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FANTARACCONTI - Come ho fatto a scambiare Icardi per Higuain?

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO I VOSTRI FANTARACCONTI: QUESTA È LA VOLTA DI...


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Primo: niente sentimentalismi. Non farti coinvolgere a livello passionale. La tua squadra del cuore NON deve interferire in sede d’asta.

Secondo: ti serve Mauro Icardi.

Per tutto il periodo estivo pre-asta, queste due semplici frasi si sono alternate incessantemente nella mia testa, con una sempre crescente forza e intensità. Dopo una serie di risultati negativi, in cui il mio miglior piazzamento è stato un terzo posto (roba forte...), ci doveva esser la svolta. E c’è stata. Eccome se c’è stata. “Se non commetto errori, se seguo queste due semplici regole, ce la posso fare. CE LA POSSO FARE”.

Due giorni prima dell’inizio del campionato. Casa di un nostro amico benefattore. 10 avvoltoi pronti a cacciar gli artigli. Sorrisi, battute di circostanza. Tutto falso. Si aspetta solo il VIA.

Partiamo con l’asta, e già il primo cambiamento rispetto agli anni precedenti avviene in area di rigore: non un estremo difensore di primissimo piano, a svena-budget, ma a difendere i miei pali scelgo un più che ottimo Sportiello coadiuvato da un esperto Cordaz (qualche imbattibilità me l’ha regalata, il suo l’ha fatto).

Difesa guidata da un eccellente Milan Skriniar, acquistato un anno fa come scommessa personale a 1 credito, e riconfermato per questa stagione: non mi ha deluso. A completare il reparto difensivo ci pensano Danilo, Adnan, Samir, Toloi, Cacciatore (i suoi bonus sono stati delizia, per me), l’onnipresente Stefan Radu (unico calciatore a essere presente in TUTTE le mie rose fantacalcistiche) e un Medhi Benatia acquistato in un mercato di riparazione. Si passa al centrocampo, ed ecco la mia scelta vincente: un devastante Sergej Milinkovic-Savic, pagato appena un decimo del mio budget, a cui concedo le chiavi del mio centrocampo. “ Sarà il mio crack”, ripetevo a tutti durante il periodo pre-asta. A lui affianco forse la scommessa fantacalcistica più azzeccata di sempre: un biondissimo LUIS ALBERTO, RE DEI RE DEI BONUS, pagato appena 1 misero credito; la partita in Supercoppa contro la mia Juve bastò a convincermi che questo sarebbe stato il suo anno. A dar loro manforte ci pensano Jack Bonaventura, autore di 8 splendidi sigilli; Antonio Candreva (svincolato a metà campionato in uno scambio con Petagna per Praet e Mandzukic), il fedelissimo Marco Parolo, Bertolacci, Berenguer e la scommessa Ricky Saponara, molto utile nel finale di stagione.

3 reparti su 4 completati. Non avevo nessun giocatore della Juve. Il mio obiettivo era sempre lì, chiaro. Mauro Icardi. “Sto seguendo le regole,stiamo andando bene”. Si parte con gli attaccanti, e il primo nome è proprio il suo. Puntano l’offerta. La rialzo. La superano. Non mollo. Me la gioco contro due interisti, uno juventino nella tana dei lupi. Arrancano. Insisto. Ribattono. Affondo. Si arrendono. Esulto. Imprecano. MI9 è mio. Le regole erano state seguite, non avrei potuto condurre asta migliore. “Mi serve una buona scommessa in attacco” è il mio pensiero. Punto su Gianluca Lapadula, sperando che al Genoa trovi una sua dimensione. Non è stato proprio così, a onor del vero. Completo con Petagna (che saluterà la squadra a metà campionato), un deludente Maxi Lopez, Perica (rimpiazzato da Galabinov) e Khouma Babacar. Prime due partite, prime due doppiette per il numero #9 nerazzurro. Gongolo. Partenza migliore non poteva esserci. Si continua su questa falsa riga, un Mauro Icardi protagonista della prima parte del campionato, e a fine gennaio sono al comando della classifica a punteggio totale e secondo in quella a scontri diretti. Mi permetto il lusso di asfaltare qualche rivale di turno con una vagonata di 9 palloni. Maurito autore di 18 magnifiche reti. “E’ fatta, è fatta, non devi modificare assolutamente nulla, la squadra sta andando benissimo. Continua cosi. Niente scambi con nessuno, impara dagli errori!”.

