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La Top 11 dei calciatori nati nel 1992 - #LaClasseNonÈAcqua

qualità pazzesca distribuita in ogni zona del campo, attacco fantascientifico con neymar come punto di riferimento: ecco i migliori giocatori nati nel 1992.


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La top 11 dei calciatori nati nel 1992 è fra le squadre più associative che si possano trovare in questa speciale rubrica, con una difesa composta da tre fra i terzini più moderni del calcio contemporaneo, un centrocampo mostruoso ed un attacco a velocità supersonica incentrato sul genio di Neymar: mettetevi comodi, si parte!

Alisson Ramses Becker, 2 ottobre 1992

Quando, nell'estate del 2016, questo giovanotto brasiliano arrivò alla Roma, la quasi totalità degli appassionati di calcio sapeva a stento chi fosse. Dopo un anno passato in panchina, con Szczesny che partiva avanti nelle gerarchie, Alisson si è trovato davanti la chance della vita quando il suo ex-compagno è passato alla Juventus: sappiamo tutti come è andata a finire. Trascinatore della sua squadra a suon di parate pazzesche, quest'estate il Liverpool ha sborsato la cifra record di 75 milioni per portarlo a casa. Fortissimo coi piedi, fenomenale nei riflessi, fisico statuario ed anagrafe tutta dalla sua parte: potrebbe trovarci davanti al miglior portiere del mondo dei prossimi 5 anni.

Daniel "Dani" Carvajal Ramos, 11 gennaio 1992

Pilastro del Real delle 3 Champions consecutive, Carvajal rappresenta per molti la sintesi perfetta fra i terzini tutta spinta ed incursioni e quelli che si preoccupano esclusivamente della fase difensiva: non eccelle in nessuna delle due, ma è uno dei primi 10/15 al mondo in entrambe le cose. Cresciuto nelle giovanili del Real, ha passato lontano da casa un solo anno, al Bayer Leverkusen, dove si è guadagnato il pass per giocare da titolare nella squadra del suo cuore. Divenuto ormai un pilastro anche della Spagna, ha davanti diverse altre stagioni per consacrasi a livelli ancora più alti.

Sergi Roberto, 7 febbraio 1992

Sergi Robero è uno degli ultimi prodotti della Cantera del Barcellona ad aver reso dividendi importantissimi negli anni, tanto da scalare ben presto le gerarchie di squadra divenendo un inamovibile. In questa top 11 si sfrutta una delle sue caratteristiche peculiari, ossia l'incredibile intelligenza tattica che gli consente di riciclarsi in più ruoli, per considerarlo come un difensore, ma Sergi Roberto nasce come centrocampista offensivo, poi riciclatosi mezz'ala, centrale ed infine terzino. Passo rapido, tecnica eccellente, visione di gioco periferica: uno dei top player della sua generazione.

David Olatukunbo Alaba, 24 giugno 1992

A proposito di duttilità: ecco un altro calciatore che può ricoprire tranquillamente 4 o 5 ruoli diversi in un campo da calcio. Anche Alaba, come i suoi "compagni", è cresciuto nelle giovanili della squadra per la quale gioca tutt'ora, ossia il Bayern Monaco, con il quale ha già vinto più volte tutti i trofei conquistabili in patria e, nel 2013, anche i tre trofei internazionali più importanti per un calciatore (Champions, Mondiale per Club, Supercoppa Europea). Sinistro educatissimo, fisico da centometrista, fase difensiva ed offensiva di primissimo ordine: uno dei migliori terzini del mondo a mani bassissime.

Casemiro, 23 febbraio 1992

In un calcio sempre più rapido e deciso dalle giocate dei singoli, giocatori come Casemiro hanno due possibili parabole: o disperdersi nel marasma collettivo, o diventare i barometri delle proprie squadre, determinandone spesso le sorti. Chiedendo a qualche tifoso del Real o del Brasile (collassato ai Mondiali nell'unica partita in cui Casemiro era squalificato), capirete quale delle due destinazioni è stata scelta dal centrocampista del Real. Come Carvajal, anche per lui è stato necessario un anno all'estero (al Porto), per convincere il Real a contro-riscattarlo ed inserirlo in pianta stabile tra i titolari, da cui, presumibilmente, non uscirà per un bel po' di tempo.

Isco, 21 aprile 1992

La classe '92 ha portato una fortuna pazzesca al Real, come si può vedere da questa formazione. Ritenuto uno dei migliori centrocampisti del mondo, capace di disordinare le difese avversarie con una leggerezza ed un'intelligenza quasi uniche, Isco è arrivato a Madrid dopo aver vestito la maglia di Valencia e Malaga. Considerato dai più come il miglior calciatore spagnolo della sua generazione, a 26 anni Isco ha già toccato le vette più alte che si possano immaginare con la maglia del suo club. Un'eventuale consacrazione con la maglia della sua Nazionale ed ulteriori successi in carriera potrebbero restituirci l'immagine di uno dei centrocampisti più forti degli ultimi 50 anni.

