Uno dei gol piu' famosi della storia (Getty Images)
Sarà che se ne parla troppo e male e sarà pure che lo sciopero di domenica scorsa non lo abbiamo del tutto digerito, ma ci è mancato davvero e tanto il calcio domenicale.
E allora, con il Memento di questa settimana, ci spingiamo alla ricerca delle origini del nostro giuoco preferito.
Le prime notizie di un gioco che prevedeva l'uso di una palla risalgono al IV sec. a.C. , era conosciuto come episkyros e si giocava nell'antica Grecia; da lì arrivò nella Roma dei Cesari dove venne ribattezzato harpastum, "strappo", dal momento che i giocatori, probabilmente, si strappavano a vicenda una piccola palla di cuoio per portarla oltre la linea di fondo avversaria. Da quest'elenco non poteva mancare l'estremo oriente. In Cina troviamo un gioco antenato del nostro che era chiamato tsu ciu (palla spinta col piede) la cui origine è datata all'incirca II secolo d.C. . Certamente parliamo di qualcosa di molto diverso di quanto vediamo oggi sui prati verdi, ma non mancano alcune analogie.
Curioso, ad esempio, ma fino ad un certo punto, che fin dai primordi del calcio ci sono noti casi di personaggi che hanno utilizzato la popolarità del gioco per scopi personali ed in particolare elettorali. Alcune iscrizioni venute alla luce dagli scavi di Pompei offrono una testimonianza lampante: Aulo Vettio, un imprenditore che oggi definiremmo "palazzinaro", imperniò (e vinse) la sua campagna elettorale per la candidatura a senatore di Roma con delle insegne sui muri nelle quali si diceva meritevole della preferenza dei tifosi per il godimento che donava al popolo con la sua squadra di palla...
Notizie ufficiali su giochi col pallone non se ne trovano fino al Medioevo, quando Antonio Scaino con il Trattato del gioco della palla e Giovanni de Bardi con il suo Discorso sopra il gioco del calcio fiorentino, ci descrivono un gioco con poche regole, simili piuttosto a quelle del rugby, che prese piede (è proprio il caso di dirlo) particolarmente a Firenze: il florentinum harpastum.
Il successo del calcio fiorentino fu tale che presto il gioco invase le piazze delle principali città del centro Italia; si hanno testimonianze di partite giocate a Padova, Venezia, Mantova, Urbino e Bologna. Ma la violenza di questi incontri, che puntualmente finiva per coinvolgere anche le opposte tifoserie, finì per farne uno sport proibito.
Intanto il gioco con la palla aveva oltrepassato, con l'arrivo dei conquistatori romani, il canale della Manica. Anche nella terra di Sua Maestà però, questo calcio primitivo, non mancò di disturbare l'ordine pubblico, al punto che, nel 1314, il podestà di Londra è costretto a dichiararlo fuorilegge. Cionondimeno molte delle attività fisiche nelle scuole britanniche continuarono ad essere svolte con la palla. La legge positiva seguì con ordinaria lentezza quella dei costumi e, nel 1835, con l'Highway Act si ripristinò la possibilità di giocare in spazi chiusi, mantenendo il divieto valido solo nelle strade pubbliche.
Fu nelle università britanniche che si svilupparono le prime regole di giochi con la palla e che portarono alla distinzione tra quelle che si imposero il regolamento "mani e piedi" e contatto violento corpo a corpo, con quelle, più aristocratiche che invece scelsero il "football". Fu così che Cambridge, nel 1846, vide la nascita della prima squadra di calcio: il Cambridge Club Football. Le prime regole del gioco, quelle coniate per l'appunto nella antica città universitaria vicino Londra, cominciarono a spargersi (più o meno fedelmente) in tutto il Regno Unito; così si arrivò alla fondazione di undici squadre distribuite sul territorio inglese. Furono i loro rappresentanti a riunirsi alla Taverna Massonica del quartiere londinese di Lincoln e decretare, dopo un mese di riunioni, la nascita della Football Association. Fu proprio la FA a scrivere la gran parte delle regole del calcio moderno e sancire così, di fatto, lo scisma definitivo tra rugby e calcio (era il 9 dicembre 1863).
La fine del XIX secolo vide il football diffondersi in tutti i Paesi che avevano traffici commerciali con la Gran Bretagna. E' del 1893, ad esempio, la fondazione della federazione Argentina (AFA), cui seguirono di li a poco quella cilena e quella uruguayana. In quello stesso anno vede la luce la prima squadra di calcio italiana è il Genova Cricket and Atletic Club che, cinque anni dopo, vinse il primo campionato di calcio. Vi parteciparono quattro squadre ed ebbe luogo in una sola giornata.
Da allora è passato qualche anno e sono cambiate molte cose ma non lo spirito di chi assiste allo spettacolo.
Buon divertimento a tutti noi.
Dario Stipa Carotenuto