Terzo episodio sulla carriera di Ronaldo, oggi si parla della stagione al Barcellona

MEMENTO: Ronaldo - La consacrazione

Ronaldo con il Barcellona
Ronaldo con il Barcellona
 Terza puntata del nostro speciale a puntate sulla carriera di Ronaldo, eravamo rimasti alla delusione delle Olimpiadi di Atlanta del 1996 con la maglia della nazionale olimpica brasiliana e il trasferimento in Spagna presso il Barcellona.
Oggi proprio della strabiliante annata in Catalogna ci occuperemo, buona lettura.

Questa settimana: RONALDO – LA CONSACRAZIONE

BARCELLONA, 25 AGOSTO 1996. Al Camp Nou va in scena la finale di Supercoppa di Spagna tra il Barcellona del neoacquisto Ronaldo e l’Atletico Madrid che la stagione precedente aveva conquistato sia la Liga che la Coppa del Re.
Arrivato a Barcellona per 17 milioni di dollari e la palma di acquisto dell’anno in Spagna, è il primo banco di prova per l’attaccante questa importante partita. C’è infatti chi è pronto a scommettere che il ragazzo ancora per poco diciannovenne non reggerà alla pressione di una piazza calda come quella blaugrana e milioni di spettatori curiosi si collegano da tutto il Paese per assistere all’evento.
L’allenatore del Barcellona Robson decide di schierare Ronaldo dall’inizio in coppia con Stoichkov e il brasiliano non delude le attese. Al 5’ sblocca subito il risultato ricevendo palla sulle trequarti, sfuggendo dalla cerchia di tre avversari, saltandone uno con un supersonico dribbling e scaraventando di potenza il pallone con un tiro da fuori area alle spalle di Molina.
Sono bastati cinque minuti a Ronaldo per conquistare il Camp Nou e le sue giocate portano il Barcellona sul 4-2 fino a che al’89’ decide di fissare la doppietta all’esordio e il 5-2 finale appoggiando comodamente in rete un assist di Giovanni al termine di una strepitosa progressione.
E’ delirio al Camp Nou e nonostante l’1-3 incassato al ritorno a Madrid il Barcellona può sollevare il primo trofeo stagionale. E lo show è appena iniziato.

PARIGI, DICEMBRE 1996. La Spagna è letteralmente spaccata in due dalla macchina da gol Ronaldo che da subito prende il largo nella classifica cannonieri, quella che in Spagna viene premiata con il titolo di “Pichichi” dell’anno.
Ronaldo sebbene abbia compiuto da soli tre mesi appena vent’anni, è già una stella consacrata a livello internazionale. Riceve infatti il prestigioso Fifa World Player (tuttora calciatore più giovane della storia a ricevere il premio) più che raddoppiando i punti di margine su George Weah e Alan Shearer, e il premio diCalciatore dell’Anno di World Soccer.
Nonostante il pallone d’oro vada a Sammer è Ronaldo la stella mediatica del panorama calcistico internazionale, la sensazione di tutti è che sia in grado di aprire un’epoca.

FIRENZE, 24 APRILE 1997. All’Artemio Franchi di Firenze si gioca la semifinale di ritorno di Coppa delle Coppe tra Fiorentina e Barcellona ma soprattutto il duello tra i due attaccanti forse in quel momento più forti del pianeta: Batistuta contro Ronaldo.
Il Barcellona in Spagna è impegnato nell’entusiasmante volata a due con il Real Madrid ma dà il massimo anche nelle coppe conquistando la finale di Coppa del Re mentre in Coppa delle Coppe a dividere la squadra dalla finale di Rotterdam c’è per l’appunto la Fiorentina.
L’andata a Barcellona si era conclusa sull’1-1 grazie alle reti di Nadal e Batistuta ed è necessario pertanto vincere per i blaugrana.
La Fiorentina fa una gara di copertura e Ronaldo viene bloccato da una copertura asfissiante, sfortuna vuole che il Barcellona abbia anche altre grandi individualità e così sul finire del primo tempo prima Fernando Couto porta in vantaggio gli spagnoli e cinque minuti dopo Guardiola con un magistrale calcio di punizione fissa il risultato sullo 0-2 all’intervallo. I due colpi sferrati sono fatali alla Fiorentina che non riesce a reagire e così Ronaldo può festeggiare l’accesso alla prima grande finale internazionale della sua carriera in mezzo a un Franchi in lacrime per l’impresa sfiorata.

