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La top 11 dei calciatori nati nel 1970 - #LaClasseNonÈAcqua

DA Cafu FINO A Shearer, PASSANDO PER Luis Enrique E i gemelli de boer: I MIGLIORI GIOCATORI RUOLO PER RUOLO


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#LaClasseNonÈ Acqua passa dal 1970 con capitan Cafu a comandare la fascia destra, un centrocampo di lotta e di governo affidato alla regia di Di Matteo e un duo d'attacco fisicamente devastante. Ci schieriamo con un 4-4-2 molto anni '90 anche per sfruttare gli esterni De Boer e Luis Enrique.

Edwin van der Sar, 29 ottobre 1970

Detiene ancora oggi tre record d'imbattibilità: con la Nazionale Olandese, in Premier League e in Champions League. A testimonianza di come sia stato un eccellente portiere. Per molti è stato, grazie alla sua abilità nel gioco con i piedi, un precursore dell'interpretazione contemporanea del ruolo. Ottimo pararigori, freddo ed essenziale, ha iniziato la carriera nell'Ajax dove ha vinto a ripetizione in patria e in Europa. Dopo le parentesi non positive con Juve e Fulham, al Manchester United è tornato grande protagonista e decisivo per i successi dei Red Devils dello scorso decennio.

Marcos Evangelista de Moraes detto Cafu, 7 giugno 1970

È l'unico giocatore della storia ad aver disputato tre finali di fila della Coppa del Mondo, vincendo quella del '94 e quella del 2002 da capitano. Potrebbe bastare questo per inserirlo tra i grandi terzini della storia ma c'è di più. Ci sono le qualità tecniche: spinta, corsa, abilità con la palla al piede. C'è la sua longevità: ha giocato 20 anni sempre ad altissimi livelli con il club e con il Brasile. C'è il suo palmares: 22 trofei con i club, tra cui Roma e Milan, e 5 titoli con la Selecao. Qualunque punto di osservazione si scelga, è impossibile non considerarlo tra i più grandi.

Abelardo Fernández Antuña, 19 aprile 1970

Uno di quelli che non spicca per talento ma è sempre nell'11 titolare perché è affidabile, buon marcatore e con grande spirito di squadra. Dopo gli inizi nello Sporting Gijòn, nel '94 lo acquista il Barcellona con il quale vince due Liga, due Cope del Rey e una Coppa delle Coppe. Chiude la carriera con l'Alaves. In Nazionale vince l'oro olimpico a Barcellona nel '92, oltre a disputare due Mondiali e due Europei.


Frank de Boer, 15 maggio 1970

Ha iniziato da terzino sinistro ma è da centrale che è diventato tra i più forti al mondo. Con l'Ajax degli anni '90 ha vinto tutto: titoli nazionali, una Champions, una Coppa UEFA, un'Intercontinentale. Sempre comandando la difesa con autorità, senso della posizione, capacità di impostare il gioco da dietro. Barcellona, Galatasaray e Rangers le altre maglie vestite nel corso della sua carriera. C'è anche l'Olanda, naturalmente. In 5 tornei a cui ha partecipato 4 volte è arrivato in semifinale, compreso l'Europeo 2000 quando è stato uno dei rigoristi fermato da Toldo.

Moreno Torricelli, 23 gennaio 1970

Dalla Caratese in Serie D alla Juventus nel giro di qualche settimana. La sua è una favola che ancora oggi emoziona ma non c'è nessun miracolo: c'è il duro lavoro, c'è lo spirito d'abnegazione, c'è tanto tanto allenamento. Arriva in bianconero nel '92 diventando presto titolare potendo offrire lo stesso rendimento sia da terzino destro che sinistro. E con la Juve vince scudetti e coppe, arrivando anche in Nazionale. Fiorentina, Espanyol e Arezzo le altre tappe prima del ritiro.

Ronald de Boer, 15 maggio 1970

Gemello di Frank, ne ha condiviso gran parte della carriera tra Ajax, Barcellona, Rangers e naturalmente nazionale olandese. Formalmente era un'ala destra ma poi in realtà ha giocato in quasi tutte le posizioni offensive con sagacia tattica e senso del gol. È stato tra i protagonisti del Grande Ajax degli anni '90 che ha vinto in patria, in Europa e nel Mondo.

