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La top 11 dei calciatori nati nel 1985 - #LaClasseNonÈAcqua

il mito di cristiano ronaldo, la classe di rooney, il genio di modric: i migliori giocatori ruolo per ruolo


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Pur con una difesa molto fantacalcistica, composta da tre terzini dalle spiccate doti offensive, la formazione composta da soli giocatori nati nel 1985 riesce a difendersi benissimo al confronto con tutte le altre rose già viste, principalmente grazie ad un centrocampo di grandissimo valore tecnico-tattico ed un attacco pauroso capitanato da Cristiano Ronaldo, uno dei due giocatori più forti degli ultimi 20 anni ed in generale uno dei più forti di sempre. Diamo subito un'occhiata a questa formazione.

Guillermo Ochoa Magaña, 13 luglio 1985

Non ha sicuramente avuto una carriera di grande spessore, avendo trascorso i suoi anni migliori in Messico ed in Francia in squadre di medio-basso livello, ma lo spessore tecnico ed umano di Ochoa è ancora di altissimo livello: capace di mettersi sempre in mostra durante le rassegne mondiali con delle parate clamorose, è uno dei portieri più elastici e reattivi mai visti su un campo da gioco (vedere una qualsiasi sua compilation di parate per credere). Un nome forse un po' esotico, ma che non stona affatto.

Luis Antonio Valencia Mosquera, 4 agosto 1985

Nato come attaccante esterno, nel corso della sua lunga e fortunata carriera ha abbassato sempre di più la posizione in campo, sino a ritagliarsi uno spazio importante sulla corsa destra difensiva. Esploso al Wigan a metà degli anni 2000, fu acquistato dallo United subito dopo la vittoria dell'ultima Champions League, unico trofeo che Valencia non è riuscito a vincere col suo club. Considerato, nel momento di picco della carriera, il giocatore più veloce del mondo, ha sempre fatto dell'importante qualità tecnica e delle innate dote di dribbling il suo pezzo forte. Cresciuto moltissimo in intelligenza tattica, ancora oggi gioca un ruolo importante nello United, dove è ormai considerato dai tifosi come uno dei maggiori beniamini.

Aleksándar Kolárov, 10 novembre 1985

Uno dei sinistri più prelibati dell'ultimo decennio al servizio della causa: in poche parole, ecco chi è Kolarov, scoperto dalla Lazio nel 2006 e rapidamente consacratosi come uno dei terzini sinistri più associativi del calcio europeo. Passato al Manchester City nel 2010, dopo 7 anni è tornato in Italia alla Roma, dove ancora oggi disegna traiettorie deliziose per i suoi compagni. Avrebbe forse potuto vincere qualcosina in più carriera, ma la sua resta comunque una parabola lavorativa di tutto rispetto.

Filipe Luís Kasmirski, 9 agosto 1985 

Fino a qualche anno fa pochissime persone, fatta eccezione per gli appassionati del campionato spagnolo, conoscevano calcisticamente Filipe Luis, portato in Europa dall'Ajax, passato per le giovanili del Real Madrid e poi dirottato al Deportivo, dove si riesce a mettere in mostra meritando la chiamata dell'Atletico Madrid. L'incontro col Cholo Simeone, avvenuto proprio a Madrid, gli ha cambiato la carriera: nell'Atletico che ha sfiorato per due volte la conquista della Champions League e che è comunque riuscito a strappare uno storico titolo in patria, FIlipe Luis ha ricoperto un ruolo centrale, incarnando alla perfezione gli ideali del suo tecnico, fatti di sacrificio, abnegazione, concentrazione assoluta. Dopo un anno al Chelsea, è tornato subito all'ovile, dove presumibilmente chiuderà anche la carriera: si torna sempre dove si è stati bene.

Jesús Navas González, 21 novembre 1985

Leggenda del Siviglia, di cui è primatista assoluto per presenze sia in campionato che in Europa, Jesus Navas è da molti considerato come uno delle ali di piede destro più interessanti degli ultimi anni, sia a causa del suo notevole bagaglio tecnico, sia, soprattutto, a causa del suo encomiabile spirito di sacrificio e della sua duttilità. Fatta eccezione per una parentesi di 3 anni e mezzo al Manchester City, con cui si è laureato anche Campione d'Inghilterra, la sua vita è legata a doppio filo alla città di Siviglia, la sua seconda casa. Pedina importante anche in Nazionale, con la quale ha vinto Mondiale ed Europeo, cercherà di portare qualche altro trofeo a casa negli ultimi anni di carriera, ovviamente al Siviglia.

