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Stime Bilancio Juve: in attivo dopo sei anni! Ma il calciomercato…

SFUMATO DRAXLER E CON QUALCHE TENTENNAMENTO DI TROPPO SUL MERCATO, LA JUVENTUS SI PUO’ CONSOLARE CON UN CONTO ECONOMICO… DA SCUDETTO!


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di Marco De Santis

 

Chiusa la prima fase del calciomercato, e con l’uscita delle semestrale Exor molto indicativa per avere un’idea di come chiuderà il bilancio annuale, è giunto il momento di un nuovo aggiornamento delle stime sul bilancio della Juventus. Vedremo quindi cosa ci possiamo aspettare dal bilancio annuale 2014/15 (che verrà comunicato venerdì 11 settembre) e come cambiano le cose sulle stime di bilancio 2015/16.

 

Per consultare i vari riferimenti all’articolo precedente potete cliccare QUI

 

Per chi volesse approfondire ulteriormente la metodologie di costruzione delle varie stime, tutti gli altri articoli (in ordine cronologico decrescente, dal più recente al più antico) relativi alle stime del bilancio Juve possono essere consultati QUI

 

IL CALCIOMERCATO

 

Sembra incredibile, eppure la prima parola che viene in mente per giudicare il più ricco mercato della Juventus degli ultimi anni è “delusione”. Delusione perché mai come quest’anno il portafoglio era pieno e autorizzava a sperare nell’acquisizione di almeno un top player fatto e finito dopo le cessioni di Pirlo, Tevez e Vidal, uscite le cui motivazioni sono state già analizzate nelle puntate precedenti. Se si può accettare con una certa rassegnazione il fatto che nessuno dei big seguiti fosse in effetti raggiungibile per diversi motivi, ad onor del vero quasi mai legati al costo dei cartellino che sicuramente rendeva impossibile l’arrivo di De Bruyne (visto quanto è stato pagato dal Manchester City) ma che non è stato il fattore determinante per il mancato arrivo di Oscar, Isco, Gotze e compagnia (resi invece incedibili dalle società di appartenenza o non convinti di lasciare il loro club), quello che davvero “fa male” è l’epilogo dell’affare Draxler, che a una settimana dalla fine del calciomercato sarebbe stato davvero il tassello mancante che avrebbe reso sensate tutte le altre operazioni in entrata e in uscita. Dopo l’acquisto di Cuadrado, infatti, la squadra sembrava costruita in maniera poco coerente, con il colombiano specialista del 4-3-3, e tutto da verificare ad alti livelli come esterno in un 3-5-2, inserito in una rosa che non aveva un’ala sinistra di ruolo per bilanciare la spinta dell’ex Fiorentina a destra. L’arrivo di Draxler, che in società davano davvero per certo in tanti nonostante Marotta abbia tentato di negare questa ricostruzione, avrebbe risolto in un colpo solo sia il problema trequartista che il nuovo “problema Cuadrado”, dato che il tedesco si trova a suo agio dietro le punte ma probabilmente gioca ancora meglio proprio come esterno sinistro d’attacco. A quel punto sia un 4-3-1-2 con Draxler trequartista e due fra Morata, Dybala e Mandzukic davanti, sia un 4-3-3 con Draxler e Cuadrado ai lati di una delle tre prime punte, sarebbero stati sulla carta letteralmente devastanti e avrebbero accresciuto il livello qualitativo di un team che, con l’uscita dei “tre tenori” di qualità, dalla cintola in su di qualità ne aveva persa parecchia (al di là delle due sconfitte all’esordio su cui non starei troppo a filosofeggiare, visto che a Roma per esempio nella formazione di partenza mancavano 5-6 titolari). 

