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FANTARACCONTI - Storia di una rimonta, culminata con Veretout

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO I VOSTRI FANTARACCONTI: QUESTA È LA VOLTA DI...


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Quella che vi racconto oggi è la storia di una sfida che è probabilmente la più emozionante che ho avuto modo di vivere da quando ho iniziato a giocare al fantacalcio. A sfidarsi nella ventiquattresima giornata di lega nella ormai sempre più storica “Calafrica Cup” sono i due Giuseppe della lega, il sottoscritto con la mia squadra, l’ Atletico Vibo Marina, e il mio coinquilino con il suo FC Bauscia. Sono 5 i punti di distacco tra le nostre rose, lui al primo posto e io al terzo.

La giornata si apre Venerdì e inizia, per me, nel peggiore dei modi possibili. Piatek non delude e alla prima partita della giornata ho già contro un +3. Sabato in Torino-Atalanta la situazione precipita: il mio Belotti continua a essere in piena crisi e Toloi, pilastro della mia difesa da anni, resta in panchina contro i pronostici, facendo subentrare Ola Aina. A punirmi è invece Iago Falque, a cui la sera in Frosinone-Roma si aggiunge Pellegrini, due giocatori che da poco ho ceduto proprio io al mio avversario durante le trattative post asta. Tre partite giocate, tre gol subiti, con la rivelazione Camillo Ciano comodamente seduto sulla mia panchina. “Ho già perso”, dico tra me e me, “questa giornata va così”.

Domenica, ore 12.30, piove sul bagnato. Bereszynski, che speravo subentrasse al posto di Florenzi che si è riposato, non parte titolare, entra a 15 minuti dalla fine ma non tocca un pallone. Senza voto, dopo 4 partite sono tre gol sotto e in 10, è la mia fine.

Partite delle 15, subisco il quarto gol della giornata con Dybala, ormai la situazione sembra impossibile, quattro gol da recuperare e un uomo in meno, una tragedia, un’ecatombe, la mia serie di 6 vittorie di fila con cui mi presentavo allo scontro è senza alcun dubbio terminata.

Parma-Napoli vede schierati dalla mia parte di campo la coppia di polacchi di mister Ancelotti, Zielinski e Milik, il mio trascinatore. Primo gol di Zielinski. “Almeno rendo il passivo meno amaro”, penso. Gol di Milik, quasi mi dispiace, credo sia un +3 inutile. Doppietta di Milik su punizione. Forse, dopotutto, c’è ancora speranza, per quanto difficile sia il recupero.

Ore 20:30, Fiorentina e Inter si sfidano nell’ultima partita del turno di serie A, sta per succedere il putiferio, ma io e il mio avversario ancora non lo sappiamo.

Dopo 20 secondi il Cholito butta la palla in porta, +1 di Chiesa per il mio avversario, ma è chiaro per tutti, è autogol di De Vrij, asso della difesa del FC Bauscia. -2 per lui e via il bonus a Chiesa, dopo una non insignificante quantità di insulti e bestemmie alla lega calcio che si ostinava a dare il +3 a Simeone.

Comincio a crederci, con l’autogol del mio avversario si ammortizza il mio giocatore in meno, ma ecco che Ivan Perisic, colui che non ha mai calciato un rigore in carriera, si presenta sul dischetto. Ulteriori bestemmie e insulti a cui segue l’ennesimo gol del mio avversario. A questo punto sono abbattuto, mi giro verso il mio coinquilino, gli stringo la mano e dico “Bella partita, ma ormai hai vinto”. Chiamatemi gufo, chiamatemi quello che volete, ma io non mi sarei mai aspettato neanche nei miei sogni più proibiti e nascosti che potesse succedere quello che ho visto dal minuto 60 in poi della partita di Firenze.

Luis Muriel, il mio grande escluso, entra in campo, crollano i miei sogni di vedere Ciano subentrare con il suo 11.5, ma ecco che il colombiano dipinge una traiettoria imparabile su punizione e porta a casa il suo primo +3 da quando l’ho acquistato all’asta di riparazione. Sembra impossibile ma a 15 minuti dalla fine la situazione del nostro live è 80 punti per il mio avversario a 76.5. Mi basterebbe un punto e mezzo per pareggiare, mi basterebbe proprio quel 1.5 che la stella del Frosinone ha più di Luis Muriel, maledizione!

Ultimi secondi di una partita frenetica, sia fantacalcisticamente parlando che al Franchi. Chiesa in volata sulla fascia, si scontra con D’Ambrosio, si risolleva, punta l’area di rigore, alza il cross, la palla carambola addosso al terzino nerazzurro, proteste immediate, l’arbitro fischia indicando il dischetto, CALCIO DI RIGORE! CALCIO DI RIGORE E JORDAN VERETOUT È PROPRIO LÍ, SCHIERATO AL CENTRO DEL MIO CENTROCAMPO.

Sguardi increduli, commenti alquanto accesi, ulteriori insulti e bestemmie che, del resto, sono un must di qualsiasi lega di questo magnifico paese. Il mio avversario, peraltro di fede interista, è avvilito, abbattuto, oserei dire sotto shock. I replay ci mostrano che non può mai essere calcio di rigore, vedo la mia ultima speranza volare via da me. L’arbitro va a rivedere l’episodio al VAR, siamo tutti attaccati allo schermo ma certi che non possa mai convalidare il tiro dagli undici metri. I minuti passano, la tensione è alle stelle, l’arbitro ha deciso, pendiamo tutti dal suo fischietto. Le mani di Abisso disegnano un rettangolo in aria, un fischio rimbomba in tutto lo stadio, clamorosamente, viene indicato il dischetto. Le polemiche ci sono ovviamente state, ma non credo serva aggiungere molto rispetto a quanto detto tra Caressa e Spalletti. Quel che conta è che il mio Veretout sta per sfidare il mio Handanovic che, per grazia divina, ho lasciato seduto in panchina per usufruire del 6 politico di Musso.

Rincorsa, tiro, rigore perfetto, palla da una parte, portiere dall’altra, pareggio per la viola e +3 al fantacalcio, che significa un meraviglioso, magico, pareggio anche per me. Finisce così, finisce 80 punti per me contro 81 della mia nemesi, 4 a 4, rimango lì, a -5 dalla vetta, con ancora tanto da giocare. Indubbiamente una delle emozioni più belle che ho vissuto da fantallenatore. Non so se posso dire lo stesso del mio amico e avversario, ma sicuramente uno spettacolo calcistico, brividi lungo la schiena, bonus su bonus, gol su gol. Un pareggio fortunato, viziato da una scelta discutibile dell’arbitro, ma alla fine pur sempre un pareggio importante per la classifica della nostra meravigliosa lega.

Giuseppe - La mia Lega Fantagazzetta

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