto di attimi, momenti in cui anche un singolo centimetro può cambiare il destino di una squadra, può variare il destino di alcuni uomini, può far esplodere di gioia o gelare un popolo. Al Camp Nou sono gli ultimi secondi di un incredibile Italia-Brasile in cui Paolo “Pablito” Rossi ha preso lo scettro in mano e condotto l’Italia intera verso una storica impresa, le mani di migliaia di tifosi sono pronti ad applaudire questa fantastica squadra ma non è ancora finita. Un pallone alto giunge in area e il brasiliano Leandro di testa indirizza il pallone all’angolino, lì dove il capolavoro di Bearzot rischia di infrangersi per sempre. Sono attimi, milioni di tifosi incollati ai telespettatori trattengono il respiro, potrebbe esserci la beffa finale. Zoff con un intervento istintivo para il pallone per pochissimi centimetri, già, pochi centimetri che bastano a far diventare quel pomeriggio catalano una festa italiana, dopo anni di delusioni il vento sta cambiando.

Questa settimana: MONDIALI 1982

L’ultimo Memento della stagione non può che essere dedicato ai Mondiali di calcio e quale occasione migliore che rievocare il leggendario trionfo italiano del 1982?
Il vincitore della settimana è Nello Tommasino da Castellamare di Stabia (NA), complimenti Nello.
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BARCELLONA, 13 GIUGNO 1982. Alla dodicesima edizione del Campionato del Mondo prendono parte per la prima volta 24 squadre appartenenti a tutte le confederazioni compresa quella oceanica grazie all’esordio nella rassegna iridata della Nuova Zelanda.
L’inizio del Mondiale come spesso accade è di quelli che non ti aspetti, nella gara inaugurale giocata a Barcellona l’Argentina campione in carica con in campo per la prima volta in un Mondiale Diego Armando Maradona viene sconfitta di misura dal Belgio grazie a una rete di Vandenbergh nella ripresa; non meglio va alla Germania Ovest che capitola per 1-2 contro l’Algeria di Madjer.
L’Italia dopo un ottimo girone di qualificazione che l’aveva qualificata con un turno d’anticipo debutta a Vigo contro la Polonia in un noioso 0-0, per la nazionale di Bearzot reduce dalle polemiche sulle mancate convocazioni romaniste e il caso Paolo Rossi al rientro dallo scandalo del calcio-scommesse la strada si mette subito in salita.
Chi invece viaggia a gonfie vele è l’Inghilterra che nonostante un girone sulla carta proibitivo domina il proprio raggruppamento contro Francia, Cecoslovacchia e Kuwait. Quest’ultima nazionale in particolare si rende protagonista di un episodio che ha fatto discutere a lungo durante il match perso contro i transalpini quando lo sceicco in persona Fahad Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah scende in campo ottenendo dall’arbitro l’annullamento di un gol.
Anche il Brasile spettacolo di Telè Santana conclude a punteggio pieno il proprio gruppo mentre la Spagna padrona di casa fatica tantissimo pareggiando contro l’Honduras e perdendo contro l’Irlanda del Nord ma la vittoria ottenuta contro la Jugoslavia qualifica gli iberici.
Chi soffre tantissimo è la Germania che dopo l’inaspettata sconfitta iniziale contro l’Algeria si rifà contro il Cile e nell’ultima partita contro l’Austria vince per 1-0 inscenando con gli austriaci una fischiatissima melina che qualifica entrambe le squadre ed elimina di fatto l’Algeria per differenza reti (ancora oggi la partita tra Austria e Germania è noto come il “Patto di non belligeranza di Gijon”).
Anche l’Argentina dopo la sconfitta all’esordio si qualifica grazie alle due successive vittorie contro Ungheria ed El Salvador mentre la fischiatissima Italia pareggia anche contro i modesti Perù e Camerun per 1-1. Gli azzurri si qualificano così per la fase finale dietro alla Polonia ma davanti al Camerun grazie al maggior numero di gol segnati a dispetto dell’identica differenza di reti.
Al termine della prima fase le dodici squadre qualificate vengono divise in 4 raggruppamenti da 3.
La Polonia, il Belgio e l’URSS compongono il girone A mentre la convincente Inghilterra, la Germania e la Spagna vengono inserite nel gruppo B; Francia, Austria e Irlanda del Nord sono le squadre del gruppo D.
L’Italia viene inserita nel girone C contro Brasile e Argentina: il girone impossibile.