 

Oltre al fatto che il tedesco sarebbe stato l’acquisto ideale una volta divenuti irraggiungibili i top player, quello che lascia ancor di più l’amaro in bocca è il modo in cui si è perso il giocatore. Non era infatti troppo complicato aspettarsi un Wolfsburg ricchissimo a fine mercato già da diversi giorni, visto che la corte del Manchester City a De Bruyne è durata parecchio e non è stata un fulmine a ciel sereno, perciò era assolutamente necessario chiudere il discorso prima, anche perché i fatti hanno dimostrato che lo Schalke 04 non avrebbe comunque accettato un euro di sconto rispetto alla cifra richiesta più di un mese fa. Ci si è fidati troppo di “mezze parole” date da Schalke e giocatore ed è stato davvero un errore grave che va a pesare fortemente sulla valutazione dell’intero mercato. E secondo me è più un'aggravante che una scusante la teoria secondo la quale Marotta non ritenesse necessario l'arrivo di Draxler e in generale del trequartista e che quindi non si sia impegnato più di tanto per portare il tedesco a Torino (molto sponsorizzato invece da Paratici). Primo perché tatticamente la squadra con il solo Cuadrado era costruita davvero male, secondo perché se all'ultimo giorno di mercato il trequartista è diventato così fondamentale da andare a prendere Hernanes vuol dire che in società la confusione ha regnato sovrana e alla fine Marotta si è dovuto piegare alla volontà di qualcun altro (sia esso Agnelli, Allegri o Paratici), allora tanto valeva lo facesse prima per arrivare alla prima scelta in quel ruolo... Sia ben chiaro, chi scrive ritiene assolutamente senza senso le critiche a Marotta a prescindere, che alcuni portano avanti come proprio cavallo di battaglia da anni incuranti del fatto che le perplessità sulla maggior parte degli acquisti delle scorse stagioni si siano poi rivelate del tutto infondate (ricordate le ironie su Pereyra e soprattutto Morata dell’anno scorso, con lo spagnolo che per molti avrebbe dovuto essere più scarso di Immobile?). Però riconoscere i meriti non vuol dire concedere il dono dell’infallibilità… e questa sessione di mercato dal mio punto di vista non è stata affatto portata avanti nel migliore dei modi.

 

Poco sensate invece le critiche alla società per non aver speso abbastanza. Sono stati investiti quasi 135 milioni (contro gli 85 incassati), ovvero il triplo dello scorso anno, il deficit per il costo dei cartellini si è chiuso con un –50 (contro il -13 del 2014/15) e il peggioramento dei costi totali in stipendi pluriennali e cartellini è stato di 146 milioni (-50 l’anno scorso). In Europa solo PSG, Manchester City e il Valencia di Carlos Slim hanno speso di più rispetto a questi ultimi due parametri. Senza contare che sette giorni fa nella testa dei dirigenti c’era sicuramente l’idea di prendere Draxler, spendendo di più di quanto poi fatto con Hernanes, e forse non c’era ancora la certezza che dal Bayern Monaco sarebbe arrivata un’offerta da quasi 30 milioni complessivi per Coman. Quindi è evidente che a bilancio c’erano ancora soldi da spendere che magari, come vedremo nell’ultima parte dell’articolo, verranno comodi più avanti…

 