Il pensiero va inevitabilmente all’anno scorso, quando scambiai alla tredicesima giornata un evanescente Mertens, autore di due reti, per un titolarissimo Niang. E poi fu il dramma. Niang mi regalò due 1 consecutivi, frutti di due rigori sbagliati uno dopo l’altro, prima di abbandonare l’Italia per l’Inghilterra e lasciarmi così con uno slot vuoto; Mertens, parallelamente, iniziò la sua cavalcata verso i 29 sigilli finali. Ancora rabbrividisco, quando ci penso...

E invece no. Come un folle mi assale il quanto mai ingiustificato dei pensieri “ Non ho nessuno della Juve, che diamine!”.

E cosi, complice un momento di forma non proprio eccelso del mio bomber (veniva da 4-5 partite in bianco, senza bonus), decido di fare lo scambio più improduttivo che potessi mai fare: Icardi per Higuain. “ Gonzalo ha fatto solo 13 reti, ora è il suo momento, almeno a 20 ci arriverà per forza!” .

Illuso. Assisto impotente alla sfilza di 5,5 che il Pipita mi porta in saccoccia, con annesso paio di malus -3 causa “rigore sbagliato”. E Mauro intanto segnava. Gol di Icardi. 5,5 di Gonzalo. Doppietta di Icardi. Assist del Pipita. Poker di MI9. Meglio che non mi pronuncio..

Ci voleva una reazione, un moto d’orgoglio. Sergej Milinkovic-Savic e Luis Alberto capiscono il momento di difficoltà; da veri leader si caricano la squadra sulle spalle e riprendono a macinare bonus su bonus. Babacar era passato al Sassuolo,nel frattempo, e diciamo che qualche golletto me lo ha regalato (rigore al 90” da subentrato, una delizia assoluta). Nessun bonus da parte di Maxi Lopez (nessuna presenza,a dirla tutta...), ma qualche aiutino da Lapadula anche mi arriva. Mandzukic mi regala un’unica gioia, e il mio bomberone, colui per il quale ho sacrificato Maurito, mi regala un totale di 3 reti come contributo personale. Capisco che il karma esiste, e dio solo sa se esiste. Penso che me lo merito, che avevo tutte le carte in regola per vincere, dovevo semplicemente lasciar andare le cose senza toccare nulla. “Finchè la barca va, lasciala andare”. Parole semplici.