BARCELLONA, 29 GIUGNO 1982. Mentre Germania Ovest, Francia e Polonia vincono i propri gironi, l’attenzione del mondo intero si riversa su quello dell’Italia, considerato da tutti il girone di ferro per eccellenza. A causa dei numerosi insulti piovuti contro la nazionale Bearzot impone il silenzio stampa e decide che a parlare sia il campo rischiando così il tutto per tutto in due partite toste ma dal fascino indiscutibile.
Contro l’Argentina campione mondiale in carica sono in tanti a scommettere sul primo ko dell’Italia ma i ragazzi di Bearzot sfoderano una prestazione di sostanza e al 55’ è Tardelli a sbloccare il risultato al termine di un’azione in velocità coronata da un triangolo con Antognoni. Maradona colpisce una traversa su punizione e Zoff si esalta su un colpo di testa di Passarella, sembra il preludio al pari argentino ma la difesa italiane regge e al 67’ Cabrini su assist di Conti regala un fantastico 2-0 all’Italia. All’83’ Passarella accorcia le distanze ma è troppo tardi: l’Italia inizia a sognare.
Nel secondo incontro del girone il Brasile grazie a Zico, Serginho e Junior demolisce per 3-1 l’albiceleste e così nell’ultima partita si presenta in campo contro l’Italia con i favori di chi ha a disposizione due risultati su tre.
Insieme a quello del 1970 il Brasile di Telè Santana è riconosciuto da tutti come la nazionale verdeoro più forte di tutti i tempi e quando sempre a Barcellona gli azzurri scendono in campo la nazione intera sa che non servirà una grande partita, servirà una partita eroica.
L’inizio è di quelli che non ti aspetti, l’ultracriticato Rossi dopo 5 minuti di testa manda il pallone in rete su cross di Cabrini e manda l’Italia in vantaggio. E’ il gol della liberazione per Rossi, la rete che da il via a una giornata che non cambierà solo la carriera di un giocatore ma anche la vita di un uomo.
Il Brasile come prevedibile non ci sta e si riversa in avanti alla ricerca del pari così dopo soli sette minuti dal vantaggio azzurro ristabilisce le sorti in parità grazie a Socrates che approfitta di un geniale assist tagliante di Zico per battere Zoff sul proprio palo.
I verdeoro, si sa, giocano per vincere sempre e comunque e continuano così a fare la partita ma al 25’ l’Italia ripassa clamorosamente in vantaggio ancora con Rossi che approfitta di una leggerezza difensiva di Junior e da vero rapinatore d’area cattura il pallone e lo scaraventa in rete alle spalle di Waldir Peres.
Al termine del primo tempo le due squadre vanno negli spogliatoi con l’Italia in vantaggio per 2-1 ma un Falcao lasciato colpevolmente solo al limite dell’area distrugge al 69’ i sogni azzurri grazie a un potente tiro che fissa il punteggio nuovamente in parità. Il rammarico è tanto per l’Italia, il Brasile alla ricerca del pareggio aveva lasciato molte occasioni ma i giocatori italiani non erano stati capaci di realizzare il gol della sicurezza.
Quando tutto sembra perso Rossi diventa definitivamente “Pablito” e a 14 minuti dalla fine devia in rete da due passi un tiro di Tardelli su azione di calcio d’angolo: l’Italia è in paradiso. Gli ultimi minuti sono un assedio brasiliano, Antognoni vede una sua rete ingiustamente annullata per fuorigioco ma Zoff para l’impossibile e la difesa italiana regge così al triplice fischio finale l’Italia si qualifica clamorosamente per le semifinali. Le polemiche e i litigi vengono mandate in soffitta, la gente scende per le strade, la bella stagione si tinge di azzurro.

SIVIGLIA, 8 LUGLIO 1982.Un’Italia carica a mille dai successi contro Argentina e Brasile si sbarazza agevolmente della Polonia grazie a un gol di Rossi per tempo e accede così alla finalissima a distanza di 12 anni dall’ultima volta.
L’altra semifinale vede di fronte Francia e Germania Ovest in quella che giustamente è stata definita una delle partite più belle della storia del calcio, nella serata ribattezzata “La notte di Siviglia”.
A sbloccare il risultato è il tedesco Littbarsky grazie a una corta respinta del portiere avversario ma pochi minuti dopo Platini pareggia su un calcio di rigore concesso dall’arbitro olandese Corver, il caldo torrido dell’Andalusia strema le due squadre e i tempi regolamentari si concludono così sull’1-1.
All’inizio del primo tempo supplementare Tresor e Giresse portano la Francia sul 3-1 ma al 102’ il neo entrato Rummenigge accorcia le distanze e riapre incredibilmente una partita che sembrava già chiusa. Il secondo tempo supplementare è una costante iniziativa tedesca e Fischer agguanta l’insperato 3-3 che porta le due squadre ai calci di rigore. Quelli di Stielike per i tedeschi e di Six per i francesi sono gli unici errori dal dischetto di entrambe le squadre e così questa infinita semifinale viene così decisa ad oltranza dove Schumacher para il rigore del francese Bossis e manda la Germania Ovest in finale contro l’Italia.
Per una generazione di campioni francesi guidati da Platini è la grande beffa, una finale accarezzata e quasi raggiunta mandata in cenere nonostante un vantaggio di due reti nei tempi supplementari. I transalpini si rifaranno solo due anni dopo vincendo l’Europeo ma la leggendaria partita di Siviglia segnerà per sempre le loro vite. Il calcio a volte ti prende, ti porta per mano e ti fa accarezzare il sogno di una vita salvo poi all’ultimo soffiartelo via e farlo sparire per sempre, sono storie di calcio, sono storie di vite.

