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Il Napoli dalle due facce: efficace in difesa e sterile in attacco

Gli uomini di Ancelotti subiscono pochissimo, ma segnano altrettanto poco. Quella del nuovo anno appare una squadra che fa tanto gioco, ma segna troppo poco


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Se la classifica del Napoli “ristagna” in un secondo posto che è un prisma di considerazioni e impressioni, il rapporto statistico tra il rendimento difensivo e quello offensivo dice di un cambiamento che da una parte conforta il lavoro di Ancelotti e dall’altra preoccupa la fase che fino a poco tempo fa sembrava quella più performante. La difesa vanta numeri considerevoli, l’attacco sembra essersi inceppato. 

I due ultimi 0-0 registrati con Fiorentina e Torino – paradossalmente le due squadre con cui il Napoli aveva salutato il sogno scudetto lo scorso anno – allontanano definitivamente la capolista Juventus e dicono di un Ciuccio fotocopia. Solido in difesa e sciupone in attacco. Il problema della concretezza, però, in campionato nasce da più lontano. Il Napoli fino a qualche giornata fa era, insieme alla Juve, la squadra più efficace in zona goal. Poi, poco a poco, il rendimento dell’attacco partenopeo ha fornito dati in netta diminuzione da questo punto di vista.

In difesa

Il Napoli dal 13° al 24° turno ha subito goal solo in 4 occasioni. Nelle ultime 16 giornate ha perso soltanto una volta, a Milano con L’Inter nei minuti di recupero e in inferiorità numerica. Nelle ultime 12 giornate gli azzurri hanno subito 5 reti, delle quali solo una è risultata decisiva in termini di risultato (le altre 4 sono invece state ininfluenti perché il Napoli ha comunque conquistato i tre punti). Se si considera la stessa frazione di 12 giornate, nemmeno la Juventus ha fatto meglio. La capolista, infatti, ha anch’essa subito goal in 4 occasioni, ma ne ha presi 2 in più. Gli ultimi tre mesi, di fatto, dicono di un Napoli che vanta il miglior rendimento difensivo di tutto il campionato, a testimonianza di un miglioramento che è di certo una delle tracce più importanti su cui Ancelotti sta lavorando da tempo. Il distacco in classifica risponde a qualche pareggio di troppo. Pareggi che presentano molti elementi in comune.

Getty images, Fantagazzetta

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In attacco

Il Napoli sia iniziando a manifestare un disagio trasferta dal punto di vista della fase realizzativa. Insigne e compagni non segnano su azione fuori casa da due mesi. Nelle ultime 4 gare lontane dal San Paolo il Napoli ha segnato un solo goal, a Cagliari (su calcio di punizione). L’ultimo goal su azione fuori casa risale ad Atalanta-Napoli del 3 dicembre 2018. Le ultime due partite di campionato, con i viola a Firenze e col Torino al San Paolo, hanno restituito un Napoli in grado di produrre un volume di gioco e di occasioni da rete altissimo, ma altrettanto notevole per livello di errori davanti alla porta avversaria. Con la Fiorentina, più del doppio di azioni da rete dell’avversario e possesso palla nettamente superiore. Col Torino, possesso del pallone altrettanto in netta supremazia per il Napoli con 20 tiri a 6 per i padroni d casa e un computo di 9 palle goal a 0 per il Napoli. Numeri che rievocano anche l’andamento di altre partite, come Napoli-Chievo del 25 novembre 2018, maturato con le stesse caratteristiche della gara col Torino, pur tuttavia con numeri ancora più schiaccianti. In entrambi le partite Insigne ha colpito un palo con lo stesso tipo di conclusione. 

Se nella doppia sfida di Milano, sia con i nerazzurri che col Milan, Zielinski era stato protagonista delle occasioni più nitide non concretizzate dal Napoli, con Fiorentina e Torino non hanno funzionato i tempi di giocata degli inserimenti di Milik sui suggerimenti degli attaccanti esterni. In entrambe le partite l’attaccante polacco non è riuscito a ribadire in rete i cross bassi provenienti dalle corsie esterne. Nonostante la capacità da parte del Napoli di esprimere diverse varianti tattiche negli schemi offensivi, un’altrettanta incapacità di concretizzare non ha consentito al Napoli di far propri punti che, in vista dello scontro diretto al San Paolo, avrebbero potuto tenere gli azzurri in corsa per la lotta scudetto. Eppure, nonostante l’involuzione numerica dell’attacco azzurro, i numeri individuali non sono sconfortanti. Il Napoli, come solo Juventus e Parma attualmente vantano, ha due calciatori nella classifica top 15 dei marcatori di serie A (Milik e Insigne) e continua ad avere tre calciatori nella top 15 assist (solo Roma e Sampdoria la presenziano con tre calciatori). E non è un problema di gioco, considerando che tanto i report quanto gli score individuali di gara dicono di un Napoli in salute e in grado di dominare il gioco per quasi tutti i novanta minuti.

Pali e traverse

Anche se i legni valgono quanto un tiro molto lontano dallo specchio della porta, i numeri che legano il Napoli alla speciale classifica di traverse e pali colpiti suggeriscono una certa comprensione davanti alla sterilità dell’attacco partenopeo. Il Napoli, infatti, non sembra molto fortunato visti i ben 18 legni colpiti. I più pesanti sono i 6 punti persi per quelli registrati con Roma, Chievo e Torino, considerando il dato ovviamente ipotetico. Resta, comunque, una curiosità statistica che non mette il Napoli tra le squadre che hanno un buon rapporto con l’episodio.

Sembra un paradosso che questo Napoli, in netto miglioramento in fase difensiva, debba affrontare un momento di difficoltà in quella offensiva. Una difficoltà che, stando ai numeri e quanto visto in campo, sembra dipendere da un fattore mentale. E quello, probabilmente, dipende soltanto dalla capacità individuale di riuscire a rimuoverlo. 


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