Passando a una veloce analisi puramente tecnica degli acquisti, a livello di ruoli con l’arrivo di Hernanes si sono coperte un po’ tutte le zone che avevano bisogno di innesti a inizio mercato. Neto ha già dimostrato nelle amichevoli di essere un “numero 1” aggiunto in caso di necessità. Alex Sandro è un rinforzo importante sulla fascia sinistra, anche se il suo elevato costo rende obbligatorio che si dimostri un vero top player del ruolo e speriamo che le prestazioni sul campo diano ragione alla scelta della dirigenza di puntare forte su di lui (a proposito: poco realistico sostenere che si poteva prendere a zero l’anno prossimo, aveva alle calcagna mezza Europa compresi i club più ricchi e probabilmente sarebbe finito da altre parti con un contratto molto più remunerativo). Rugani al posto di Ogbonna è un miglioramento e, al di là di volerlo far crescere con calma come quinto difensore (per ora), la società ha dimostrato di credere molto nel ragazzo rifiutando offerte elevate dall’Arsenal prima e dal Napoli poi. A centrocampo Khedira sarebbe un arrivo di prima qualità, ma l’incertezza sulle sue condizioni fisiche ci obbliga a rinviare un giudizio definitivo su di lui almeno di un anno. Lemina è un giovane di cui si parla molto bene, francamente non lo conosco e non posso fare altro che sperare sia l’ennesimo colpo di livello del team di scout bianconeri comandato da Paratici: di sicuro numericamente serviva visti i problemi fisici di alcuni centrocampisti. Dopo tre mesi a sognare Isco, Oscar e Gotze non si può certo fare i caroselli per l’arrivo di Hernanes, talentuoso ma discontinuo sia alla Lazio che soprattutto all’Inter. Lasciando da parte i discorsi di bandiera che personalmente non mi appassionano, sicuramente il suo è il profilo del giocatore che cercava Allegri, ovvero un trequartista che sa giocare in tutti i ruoli di centrocampo e che soprattutto è in grado di fare giocate di qualità. Sfumato Draxler non era semplice trovare di meglio perché nessuna squadra cede volentieri il fulcro del suo gioco a meno di 48 ore dalla fine del mercato. Se poi mi chiedete se Hernanes sarà titolare in questa Juve io rispondo che francamente non lo so. Per me potrebbe pure finire a fare la riserva di Pereyra se non ingrana (per quanto, in assenza di Khedira, secondo me potrebbero giocare entrambi), ma per la mentalità di Allegri avere due possibili trequartisti in rosa rende più attuabile con continuità lo schema 4-3-1-2 che secondo me sarebbe l’ideale per sfruttare al meglio il potenziale delle punte (la mia prima scelta fra le possibili coppie davanti è Morata-Dybala). In alternativa il 4-3-3 con Cuadrado costringerebbe Morata a fare probabilmente l’ala sinistra: ci può giocare ma forse è uno spreco… Rimanendo in tema punte è rimasto il solo Morata. Via Llorente (se ci fosse stata una squadra che offriva soldi per il suo cartellino, che era pronta a pagargli lo stipendio richiesto e che aveva il gradimento del giocatore la Juve non sarebbe stata costretta alla rescissione consensuale), Tevez, Matri e Coman (al giorno d’oggi una squadra italiana non può permettersi di dire no a una possibile plusvalenza di 30 milioni per un giocatore al momento ben lontano dal giocarsi un posto da titolare fisso e senza certezze sulla sua crescita futura data anche la scarsa attitudine in zona gol, soprattutto se questo giocatore fa pressioni per andare via come in questo caso) sono arrivati Dybala (solo il futuro ci dirà se diventerà il fenomeno che alla Juve si aspettano), Zaza (all’interno di affari con il Sassuolo ineludibili e che probabilmente l’anno prossimo sfoceranno nell’arrivo a Torino di Vrsaljko e Berardi) e Mandzukic. A proposito di Mandzukic, la speranza è che si dimostri più utile all’interno della rosa della Juve di quanto sia stato il pur bravo Llorente in questi due anni, perché altrimenti tanto valeva anche a livello economico tenersi lo spagnolo e dirottare i soldi su qualcun altro. Le sue prime uscite non sono state eccezionali, ma è anche vero che un fisico come il suo potrebbe necessitare di tempo per entrare in forma e che una squadra priva di idee e gioco non lo ha di certo aiutato… sospendo anche per lui il giudizio almeno per qualche mese. 

 

Fatta la disamina tecnica e di un mercato che ha evidenziato luci e ombre, è il momento di dare un’occhiata alla situazione economica della società che invece è più rosea che mai…

 

LA SEMESTRALE EXOR E IL BILANCIO 2014/15

 

Passando ai dati puramente economici, venerdì sono arrivate ottime notizie dalla semestrale di bilancio Exor. Premesso che non sempre i dati di questo bilancio coincidono perfettamente con quelli della Juve, è comunque un indicatore molto importante perché difficilmente vi si discostano di cifre superiori a qualche centinaia di migliaia di euro. Ebbene, secondo questi dati la Juventus avrebbe chiuso il semestre gennaio-giugno in attivo di 10,2 milioni contro il passivo di 6,7 milioni del primo semestre. Ciò vuol dire che c’è la fondatissima speranza per la Juve di annunciare un ritorno in attivo del bilancio societario dopo sei anni, un risultato di straordinaria importanza soprattutto perché ottenuto nell’annata sulla carta peggiore per i conti societari nelle previsioni di inizio anno. L’attivo, che dovrebbe attestarsi attorno ai 3,5 milioni (ma come vedremo fra poco potrebbe diminuire a causa della rescissione di Llorente e a quella supposta di Troisi), è stato ottenuto principalmente grazie agli ottimi risultati sportivi che hanno portato a incassare una cifra elevatissima dall’Uefa per il raggiungimento della finale di Champions League.

