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FANTARACCONTI - Nozze d'argento col fantacalcio

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO I VOSTRI FANTARACCONTI: QUESTA È LA VOLTA DI...


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Ciao a tutti, quest'anno la mia lega festeggia i 25 anni, un traguardo impensabile quando da ragazzino intrapresi questo gioco allora poco conosciuto.

Eravamo nel pieno dell’estate del 1994 quando, con Cristian, decisi di provare a giocare a quel gioco di cui poco si parlava ma che avrebbe poi appassionato milioni di persone, il fantacalcio. Dalle parole ai fatti il passo fu breve; comprai il libro “Serie A - Fantacalcio” in una libreria in Via Giulio Cesare a Roma e poi creammo la prima storica Lega con Manuel e Claudio. 

Durò appena 6 partite perché nel frattempo era ricominciata la scuola e altri 3 ragazzi vollero partecipare, arrivando a 6. Alla fine di quella stagione 5 di noi vennero bocciati e solo uno fu promosso, il sesto classificato! Se non è una pura coincidenza poco ci manca. Già all’epoca tentai di giocare con le conferme e andò anche bene ma dopo 2 stagioni “scolastiche” alcuni mollarono e così riuscii a coinvolgere gli amici del quartiere, quelli con cui ci vedevamo praticamente ogni pomeriggio e ogni weekend. Furono sempre leghe organizzate e azzerate ogni anno, non esistevano conferme e ogni anno c’era sempre qualcuno che lasciava e qualcun’altro che entrava, qualcuno che giocava seriamente e qualcun’altro che invece non comunicava la formazione più di una volta. Erano gli anni della Gazzetta dello Sport, di lunedì passati a calcolare i voti sui banchi di scuola, di probabili formazioni studiate con i quotidiani o con il televideo, di foglietti consegnati a mano o lasciati nella buchetta della posta dove c’erano gli schieramenti con titolari e riserve, e a volte nemmeno completi o con qualche errore. Non esisteva nessuna tecnologia, l’unica cosa elettronica che avevamo era la calcolatrice. Poi arrivò Internet, tutto diventò improvvisamente a portata di clic, sparirono i quaderni e le penne ed entrarono i pc con le stampanti, sparì la Gazzetta dello Sport ed entrarono i vari siti con i voti fino al boom di Fantagazzetta e della sua piattaforma Leghe che anno dopo anno ha portato a giocare al fantacalcio milioni di ragazzini e adulti, molti dei quali magari non sanno nemmeno come nacque il gioco, quanto era bello aspettare l’uscita di quel libro ogni estate, pari all’attesa dell’uscita delle liste con i ruoli che ci accompagna fino a fine luglio ogni anno e che decreta il via ufficiale della stagione.

In 25 anni sono cambiate tante regole, al fantacalcio poche per la verità perché è un gioco che ancora oggi funziona a meraviglia con quelle create dal suo fondatore storico, Riccardo Albini, nella Superliga invece tantissime. In tutto questo tempo l’esperienza e la passione per il gioco mi hanno portato a inventare tante regole per annullare del tutto il problema delle formazioni non comunicate, della regolarità dei campionati e degli scambi di mercato sospetti, degli illeciti fatti per far vincere l’amico in corsa per lo scudetto o dei dispetti per falsare intere stagioni. Sono passati una quarantina di partecipanti, chi è durato diversi anni e chi è stato una meteora per una stagione soltanto, e oggi siamo in 8, forse quelli più malati, forse quelli più seri, di sicuro arrivare a questo livello non è stato facile. È proprio grazie alla passione e alla serietà di tutti i partecipanti che può resistere per anni una lega di fantacalcio, è proprio grazie alla loro competenza e competitività che posso dire, anche con presunzione, che oggi la Superliga è sicuramente una delle leghe più belle di tutta Italia. Non conosciamo le altre, ma leggiamo i vari forum, le varie pagine Facebook dedicate al gioco e siamo certi che una lega così ha pochi eguali in giro.

Iniziare ogni anno daccapo con rose azzerate, budget uguali per tutti, giocatori da comprare a prezzi altissimi dopo che l’anno prima li avevi “scoperti” a solo 1 credito perché nessuno li conosceva e solo tu ci avevi scommesso, era diventato noioso, poco stimolante, piatto. Quando Fulvio Gennari ha inventato e reso pubblico il suo Mantra è stata la svolta, è stato il culmine di un gioco che era ormai pronto a diventare il manageriale per eccellenza, la Superliga era ormai arrivata al punto di svolta.