Ultimo turno di campionato, sono secondo in classifica a scontri diretti, a +2 punti sul terzo; comando invece la classifica generale, a +12,5 punti sul secondo, già vincitore dell’altra classifica. Per perdere il secondo posto avevo solo un risultato contro, la sconfitta. Per perdere la leadership nella classifica generale, il mio inseguitore doveva fare 4 gol più di me all’incirca. Punto sul 4-4-2, uno schema abbastanza conservativo; mi serviva solo difendermi dagli assalti, nulla di più. Si parte sabato, ore 15.00. La Juve gioca in casa con un retrocesso Verona, c’è da celebrare lo scudetto vinto. In attacco ho il tandem Higuain – Mandzukic. Mi serviva anche solo un gol complessivo, tra i due, che mi desse un leggero allungo. 90 minuti di agonia. Higuain parte in panca, Mandzukic non segna, arrivano bonus da Pjanic e Rugani. Entra il Pipita, lo IMPLORO di buttarla dentro. Rigore per la Juve. Ho pregato lo tirasse lui. Sul dischetto va Lichsteiner, difensore del mio avversario di turno. Lo sbaglia. Non mi vergogno a dire che un po' ho esultato. Ore 17.00, i miei due centravanti della squadra vincitrice dello scudetto, in casa contro la penultima del campionato, hanno siglato insieme 0 marcature. Sudo freddissimo. Guardo il mio centrocampo. Luis Alberto infortunato, Parolo indisponibile, Saponara in ballottaggio, Milinkovic avrebbe sfidato l’Inter in una partita a dir poco proibitiva. Fisso il mio Jack Bonaventura con un misto tra commozione e speranza, e prego, prego che mi regali un’ultima, desiderata gioia. Ore 15.00, domenica. Sfido un attacco composto da Lasagna, Milik e Cutrone, dalla panchina non gli entrano Simeone e Antenucci. Notifica gol subito da Sportiello, ha segnato Calhanoglu. Smorfia di disappunto. Altro gol subito, Cutrone, altro -1 che si aggiunge al +3 del mio rivale. Cambio in porta, Sportiello finisce con un passivo di -2. Gol del Napoli, Milik va a +3. Mi rabbuio, le cose vanno effettivamente male. Altro squillo da Milano, segna Kalinic. Controllo il “live” del terzo in classifica. Espulso Caprari, gli ha segnato contro Inglese. Guardo il mio inseguitore in classifica generale. Gol di Baselli all’attivo. Non bene, assolutamente non bene. Linea a San Siro il Milan ha fatto un altro gol. Cutrone. Non posso vincere, non posso matematicamente. Neanche il tempo di abbattermi che richiedono ancora una volta la linea a Milano; contemporaneamente mi arriva una notifica dall’app di fantagazzetta. “Possibile mai? Può essere solo una cosa, una soltanto....”.

E JACK BONAVENTURA MI REGALA IL +3 CHE METTE IL #1 POSTO NELLA CLASSIFICA GENERALE IN CASSAFORTE!

Domenica sera. Ore 20.45. Lazio – Inter, ultima sfida che decide il #2 posto nella classifica a scontri. Lui ha Immobile e Lulic, il suo avversario il “mio” Icardi. Autorete, Perisic prende un -2 sfortunatissimo. Pareggio Lazio e vantaggio. Nessuna marcatura di Immobile, va bene così. Secondo tempo, fallo su Icardi. Rigore. Era come se lo avessi avuto di nuovo io. “Regalami questo +3, Mauro, ti prego...”.

Prende la rincorsa, tira. Esulto. Espulso Lulic. A gioia si unisce altra gioia. Non può vincere, il #2 posto è sicuro. Sorrido, alla fine Icardi mi ha comunque regalato il piazzamento sul secondo gradino del podio. I giochi sono fatti, le classifiche stilate. Controllo bene, ancora non ci credo effettivamente. Primo e secondo nelle due competizioni. Per la prima volta da quando faccio il fantacalcio, vado TOTALMENTE a premio. Senso di onnipotenza, mai provato prima.

Day after. Leggo alcuni quotidiani sportivi. Elogiano Mauro Icardi, vero trascinatore della squadra al piazzamento Champions. Leggo l’articolo, controllo la classifica marcatori e un unico pensiero si stampa nella mia testa: MA COME HO FATTO A SCAMBIARE ICARDI PER HIGUAIN?

Ciò che è stato fatto è fatto, è andata comunque bene. Un po' di meritato riposo, schiarire le idee e siamo di nuovo pronti a studiare formazioni, scovare giovani promesse e tentare azzardi. Ma questa volta, non ci dovranno essere errori, nessun “colpo di genio” a metà campionato. E si ripartirà dalle due regole base. Perchè per vincere ci vorrà lui. Mauro Icardi...

Nicola - La mia Lega Fantagazzetta

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