 

Chi segue con regolarità i miei aggiornamenti sulle stime di bilancio Juve, ricorderà che l’ultima mia previsione a proposito del bilancio 2014/15, datata 17 luglio, supponeva una chiusura con un passivo di 5,2 milioni. Ci sono quindi 8,7 milioni di differenza fra la mia stima e la realtà. Una cifra che grazie alle parziali indicazioni del bilancio Exor si può tentare di reinserire in tabella suddivisa fra le varie voci, almeno per quanto riguarda i costi. Ed è quello che ho fatto nella tabella sottostante, nella quale ho inserito i ricavi in eccesso rispetto alla mia stima per il momento nella voce “altri ricavi” (+2,9), mentre per tutte le altre voci ho applicato delle variazioni approssimate seguendo le informazioni un po’ più dettagliate inserite nella semestrale Exor. Inoltre, ritornando a quanto già preannunciato, basandomi su quanto fatto dalla Juve in condizioni analoghe ho deciso di inserire nella stima l’ipotesi che le rescissioni del contratto di Llorente e Troisi siano affrontate a a bilancio con una svalutazione del costo dei cartellini equivalente agli ammortamenti residui (che era 2,1 milioni di euro in totale fra i due) da inserire nella voce ammortamenti del 2014/15 in modo da evitare una minusvalenza nel bilancio 2015/16. Come scritto nel bilancio Exor, ogni operazione di questo genere conclusa dopo il 31 luglio potrebbe variare i dati finali inseriti nella semestrale rispetto al prospetto presentato dalla controllante ed è quello che capiterebbe in questo caso. Inserendo la svalutazione del duo Llorente-Troisi la stima dell’attivo di bilancio 2014/15 scenderebbe da 3,5 a 1,3 milioni (per la precisione 1,344). 

 

stima201415

 

Come potete vedere dalla tabella, le variazioni nelle varie voci sono quasi tutte sotto la soglia fisiologica del milione di euro. Fa eccezione in particolare il costo del personale tesserato, che risulterebbe sovrastimato la volta scorsa di 5,2 milioni probabilmente a causa della difficoltà di stimare precisamente la parte variabile degli stipendi dovuti ai premi e ai bonus. Gli ammortamenti peggiorano di 2,1 milioni a causa dell’inserimento delle svalutazioni di Llorente e Troisi, perché altrimenti sarebbero migliorati di 0,5 milioni (quindi peggioramento totale di 1,6), e le tasse purtroppo aumentano di 1 milione. In conclusione abbiamo un risultato finale migliorato di 6,5 milioni (8,6 per gli errori nelle precedenti stime parzialmente compensati dalle svalutazioni di Llorente e Troisi). 

 

Per le motivazioni più particolareggiate relative a ogni variazione rinvio tutte le spiegazioni a dopo la pubblicazione del bilancio annuale Juventus, di solito online sul sito ufficiale una decina di giorni dopo l’approvazione del bilancio e quindi nella terza decade di settembre. 

 

STIMA SUL BILANCIO 2015/16

 

I dati del bilancio Exor e le operazioni di calciomercato portano al seguente aggiornamento delle stime relative al bilancio 2015/16.

 

stima201516

 

Andiamo quindi ad analizzare nel dettaglio i cambiamenti rispetto all’aggiornamento del 29 luglio, ricordando che tutti i dati sono conteggiati sullo scenario economicamente peggiore possibile, ovvero vittoria dello scudetto (con relativi premi da pagare ai giocatori) e uscita ai gironi di Champions League con zero punti:

 

Ricavi da gare: Variazione (-1,6 milioni) dovuta a un aumento della stima relativa alla Supercoppa Italiana (+0,3) e a una diminuzione dell’incasso ipotizzato per l’intera stagione di Serie A a causa di un introito inferiore a quanto da me supposto nella prima partita casalinga della stagione con l’Udinese che si riflette sulle previsioni delle successive 18 gare interne (-1,9). E’ evidente che “una rondine non fa primavera” e quindi quest'ultimo dato potrà essere ulteriormente ottimizzato mano a mano che si andrà avanti con la stagione.

 

Diritti TV: Variazione (+5,3 milioni) in seguito all’eliminazione della Lazio dalla Champions League che ha aumentato la soglia minima di introiti Uefa previsti per la partecipazione alla massima competizione continentale nella stagione 2015/16. 