Ashley Young, 9 luglio 1985

In una top 11 che fa della duttilità uno dei suoi punti chiave, non poteva mancare Ashley Young, ritenuto in patria una delle ali mancine di maggiore caratura tecnico-tattica. Cresciuto nel Watford ma consacratosi all'Aston Villa, da sette stagioni è uno dei giocatori più importanti del Manchester United, squadra che gli ha permesso di alzare tutti i trofei nazionali e l'Europa League di due anni fa. Giocatore solidissimo, come piacciono agli inglesi.

Fernandinho, 4 maggio 1985

Gli appassionati di tattica non possono non amare Fernandinho, uno dei migliori interpreti degli ultimi dieci anni del ruolo di centromediano metodista. Sensibilità tecnica, capacità aerobiche ben sopra la media, QI calcistico notevole: tutto quello che un allenatore possa desiderare davanti alla difesa. Se quell'allenatore si chiama Pep Guardiola, poi, ancora meglio. Dopo aver fatto indigestione di trofei allo Shaktar (compresa l'Europa League del 2009), è ormai diventato un uomo simbolo al Manchester City, con il quale ha vinto 2 volte il campionato. La ciliegina sulla torta ad una carriera di altissimo livello sarebbe la conquista della Champions: work in progress. 

Luka Modri?, 9 settembre 1985

Descrivere in maniera sintetica il calciatore che è stato e che è ancora oggi Luka Modric è un compito davvero difficile: non basta il recente Pallone d'Oro a quantificare la gioia visiva che ogni sua giocata procura nel cuore dello spettatore. Pilastro del Real Madrid che passerà alla storia come una delle squadre più forti di sempre, viste le tre Champions consecutive, considerato uno dei (se non IL) calciatori croati più forti di sempre, nel momento in cui appenderà le scarpette al chiodo renderà il calcio mondiale più povero. Fosse arrivata anche la vittoria del Mondiale, la sua carriera avrebbe assunto una dimensione iper-uranica. 

Mario Gomez, 10 luglio 1985

Prima di Lewandoski, c'è stato un altro bomber capace di infiammare la platea del Bayern Monaco: Mario Gomez, ariete d'attacco di altri tempi, per metà spagnolo e per metà tedesco, per diversi anni è stato considerato come uno dei più forti attaccanti europei. Fortissimo di testa, strabordante fisicamente e dotato di un notevole bagaglio tecnico, gli oltre 200 gol realizzati da professionista dovrebbero essere un biglietto da visita piuttosto interessante. Qualche infortunio di troppo gli ha precluso una carriera ancor più ricca di successi (vedi Mondiale 2014), ma resta comunque uno degli attaccanti migliori che la scuole tedesca abbia ma partorito. 

Wayne Mark Rooney, 24 ottobre 1985

Miglior marcatore di sempre della Nazionale Inglese, miglior marcatore di sempre del Manchester United, innumerevoli trofei e riconoscimenti individuali: forse basterebbe questo a descrivere la sua carriera, ma c'è di più. Considerato uno dei calciatori inglesi più forti di sempre, è un unicum per proprietà tecniche e potenza fisica, abbinate ad uno spirito di sacrificio in alcuni casi commovente. Ancora oggi non ne vuole sapere di smettere, regalando scampoli di classe pura nella Major League Soccer. Esploso a 16 anni all'Everton (uno dei wonderkid più precoci di sempre), lo United ha deciso di farne un simbolo: non vi sorprendete se fra qualche decennio qualche libro di storia parlerà di lui. 

Cristiano Ronaldo, 5 Febbraio 1985

Non basterebbe un libro per descrivere tutte le sue gesta: ogni giorno ci troviamo di fronte ad una leggenda vivente che continua a dispensare gemme di talento da conservare gelosamente. I suoi successi sono praticamente innumerevoli, ha vinto qualsiasi cosa un calciatore possa sognare di vincere (eccezion fatta per il Mondiale, ma pazienza), eppure continua a lavorare con il doppio della voglia ed il triplo della fame di tutti gli altri colleghi. Sporting, United, Real Madrid ed oggi Juventus: i tifosi di queste squadre hanno potuto assistere ad un spettacolo senza eguali, ma anche i tifosi neutrali ringraziano. Grazie Cristiano. 

Per chi crede che il calcio, come il buon vino, magari migliorerà invecchiando, ma che quelle passate siano sempre ottime annate. Per chi è vintage inside (e anche un pizzico nerd outside). Per chi al calcetto del giovedì "sai, io sono nato nel 1982, anno di Kakà Gilardino e Adriano, anno da bomber". Per i nostalgici compulsivi e per chi si è sempre chiesto, "Ok, De Gregori, La leva calcistica della classe '68...ma tutte le altre?". Ma anche per i più giovani con la cresta, i talent scout da videogiochi sempre aggiornatissimi. #LaClassenonèAcqua, è la rubrica targata Fantagazzetta che ripercorre più di mezzo secolo di storia del calcio, proponendovi le Top 11 per anno di nascita, dal 1940 al 2000.  


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