Christian Dannemann Eriksen, 14 febbraio 1992

Quando si parla di tecnica di base, velocità di esecuzione e visione di gioco, pochi calciatori al mondo possono essere messi nello stesso cluster di Eriksen, una delle stelle del Tottenham che negli ultimi anni ha incantato molti appassionati di calcio. Nato come trequartista puro, nel corso degli anni ha saputo ritagliarsi un ruolo sia come esterno offensivo che come centrocampista di costruzione, mettendo in mostra tutte le sue qualità. Il palmarés è però ancora fermo agli scudetti ed alle coppe vinte con l'Ajax, unica altra squadra in cui ha militato: con la classe che si ritrova, può e deve fare di meglio.

Philippe Coutinho, 12 giugno 1992

Ogni volta che si fa il nome di Coutinho, un tifoso dell'Inter, da qualche parte del mondo, si mangia le mani pensando a quale diamante grezzo si era riusciti a portare. con lungimiranza, in casa, salvo poi smettere troppo presto di credere nel suo talento. Esploso in maniera fragorosa al Liverpool, lo scorso anno è stato acquistato dal Barcellona per la cifra mostruosa di 120 milioni più 40 di bonus. Con i blaugrana, sono arrivati il primo titolo nazionale e le prime coppe vinte da protagonista (ce ne sono anche alcune vinte all'Inter da riserva, ndr), e l'intesa crescente con Leo Messi lascia presagire che non saranno le ultime. Ad oggi, una degli attaccanti esterni più forti al mondo. 

Sadio Mané, 10 aprile 1992

Nel tridente del Liverpool, una delle squadre più forti degli ultimi due anni, Sadio Manè è probabilmente l'attore che ruba meno l'occhio della platea, nonostante l'immensa quantità di km macinati ad una velocità supersonica. Oltre alla sua indubbia potenza muscolare, Manè è anche un fine passatore, e dispone di una tecnica di base di alto livello, nonostante qualche errore di troppo sotto porta. Con i Reds non sono ancora arrivati successi, ma la strada è ancora piuttosto lunga e le premesse, mai come quest'anno, sono buonissime.

Mohamed Salah Ghaly, 15 giugno 1992

Negli ultimi due anni, nella lista di attaccanti ad aver segnato il maggior numero di gol ed in generale ad aver espresso il più alto livello di performance, forse il nome di Salah è quello più sorprendente, considerato tutto quello che aveva fatto vedere nelle stagioni italiane, alla Roma ed alla Fiorentina, ed agli inizi della carriera. Messo nel giusto contesto, allenato dal giusto allenatore, Salah si è riscoperto uno degli attaccanti più forti del mondo, devastando le difese della Premier League col suo sinistro incantato e le sue accelerazioni illegali. Se c'è un qualcosa di magico fra lui e Klopp, che nessuno spezzi il legame, per il bene del calcio. 

Neymar Jr., 5 febbraio 1992

Il calciatore più pagato della storia: basterebbe anche solo questo a giustificare la sua presenza in questa top 11. Ma Neymar non si può racchiudere in una singola frase o in quattro o cinque righe, essendo uno degli sportivi più amati ed allo stesso tempo discussi degli ultimi anni. Divisorio come pochi altri campioni prima di lui per i suoi comportamenti dentro e fuori dal campo, è fuori discussione che sia dotato di un talento pazzesco, e che oggi sia nel novero dei quattro o cinque attaccanti più forti al mondo. Se riuscisse a portare il PSG sul tetto d'Europa, come lo sceicco Al Khelafi si augura, molto probabilmente cadrebbe anche l'ultimo velo di dubbio rimasto sulla sua persona, e tutti si convincerebbero di avere davanti uno dei migliori prodotti del calcio brasiliano degli ultimi anni.

Per chi crede che il calcio, come il buon vino, magari migliorerà invecchiando, ma che quelle passate siano sempre ottime annate. Per chi è vintage inside (e anche un pizzico nerd outside). Per chi al calcetto del giovedì "sai, io sono nato nel 1982, anno di Kakà Gilardino e Adriano, anno da bomber". Per i nostalgici compulsivi e per chi si è sempre chiesto, "Ok, De Gregori, La leva calcistica della classe '68...ma tutte le altre?". Ma anche per i più giovani con la cresta, i talent scout da videogiochi sempre aggiornatissimi. #LaClassenonèAcqua, è la rubrica targata Fantagazzetta che ripercorre più di mezzo secolo di storia del calcio, proponendovi le Top 11 per anno di nascita, dal 1940 al 2000.  


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