 

Proventi Gestione Calciatori: Variazione (+8,0 milioni) per la cessione in prestito oneroso di Cerri al Cagliari (+1,0) e di Coman al Bayern Monaco (+7,0).

  

Personale tesserato: Variazione (-4,3 milioni) dovuta alle operazioni di mercato che hanno comportato i seguenti cambiamenti negli stipendi dei calciatori:

 

Llorente +6,9 (rescissione)

Isla +2,2 (cessione in prestito)

Coman +1,2 (cessione in prestito)

Troisi +0,6 (rescissione)

Bouy +0,5 (cessione in prestito)

Pasquato +0,5 (cessione in prestito)

F. Rossi +0,4 (cessione in prestito)

Appelt Pires +0,2 (cessione in prestito)

Buchel +0,2 (cessione in prestito)

Magnusson +0,1 (cessione in prestito)

Rugani –0,1 (aggiustamento stipendio rispetto ad aggiornamento precedente)

Lemina –2,8 (acquisto in prestito)

Alex Sandro –4,6 (acquisto a titolo definitivo)

Cuadrado –4,6 (acquisto in prestito)

Hernanes –5 (acquisto a titolo definitivo)

 

Oneri calciatori: Variazione (-1,5 milioni) causata dal prestito oneroso di Cuadrado (-1,5), di quello di Lemina (-0,5) e dalla cancellazione del premio annuale per l’agente Fifa che ha curato il rinnovo di contratto di Llorente previsto solo in caso di sua permanenza in bianconero (+0,5). 

 

Ammortamenti calciatori: Variazione (-6,8 milioni) a causa delle cessioni di Llorente (+0,7) e Troisi (+0,6), dell’aggiustamento dell’ammortamento di Rugani (+0,2), degli acquisti di Hernanes (-3,7) e Alex Sandro (-5,2) e della correzione sulla stima degli ammortamenti 2014/15 (+0,4).

 

Altri ricavi non ricorrenti: Variazione (+10,0 milioni) per la plusvalenza generata dalla cessione dei diritti di superficie ed edificatori del J Village.

 

Le variazione di Acquisti Materiali, Servizi Esterni, Altro Personale Tesserato, Altri Oneri, Ammortamenti altro, Proventi finanziari, Oneri Finanziari e Imposte differite e anticipate rispecchiano le correzioni apportate al bilancio 2014/15 alla luce della semestrale Exor.

 

Imposte correnti: Variazione (-1,4 milioni) risultato degli aggiustamenti nelle altre voci di bilancio.

 

In totale queste variazioni comportano rispetto all’ultima stima un miglioramento dei ricavi di 11,7 milioni, un peggioramento dei costi di 5,6 milioni, un peggioramento degli ammortamenti di 6,6 milioni più che compensati dai 10 milioni di ricavi non ricorrenti iscrivibili a bilancio per la cessione dei diritti di superficie ed edificazione del J Village, e aggiustamenti nelle voci più strettamente finanziarie con un impatto finale sulla stima del bilancio finale positiva di 8,8 milioni. Ciò vuol dire che, fatte salve tutte le specifiche che vedremo nell’ultimo paragrafo, la stima sul bilancio Juventus 2015/16 prevederebbe nella peggiore delle ipotesi una chiusura in attivo di 7,7 milioni. Cifra che forse diminuirà nella stima di fine settembre a causa delle spese per gli agenti dei calciatori acquistati (al momento non quantificabili), ma che potrebbe anche aumentare notevolmente nel corso della stagione, come vedremo fra poco.

 

EFFETTI SUI VINCOLI DEL FAIR PLAY FINANZIARIO

 

Sia i dati del 2014/15 che quelli del 2015/16 parlano chiaro. Grazie agli ottimi risultati sportivi della stagione scorsa e agli aumenti dei ricavi previsti quest’anno la società non ha alcun problema a soddisfare le richieste dell’Uefa in merito al Fair Play Finanziario

 

Due probabilissimi attivi consecutivi rendono evidente che non ci sia alcuna possibilità di sforare il tetto di –30 milioni nel break even triennale (che, anzi ,sarà in ampio attivo). 

