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Brasile-Messico: l’ottavo tutto americano dai vecchi e recenti trascorsi

La squadra allenata da Juan Carlos Osorio affronta il Brasile di Neymar in un ottavo in cui i carioca sono nettamente favoriti


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Brasile-Messico è un classico sudamericano. Verdeoro e messicani si sono incontrati decine di volte. Il confronto in occasione dei campionati del mondo pende nettamente a favore dei brasiliani che, però, nell’edizione casalinga del 2014 non sono riusciti ad avere ragione proprio del Messico, nell’unica partita pareggiata nel girone per 0-0, girone poi vinto grazie alla differenza reti a discapito della stessa Selección mexicana classificatasi al secondo posto. 

Nel 1962, nel campionato del mondo disputato in Cile, il Brasile batté il Messico per 2-0, grazie a una rete di Zagallo e una di Pelé. Quel successo fu l’inizio del percorso che poi avrebbe condotto i carioca alla conquista di quella Coppa Rimet, mentre il Messico non sarebbe andato oltre il terzo posto nel raggruppamento (in cui Brasile e Cecoslovacchia sarebbero state le due finaliste), con conseguente eliminazione da un torneo in cui la stella più brillante fu il grande Garrincha, l’uomo in grado di mettere in discussione persino Pelé, in un confronto che ancora oggi vuole i brasiliani di vecchia generazione considerare Mané ancora più grande della Perla nera. 
La nazionale messicana, nonostante la storica superiorità consolidata da quella brasiliana, è comunque riuscita a battere il Brasile in alcune occasioni molto importanti e prestigiose. L’ultima è di certo la finale per l’oro olimpico della XXX edizione, svoltasi a Londra nel 2012. Il torneo di calcio vide i messicani superare il girone con Corea del Sud (che avrebbe conquistato la medaglia di bronzo), Svizzera e Gabon. In quella Olimpiade, il Messico, contro ogni pronostico, nella gara decisiva per il gradino più alto del podio, riuscì a battere il Brasile per 2-1, conquistando il titolo attualmente più prestigioso della storia del calcio messicano.
La seleçao, nell’anno successivo, avrebbe poi avuto la sua rivincita con la nazionale maggiore nella Confederations Cup del 2013, vinta proprio dal Brasile in finale con la Spagna battuta per 3-0. I brasiliani, inseriti nel raggruppamento con Italia, Giappone e Messico, batterono quest’ultimo per 2-0, con reti di Neymar e Jô. Confederations Cup che, invece, era stata fatale per i brasiliani nell’edizione del 1999, quando i verdeoro erano stati battuti in finale proprio dai messicani, ospitanti la quarta edizione della manifestazione. Un 4-3 con doppietta di Zepeda, reti di Abundis e Blanco (miglior marcatore del torneo insieme a Al-Otaibi e a Ronaldinho) e di Serginho, Roni e Zé Roberto per i brasiliani. 

Brasile e Messico si fronteggeranno per gli ottavi di finale della Coppa del Mondo, in un mondiale russo che fino a questo momento ha insegnato che niente può essere dato per scontato. Anche se i favori del pronostico sono dalla parte del Brasile, i messicani (che nel loro girone hanno sconfitto la Germania campione del mondo in carica) hanno dimostrato un entusiasmo e una personalità che potrebbero insinuarsi tra le crepe dei punti deboli del gioco carioca. Il Brasile di Tite tende a un’interpretazione “europea” di gioco. Le qualità individuali sono la soluzione efficace di un gioco meno spettacolare rispetto al modello storico brasiliano. I cambi di ritmo improvvisi, i movimenti delle mezzepunte e degli esterni, una fase tattica difensiva più spiccata sono tipici di questa nazionale verdeoro meno bella a vedersi, ma comunque molto efficace. Neymar e Coutinho sono i riferimenti offensivi più importanti, mentre Casemiro, come nel Real, risulta essere l’uomo d’ordine del centrocampo. Marcelo è il fluidificante con licenza di offendere e Thiago Silva forma con Miranda una linea centrale difficile da penetrare. Il Brasile, però, potrebbe soffrire la compattezza di un Messico che non è molto ben disposto alla costruzione del gioco, ma fa del pressing e del contropiede le sue armi migliori. Hernández attaccante, con Layun, Carlos Vela e Lozano formano il reparto con compiti offensivi e difensivi per i centrocampisti, mentre una mediana con Herrera e Guardado interditori insieme alla linea difensiva a quattro è la guardia arretrata di una squadra che avrà un compito difensivo molto difficile.

Getty images, Fantagazzetta

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In un mondiale pieno di sorprese, al di là di ogni pronostico scontato, sfatare i tabù non è cosa impossibile. Ovviamente, il Brasile non vorrà rompere la tradizione. Il Messico, invece, dopo lo sgambetto ai tedeschi, sogna un'attesa vittoria al mondiale a danno dei pentacampeão. 


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