ROTTERDAM, 14 MAGGIO 1997. E’ ancora l’Olanda a intrecciarsi con la carriera di Ronaldo, questa volta per un appuntamento importantissimo: la finale di Coppa delle Coppe tra Barcellona e Paris Saint Germain.
La partita è l’atto finale di una stagione che ha visto Ronaldo come assoluto protagonista grazie alle sue 47 reti, sì proprio 47, in 49 partite.
L’attaccante conquista il titolo di Pichichi con 34 reti davanti ad Alfonso Perez del Real Betis e Davor Suker del Real Madrid e vince anche la Coppa del Re battendo nella finale del Santiago Bernabeu di Madrid il Betis Siviglia per 3-2 al termine dei tempi supplementari.
Il brasiliano però ancora una volta arriva secondo in campionato, stavolta è il Real Madrid ad avere la meglio di due punti (92 contro 90) e inizia a profilarsi per lui la maledizione scudetto.
L’occasione per riscattarsi giunge con la finale di Coppa delle Coppe che vede il suo Barcellona favorito ed è proprio Ronaldo al 36’ del primo tempo ad assumersi la responsabilità di battere un calcio di rigore, il pallone va in rete alle spalle dell’indimenticabile Bernard Lama e grazie a questo gol il Barcellona festeggia la vittoria del trofeo.
E’ grande gioia per la squadra e per Ronaldo che conquista così il suo primo trofeo internazionale. Sembra l’inizio di un grandissimo ciclo vincente ma non sarà così.

SANTA CRUZ DE LA SIERRA, 13 GIUGNO 1997. Dopo aver vinto tutto tranne il campionato contro il Barcellona, Ronaldo parte per la seconda estate consecutiva nel ritiro della nazionale brasiliana per provare a vincere il suo primo titolo da protagonista con i verdeoro (nel Mondiale del 1994 non era mai sceso in campo) dopo la delusione olimpica di Atlanta.
La competizione è la Coppa America in Bolivia e l’esordio allo stadio Ramon Aguilera di Santa Cruz de la Sierra contro la Costa Rica è il primo banco di prova per la squadra. La partita finisce con un perentorio 5-0 e Ronaldo distrugge gli avversari con tre gol in tredici minuti a inizio ripresa portandosi subito in testa alla classifica marcatori.
Nella successiva partita nonostante lo 0-2 iniziale il Brasile ha la meglio sul Messico per 3-2 ma Ronaldo non segna mentre nella partita finale del girone la squadra ottiene la terza vittoria su tre battendo la Colombia per 2-0 con reti di Dunga e “O’ Animal” Edmundo.
Ai quarti contro il Paraguay Ronaldo riprende a frullare tutto e tutti e segna la doppietta che permette ai verdeoro di vincere 2-0 mentre la semifinale contro il Perù è un 7-0 che dalle parti di Lima ancora ricordano (stranamente Ronaldo non segna nemmeno una rete al festival del gol).
Il Brasile è il padrone assoluto della competizione e nella finale contro i padroni di casa della Boliviaarriva la sesta vittoria in altrettanti incontri grazie al 3-1 targato Edmundo, Ronaldo e Ze Roberto che riportano la Coppa America in patria dopo otto anni.
Ronaldo conclude la classifica marcatori dietro al messicano Hernandez – che sarà altro grande protagonista l’anno dopo ai Mondiali di Francia – ma viene insignito del titolo di Miglior Giocatore del Torneo.

E’ l’estate del 1997, Ronaldo a ventuno anni è la stella del calcio mondiale, con il Barcellona e il Brasile ha tutte le carte per vincere tutto, non potrebbe andare meglio.
Iniziano invece a crearsi attriti con la società catalana, pomo della discordia è il rinnovo del contratto, cosa questa che il presidente Josep Lluis Nunez nega nonostante le prestazioni di Ronaldo in campo e iniziano ad aprirsi le prime crepe.

Massimo Moratti che appena un’estate prima aveva visto il giocatore dei suoi sogni sfuggirgli sotto mano capisce che è il momento di portare finalmente Ronaldo all’Inter e inizia a intavolare con il club e il procuratore del brasiliano una trattativa che solo poche settimane prima sembrava impossibile.
Ma quando Moratti ha un sogno da regalare ai propri tifosi è disposto a fare follie e decide così dato lo stallo della trattativa di pagare l’intera clausola rescissoria di 48 miliardi di lire al Barcellona e portare il giocatore – che già aveva l’appellativo “Il fenomeno” – a Milano.

E’ il 25 luglio del 1997, una data che i tifosi interisti più adulti non dimenticheranno mai, il giorno in cui alle radio, alle tv, un po’ ovunque viene diramato l’annuncio ufficiale: il giocatore più forte del mondo è dell’Inter!
Ronaldo arriva a Milano accolto da una marea di tifosi in festa, per Ronaldo e per la Milano nerazzurra è tempo di sognare.

La continuazione nella prossima puntata, intanto diventate fan di questa rubrica su facebook cliccando QUI.

Fabrizio Felice Scoglio
f.scoglio@fantagazzetta.com

SULLO STESSO ARGOMENTO


Ascolta in diretta RadioSport24

News Dal Nostro Network

INTER DEL FUTURO – Ecco le ...

Meglio un anno da terzo portiere all’Inter o un prestito altrove...Leggi Tutto

Inter, Giovinco nel mirino! E ...

Non solo Palacio, non solo interessi argentini per l’Inter: come...Leggi Tutto

Zarate saluta, non sarà Inter ...

Mauro Zarate non sarà riscattato dalla dirigenza nerazzurra. Troppo ...Leggi Tutto