 

L’indebitamento finanziario netto, che l’Uefa richiede essere inferiore ai ricavi escluse plusvalenze (quindi con una soglia massima per la Juventus di circa 300 milioni), è al momento sceso a circa 180 milioni e tenuto conto dei debiti che andranno in scadenza quest’anno e della campagna acquisti a giugno 2016 nella peggiore delle ipotesi dovrebbe essere di poco superiore ai 200 milioni. 

 

Il costo del personale tesserato (soglia richiesta: massimo il 70% rispetto ai ricavi esclusi plusvalenze) è del 61% per quanto riguarda la stima 2014/15 e del 62,8% per il 2015/16, quindi nettamente nella norma. 

 

Infine il parametro che più andava tenuto sotto controllo, quello del patrimonio netto che non deve diventare negativo, si giova dei bilanci in attivo (non credo infatti che gli eventuali attivi saranno trasformati in dividendi ma che andranno invece a rendere più solidi i conti societari) per crescere rispetto ai 42,6 milioni rimasti alla fine della stagione 2013/14 fino ad arrivare a una stima di 51,3 milioni nella stagione 2014/15.

 

Dalla prossima stagione dovrebbe entrare in vigore anche il “Financial Fair Play” all’italiana voluto da Tavecchio. Uso il condizionale perché il passato insegna che su queste cose la federazione fa presto a fare le regole ma fa altrettanto presto a fare in modo che formalmente le rispettino tutti… anche chi non le rispetta. Tenendo per un attimo per buona l’interpretazione che va per la maggiore, difficilmente la Juventus sarà in grado di soddisfare la richiesta di attività correnti non inferiori al 40% delle passività correnti (calcoli per forza di cose spannometrici mi fanno presumere una percentuale di poco superiore al 30% sul bilancio 2014/15 e addirittura inferiore al 30% dopo la costosa campagna acquisti estiva). Niente paura però: se ho interpretato correttamente i fumosi regolamenti federali (e non ci metterei la mano sul fuoco) la violazione di questo parametro richiede alla società colpevole di dimostrare di avere in cassa la differenza fra la cifra minima delle attività correnti che dovrebbe segnare a bilancio e la cifra reale. Inoltre, se la società è in regola con i parametri relativi all’indebitamento e al costo del personale (che per la Juve non sono un problema), i soldi che devono essere in cassa vengono diminuiti di due terzi. Chi non ha un patrimonio positivo a garanzia di questi soldi deve intervenire immediatamente iniettando denaro nelle casse societarie o viene punito con il blocco del mercato, con l'obiettivo di evitare che i suoi conti peggiorino ulteriormente e la società rischi il default. Fatti tutti i calcoli, nella peggiore delle ipotesi difficilmente ai bianconeri verrebbe richiesto di dimostrare di avere più di 16 milioni di patrimonio netto e, come abbiamo visto, le stime permettono di dire che in cassa ci sarà una cifra di almeno tre volte superiore

 

EVOLUZIONE FUTURA DEL BILANCIO

 

Detto che i conti garantiscono la piena osservazione dei vincoli del Fair Play Finanziario anche per il 2015/16 qualsiasi siano i risultati sul campo, vediamo quanto la Juventus potrebbe guadagnare andando avanti in Champions League, anche se il sorteggio di Monaco ha messo i bianconeri di fronte a un girone notevolmente più complicato rispetto a quello della scorsa stagione. Essendo questo il primo anno del triennio 2015-18 per la distribuzione dei diritti televisivi di Champions League, non è possibile fare previsioni corrette al 100% perché sono cambiati diversi parametri di calcolo alcuni dei quali non sono stati resi noti, perciò prendete questi dati come indicativi. 

 