MADRID, 11 LUGLIO 1982. Dopo che la Polonia aveva battuto per 3-2 la finalina per il terzo posto contro la Francia, al Santiago Bernabeu Italia e Germania Ovest scendono in campo per l’ultimo atto di questo bellissimo Mondiale.
Gli azzurri sono lanciati dall’esaltante cammino percorso mentre i tedeschi hanno nelle gambe la tremenda fatica della semifinale disputata solo 72 ore prima.
Nonostante l’indisponibilità di Antognoni e l’infortunio di Graziani è l’Italia a fare la partita grazie a un indiavolato Conti che conquista al 25’ del primo tempo un calcio di rigore, al dischetto va Cabrini ma manda la palla a lato e così dopo la prima metà di gara le due squadre vanno negli spogliatoi a reti bianche.
Nonostante il rigore sbagliato l’Italia non demorde e al 57’ passa in vantaggio ancora con Rossi che di testa batte Schumacher su cross di Gentile. L’Italia è ben messa in campo e controlla il match, tiene in mano il pallino del gioco e al termine di una lunghissima azione Tardelli al 69’ con un tiro da fuori realizza il gol del 2-0. Negli occhi e nei cuori di milioni di italiani resta impressa l’immagine dell’urlo liberatorio di Tardelli, l’urlo di chi per anni ha inseguito un sogno mondiale senza riuscirci, la gioia negli occhi di un popolo che in quella sera spagnola si siede in vetta al mondo intero.
Altobelli realizza il gol del 3-0 mentre Breitner la rete della bandiera e così al termine dell’incontro può iniziare in campo e nelle città una festa attesa per decenni.

Un Mondiale nato male e iniziato peggio si conclude con il più inaspettato e per questo più bello dei trionfi, Paolo Rossi oltre a essere il capocannoniere della manifestazione è il simbolo di un’Italia mai doma che nonostante le difficoltà e gli insulti non molla e riemerge dalle ceneri quando tutto sembra perduto. Come non ricordare le parate di Zoff, la difesa impeccabile del tanto amato Scirea, di Gentile, di Collovati e la spinta sulla fascia di Cabrini. Come non citare anche chi in quel mondiale c’era ma non ha giocato come i portieri di riserva Bordon e Galli o i giovani difensori in rampa di lancio del calibro di Bergomi, Baresi e Vierchowod .
Come è bello ricordare la classe di Antognoni, il dribbling di Conti, il cuore di Oriali e di Tardelli o l’importanza di giocatori come Causio, Dossena o Marini. E oltre a Paolo Rossi come non citare i compagni di reparto Graziani, Altobelli, Selvaggi e Massaro?
E infine come non ringraziare Bearzot, condottiero di un miracolo impensabile alla vigilia e per questo orgoglio nazionale per decenni?
I Mondiali del 1982 sono stati una grande manifestazione sportiva, uno spettacolo che ha attraversato tutti i continenti ma cosa ancora più bella una festa italiana, un momento che fa tremare tutti al solo pensiero – anche chi non era ancora nato.

Ci sembrava giusto dedicare l’ultimo Memento della stagione ai ragazzi dell’82, alla vittoria azzurra più bella della storia sperando che sia di buon auspicio per i tanto attesi mondiali alle porte.
In questi mesi abbiamo parlato di tante storie e di molte altre parleremo nella prossima stagione, storie di grandi vittorie ma anche di grosse delusioni, storie di meravigliosi talenti e di occasioni mancate, storie di lacrime, storie di sport ma soprattutto storie di uomini.

Non dimenticatele.