Diego Pablo Simeone, 28 aprile 1970

Un duro, un lottatore, uno che non tirava mai indietro la gamba ma anche un eccellente incursore capace di sorprendere le difese avversarie. Inizia con il Velez poi Romeo Anconetani lo porta al Pisa nel '90 dove in due stagioni mostra già grande carisma. Cinque stagioni in Spagna tra Siviglia e Atletico Madrid prima di tornare in Italia. Due anni con l'Inter fino al '99 e quattro con la Lazio creano un legame fortissimo con questi due club, oltre a portare numerosi trofei tra cui lo scudetto del 2000 e la Coppa Uefa '98. Un nuovo passaggio all'Atletico prima del ritorno in patria al Racing. Due Cope America il palmares con la Nazionale, della quale è stato anche capitano.

Roberto Di Matteo, 29 maggio 1970

Play di centrocampo votato all'ordine e per questo molto amato dai suoi allenatori, inizia la carriera nella natia Svizzera tra Sciaffusa, Zurigo ed Aarau. Nel '93 lo acquista la Lazio e lì impiega poco per diventare titolare indiscusso sia con Zoff che con Zeman. Con il boemo però il rapporto si incrina sul finire della stagione '95-'96 tanto che arriva la cessione al Chelsea. Anche nei Blues diventa presto titolare e porta a casa trofei come l'FA Cup, vinta due volte e nel '97 con un suo gol, e la Coppa delle Coppe del '98. Dopo aver fatto parte dell'Italia ad Euro '96 e Francia '98, si ritira nel 2001 per i postumi di un gravissimo infortunio alla gamba.

Luis Enrique Martínez García, 8 maggio 1970

Versatile come pochi nella storia del gioco, poteva giocare indifferentemente da attaccante centrale o esterno, da mezzala o da ala, sempre con grande qualità e temperamento. Sporting Gijon è la sua prima squadra, poi il Real lo acquista nel '91 e fa presto diventare colonna della squadra. Ma nel '96 la dirigenza non gli rinnova il contratto e lui si accasa al Barcellona dove diventa titolare, leader e capitano. 3 Liga, 3 Cope del Rey, 1 Coppa delle Coppe e 1 oro olimpico con la Spagna il suo palmares.

Alan Shearer, 13 agosto 1970

Uno dei migliori centravanti della sua generazione, con fisico possente e clamoroso fiuto del gol. Ha un palmares di squadra risicatissimo - appena una Premier League vinta con il Blackburn nel '95 - ma ciò non toglie nulla al valore assoluto del giocatore. Oltre al Blackburn, ha giocato con le maglie di Southampton e soprattutto Newcastle, squadra della sua città natale diventandone bandiera prima e ambasciatore poi. Con la Nazionale di Sua Maestà ha giocato e segnato tanto ma senza mai andare vicino ad un trofeo.

Alen Boksic, 21 gennaio 1970

Non un bomber infallibile ma un carro armato con grande resistenza e dinamismo. Con queste caratteristiche si è costruito una carriera di tutto rispetto, pur frenato da vari guai fisici. Con il Marsiglia diventa Campione d'Europa nel '93, vivendo la sua miglior stagione realizzativa. Poi gli anni in Italia con la Lazio e una parentesi di un anno con la Juve: sono anni in cui arricchisce il suo palmares segnando pochi gol ma spesso decisivi. Chiude la carriera in Inghilterra al Middlesbrough.

Per chi crede che il calcio, come il buon vino, magari migliorerà invecchiando, ma che quelle passate siano sempre ottime annate. Per chi è vintage inside (e anche un pizzico nerd outside). Per chi al calcetto del giovedì "sai, io sono nato nel 1982, anno di Kakà Gilardino e Adriano, anno da bomber". Per i nostalgici compulsivi e per chi si è sempre chiesto, "Ok, De Gregori, La leva calcistica della classe '68...ma tutte le altre?". Ma anche per i più giovani con la cresta, i talent scout da videogiochi sempre aggiornatissimi. #LaClassenonèAcqua, è la rubrica targata Fantagazzetta che ripercorre più di mezzo secolo di storia del calcio, proponendovi le Top 11 per anno di nascita, dal 1940 al 2000.


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