Dopo l’uscita della Lazio, la Juventus come l’anno scorso si troverà a dividere la gran parte del market pool italiano con la Roma. Per il momento io ho ipotizzato un incasso già sicuro per la sola partecipazione alla fase a gironi come una delle due italiane di 48,8 milioni, già inseriti nella stima di bilancio 2015/16 alla voce “Diritti Tv”, ai quali aggiungere incassi da stadio per 5,6 milioni (già inseriti alla voce “Ricavi da gare”) per un totale di 54,2 milioni. In caso di qualificazione agli ottavi, la Juventus vedrà questa cifra aumentare da un minimo di 13 a un massimo di 28,1 milioni a seconda dei risultati ottenuti nel girone (una vittoria vale 1,5 milioni, un pareggio 0,5 milioni) e dall’eliminazione o meno della Roma. Per i turni successivi le differenze di guadagno sul market pool sono praticamente pari a zero nelle due ipotesi, peggiore (Roma in finale) e migliore (Roma eliminata ai gironi) quindi indico una sola cifra incassabile passando il turno fra premi, market pool e incassi da stadio: per i quarti 11,3 milioni, per le semifinali 12,2, per la finale 15 che possono arrivare a 19,5 vincendola. Cifre elevatissime (nella migliore delle ipotesi ci sono addirittura 125 milioni a disposizione dei quali 54 già incassati e 71 da conquistare) che potrebbero contribuire in maniera sostanziale non solo ad aumentare l’attivo di bilancio anche per il 2015/16 ma anche a mettere ancor di più in sicurezza i conti del 2016/17 per ridurre ulteriormente il rischio, già abbastanza basso, di essere costretti da motivi finanziari a vendere un pezzo da novanta come per esempio Pogba. Ovviamente, in caso di offerta “monstre” la sua cessione potrebbe comunque essere decisa pensando di poter utilizzare la mega-plusvalenza incassata per il rafforzamento della rosa (a certe cifre è difficile dire di no anche senza problemi economici, come ha dimostrato il Wolfsburg con De Bruyne, soprattutto se il giocatore è allettato da maxi stipendi offerti da società più ricche).. 

 

Ricordo ancora inoltre che in caso di annata particolarmente negativa è vero che mancheranno dei ricavi, ma questi verranno in parte compensati da una diminuzione dei costi per minori premi da elargire al personale tesserato con conseguente diminuzione del monte ingaggi. 

 

Dati questi numeri, pare confermata l’ipotesi iniziale che la Juventus avesse in effetti in questo mercato la possibilità di spendere di più di quanto fatto ma che non ci sia riuscita. Pessima notizia per il presente ma che può diventare buona per il futuro. Infatti la mia opinione è che se in questi mesi alcuni ottimi giocatori troveranno difficoltà a giocare nelle proprie squadre e avessero voglia di cambiare aria, già il mercato di gennaio potrebbe essere una nuova occasione per partire all’assalto e mettere a segno un importante colpo in entrata. Ovviamente dipenderà da tante cose: in primis come giocherà la squadra e cosa sarà eventualmente necessario per rinforzarla, ma anche quale sarà (se ci sarà) la coppa europea che la Juve giocherà in primavera e se l’eventuale nuovo acquisto avrà già giocato nelle coppe oppure no, cosa che in particolari casi lo renderebbe inutilizzabile in Europa fino a fine stagione. Quel che è certo è che sarà la prima volta da anni che i bianconeri si presenteranno nella sessione invernale non con l’esigenza di far tornare i conti ma con la chance di poter spendere se se ne presenterà l’occasione.

 

A proposito di questo, concludo il viaggio nei conti della Juve di oggi con una piccola annotazione sulla rosa: ceduti tutti gli esuberi in un modo o nell’altro, la squadra è oggi composta da 25 giocatori di cui un Under 21 (Rugani). Quindi per le Liste FIGC sarà eventualmente possibile a gennaio comprare un nuovo giocatore anche senza vendere o rischiare di dover mettere fuori rosa un altro calciatore. Qualche complicazione in più invece la presenta la lista Champions per la quale solo 22 dei 25 componenti della rosa sono iscrivibili (perché il solo Marchisio è un prodotto del settore giovanile). Gli esclusi almeno fino a gennaio sono stati comunicati ieri sera: Rubinho, Padoin e Asamoah. Ricordo che come terzo portiere è presente il giovane Audero in Lista B e che in ogni caso è possibile sostituire un portiere per infortunio a patto di non reinserirlo in Lista A per un mese.

 

Il prossimo appuntamento con il bilancio Juventus è per l’11 o il 12 settembre, giorni in cui la società renderà pubblica la sintesi del bilancio annuale 2014/15 e quindi potremo fare una prima verifica delle stime su dati reali. Per un aggiornamento più approfondito sulle stime 2015/16, invece, dovremo aspettare un po’ di più se – come consuetudine – il bilancio integrale con tutte le specifiche voce per voce verrà messo online sul sito ufficiale una decina di giorni più tardi. 

 

 

 


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