Grazie a tutti i partecipanti che mi hanno accompagnato in questa missione oggi possiamo sentirci presidenti, dirigenti e allenatori, talent-scout e procuratori. Con la Superliga puoi simulare tutto, o quasi, quello che succede in una vera società calcistica; hai il fan club di tifosi che aumenta e diminuisce con i risultati e che hanno anche un loro morale a seconda se la squadra vince o perde, perché anche nel fantacalcio adesso contano i supporters, senza i quali nemmeno il calcio potrebbe andare avanti. Puoi costruire il tuo stadio e ingrandirlo quanto vuoi sperando di poter vincere le partite grazie al dodicesimo uomo in campo, i tifosi; hai un botteghino che deve vendere abbonamenti e biglietti per le partite. Devi sottostare ai paletti del Fair Play Finanziario perché vincere è importante, ma farlo gestendo bene le tue finanze è fondamentale per resistere nella Superliga, altrimenti il crac è dietro l’angolo. Gli acquisti a cifre esorbitanti sono tassate in maniera così alta che le piccole società possono poi godere delle tue spese con il Fondo di Solidarietà, perché è importante tenere sempre viva la competizione tra tutti i partecipanti e non creare dei gap che porterebbero alla fine della lega. Come nella verità anche da noi i Diritti TV rappresentano l’entrata principale di una fantasquadra, che può avere altri guadagni dal merchandising, perché in Superliga si possono costruire pure gli Store ufficiali. E grazie a questo regolamento è possibile andare in giro per il mondo a cercare il futuro crac della Serie A, perché puoi costruire un Training Center e tesserare anche i Ronaldo e Messi del domani, sperando che entro i 25 anni vengano in Serie A. I calciatori hanno il loro contratto, che tu devi decidere quanto farlo lungo, e il loro stipendio ma devi stare attento a non esagerare né con l’uno né con l’altro, perché puoi gestire solo 60 anni di contratti per tutta la rosa e gli stipendi aumentano vertiginosamente a ogni rinnovo. Puoi acquistare grazie alla clausola rescissoria e vendere inserendo il diritto di recompra. E, infine, puoi giocare per vincere tante competizioni e sperare anche di sbancare il jackpot con una sola giornata indimenticabile in tutta la stagione, perché fino all’ultimo minuto dell’ultima partita anche chi è in fondo alla classifica può sognare di vincere.

Tutto questo è possibile grazie a (in rigoroso ordine alfabetico) Davide, che forse si sta pentendo di essere stato coinvolto in questa follia ma che alla fine si sta divertendo anche solo per battere il suo collega, a Fabio (il collega), che di tutto questo regolamento leggerà, forse, solo l’introduzione e che ogni settimana minaccia di lasciarci per restare invece sempre più competitivo, a Filippo, che quando è conquistato da un calciatore lo accompagna fino al ritiro senza mai lasciarlo andare via e che esulti non se lo batti, ma se gli strappi un giocatore nel mercato, a Marco, che con la sua passione manageriale pensa di aver scoperto tutti i campioni dell’universo calcistico e che ci ricorderà il suo triplete (mini) peggio di un tifoso interista, a Paolo che nonostante le finali perse, tante, e le vittorie, poche, è sempre lì a dare il suo parere su ogni regola e che è pronto a vendere i suoi ragazzini a peso d’oro come un Pallotta qualsiasi, a Simone, l’ultimo entrato, che è chiamato nell’impresa di portare al vertice una squadra allo sbando e lo sta dimostrando con le sue conoscenze tanto da farti venire il dubbio che forse il Milan potrebbe chiamare lui, e a Stefano, che dopo ogni regola è pronto a chiamare tutti i commercialisti per farsi fare i conti sulle sue spese e che ogni stagione sembra voglia vincere solo la Coppa Italia.

Infine un grazie speciale a Cristian, con cui ho creato questa lega 25 anni fa e con cui abbiamo condiviso, quasi tutti i partecipanti di oggi, tanti anni di fantacalcio ma che è arrivato a lasciare perché il calcio italiano non lo appassiona più (tradotto, la Roma perde e quindi non mi piace), e a Daniela, mia moglie, che in tutto questo tempo ha sopportato le tante ore passate a scrivere queste pagine di regolamento, sapendo che magari in pochi le leggono tutte, e che ormai si è arresa all’idea che finché questo gruppo di 8 malati vorrà continuare a divertirsi in maniera sana 12 mesi l’anno mi dovrà vedere fare sorteggi live, calcolare risultati e classifiche, tifosi e incassi e tutto il resto che tiene in vita la Superliga.

La speranza e il sogno è che tutto questo possa continuare per anni e anni, perché il tempo passa, il lavoro e la vita ci porta lontani uno dall’altro ma la passione e l’amicizia che regala il fantacalcio rende speciali anche quelle due-tre serate l’anno in cui si riesce a essere tutti insieme, fa essere trepidante l’attesa per l’asta a casa di Fabio, emozionante la consegna delle coppe ai vincitori e divertenti gli sfottò agli sconfitti.

Simone - La mia Lega Fantagazzetta

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