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Fabrizio Felice Scoglio
f.scoglio@fantagazzetta.com



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CiccioPANDA
Avrò visto l'archivio di MEMENTO una decina di volte, senza mai far caso all'assenza del Mondiale '82. Forse lo davo per scontato che ci fosse (non ho seguito la rubrica sin dall'inizio). Tuttavia, questa volta sono contento di non aver indovinato tramite gli indizi ed è stato veramente un piacere leggere il MEMENTO. Sono nato nell'81 (sì ok, ora c'è internet, ma non mi rovinate per forza la "magia" e l'emozione per ciò che sto per dire) e i miei ricordi di quel Mondiale si fermano alle videocassette di Italia-Brasile e Italia-Germania registrate da mio padre. Le ho ancora adesso (e anche mio padre, mica volevo far pensare a qualcosa di tragico). Il mio ricordo "limpido/lucido/coscienzioso" più vecchio di calcio giocato visto in TV, risale alle "Notti Magiche" del '90 e per come sono finiti (purtroppo), il "fanciullo" deluso cercava conforto nel ritrovare in qualche modo, gli eroi di Spagna '82 (qualche volta replico con Germania 2006).;) E' stato bello leggendo, tornare per un attimo a quando ero bambino.:)
pmatrix-86
Che peccato non aver potuto vivere quell' emozione... mi sarebbe piaciuto molto, credo sia stato davvero sofferto e di conseguenza bellissimo... certo, dopo le vittorie con Argentina ma soprattutto Brasile non lo si poteva perdere no? Sono sempre più convinto che in un mondiale ci siano sempre delle partite "chiave" il cui pensiero (ma questa è un' opinione personale) aggrada quasi più di quello della finale... per spiegarmi, io ho gioito tantissimo come era ovvio che fosse dopo il rigore di Grosso contro la Francia ma devo dire che al goal dello stesso contro la Germania sono esploso... e lì di nuovo... dopo aver vinto in quel modo contro i tedeschi padroni di casa come potevamo perdere... il mio è un piccolo parallelo tra Italia Brasile del 1982 e Germania Italia del 2006... che ne pensate?
vanmark
grandissimo anno l'82 :)
filipio
grandissimo memento! non ricordo bene le partite, ero piccolo, ma ricordo ancora perfettamente il giro con la 127 di mio padre per le strade del paese a strombazzare dopo la finale... tenevo il tricolore fuori dal finestrino e ho realizzato quel giorno che vincere il mondiale doveva essere una cosa davvero importante! :)
AmmA
[I]Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo ...[/I] Che peccato non esserci stato :(
filipio

AmmA

"[ICampioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo ...[/I Che peccato non esserci stato :("
non t'allargare, solo tre volte l'ha detto "campioni del mondo"
AmmA

filipio

"non t'allargare, solo tre volte l'ha detto "campioni del mondo" "
Nel mio immaginario quelle tre parole riecheggeranno per l'eternità... :wub:
Clavik
Non c'ero nemmeno io :( Vabè, tutti noi ci siamo ampiamente rifatti quattro anni fa :laugh:
lory92
Memento S-T-U-P-E-N-D-O!! Hai chiuso in bellezza una stagione di ricordi, di giocatori, di avvenimenti, di allenatori (alcune cose che conoscevo già, altre che non sapevo) e ti ringrazio di questa rubrica.. Ci sarei voluto essere allora, peccato.. Mi sono consolato col 2006 :) Comunque spiace correggerti, lo stadio di Italia-Brasile era il Sarrìa, non il Camp Nou..
fabritrauco

CiccioPANDA

" è stato veramente un piacere leggere il MEMENTO. E' stato bello leggendo, tornare per un attimo a quando ero bambino.:)"
Grazie grandissimo memento! non ricordo bene le partite, ero piccolo, ma ricordo ancora perfettamente il giro con la 127 di mio padre per le strade del paese a strombazzare dopo la finale... tenevo il tricolore fuori dal finestrino e ho realizzato quel giorno che vincere il mondiale doveva essere una cosa davvero importante! :) Grazie, bellissima immagine la tua grandissimo anno l'82 :) A parte un paio di soggetti nati in quell'anno di mia conoscenza è stato un grande anno :p Memento S-T-U-P-E-N-D-O!! Hai chiuso in bellezza una stagione di ricordi, di giocatori, di avvenimenti, di allenatori (alcune cose che conoscevo già, altre che non sapevo) e ti ringrazio di questa rubrica.. Ci sarei voluto essere allora, peccato.. Mi sono consolato col 2006 :) Comunque spiace correggerti, lo stadio di Italia-Brasile era il Sarrìa, non il Camp Nou.. Grazie 1000 per i complimenti, verifico sul Sarrìa e in caso modifico, grazie della segnalazione