SHARE

Bilancio Juventus e stime 2015/16: c’è margine per nuovi acquisti!

DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL BILANCIO COMPLETO 2014/15 E’ POSSIBILE ANALIZZARE PIU’ IN PROFONDITA’ L’ANDAMENTO ECONOMICO DELL’ULTIMA STAGIONE DELLA JUVENTUS E AGGIORNARE LE STIME SU QUELLA APPENA INIZIATA


|

di Marco De Santis

 

L’11 settembre si è riunito il Consiglio d’Amministrazione (CDA) della Juventus per approvare il bilancio societario della stagione 2014/15. Il bilancio annuale, pubblicato sul sito ufficiale della società qualche giorno fa, è senza dubbio il documento finanziario più interessante dal nostro punto di vista per capire di quanto le stime ipotizzate nei precedenti articoli sull’argomento (che trovate tutte QUI) si siano avvicinate ai dati reali, quali sono gli eventi che hanno causato eventuali variazioni e quali sono le prospettive future della società. Ci fornisce quindi, attraverso dati “veri” e completi, l’opportunità non solo di analizzare il reale andamento del bilancio 2014/15, ma anche di affinare in maniera importante le stime sul bilancio 2015/16.

 

Partiamo dal bilancio ufficiale 2014/15, analizzando nel conto economico della società le differenze fra i dati reali e quelli stimati e fra quelli di quest’anno e quelli dell’anno scorso, in modo da capirne le motivazioni e trarre le opportune conclusioni riprendendo quanto scritto all’indomani del CDA QUI.

 

 

BILANCIO UFFICIALE 2014/15

 

bilancio1415

 

Riprendiamo la tabella già vista l’11 settembre per andare a motivare - dati ufficiali alla mano - gli scostamenti più significativi rispetto alle ultime stime del 2 settembre, ovvero quelli superiori al milione.

 

Il dato che era apparso meno congruente con le ipotesi era quello dei Diritti TV, che ha raggiunto il valore record di 194,7 milioni contro i 188,6 stimati e i 151 dell’anno precedente. Come avevo supposto il mese scorso questa discrepanza è quasi interamente causata dall’aumento di valore dei Diritti TV Nazionali, che hanno fruttato alla Juventus 5,2 milioni in più rispetto alla scorsa stagione. Il resto della differenza rispetto alle ipotesi, ovvero 0,9 milioni, è invece da attribuire a un aumento degli incassi per premi e Diritti TV dovuti alla Champions League rispetto a quanto stimato. 

 

Per quanto riguarda il secondo dato “meno azzeccato”, quello dei Proventi Gestione Calciatori (2,5 milioni più basso rispetto alla stima), l’errore era evidentemente da ricercare nelle plusvalenze effettivamente incassate a fine giugno nelle operazioni di risoluzione delle comproprietà. Nelle stime, non avendo valori precisi per ipotizzare i vari contributi di solidarietà e oneri aggiuntivi da considerare insieme all’ammortamento residuo prima del calcolo delle effettive plusvalenze (o minusvalenze), prendo sempre per buoni i costi di trasferimento ufficializzati dalla Juventus o, in mancanza di questi, quelli annunciati dalle fonti giornalistiche più credibili. Questo metodo di lavoro ha comportato in questa occasione una sovrastima di 0,8 milioni della plusvalenza relativa alla cessione di Emmanuello e di 0,6 milioni a testa per quelle relative a Berardi e Goldaniga, oltre a 0,5 milioni in totale per altri scostamenti minori dovuti a contratti di giocatori di secondo piano. Per la cronaca la risoluzione della compartecipazione relativa a Berardi ha prodotto una plusvalenza netta di 6,6 milioni. 

 

I ricavi da gare sono risultati inferiori di 1,2 milioni a causa principalmente di una sovrastima degli incassi da partite amichevoli oltre che per piccoli aggiustamenti dovuti agli introiti reali ricevuti per le partite di Champions League, Serie A e Coppa Italia.

 

Per quanto riguarda il milione e mezzo in meno incassato dai ricavi da pubblicità lo scostamento maggiore è dovuto a una diminuzione delle royalties di 0,9 milioni rispetto all’anno scorso a fronte di una stima che prevedeva questo valore come costante. 

 

Tutte le altre previsioni di inizio settembre si erano rivelate azzeccate, considerando tali quelle che si discostano dal valore reale di meno di un milione. 

 

Senza allungare troppo il discorso ripetendo quindi cose già dette negli scorsi aggiornamenti, mi soffermo brevemente su alcuni dati a mio avviso interessanti. Una voce del bilancio Juventus che fa sempre molto parlare, sulla quale si soffermano soprattutto coloro che sono fortemente critici con la gestione societaria, è quella relativa alle “Spese per servizi esterni” che per i bianconeri sono abbastanza elevate rispetto alla media delle altre società. Come ribadito a più riprese, è molto difficile fare una corretta valutazione su questo punto per stabilire quali spese sono effettivamente necessarie e quali invece potrebbero essere ridotte, vediamo però quelle più interessanti e la loro variazione rispetto allo scorso anno. Sul totale dei 45,9 milioni spesi per servizi esterni (2,1 in meno rispetto allo scorso anno) pesano principalmente le “spese di trasporto, soggiorno e ristorazione” pari a 8,4 milioni e in aumento di 0,8 milioni rispetto alla scorsa stagione a causa, come viene specificato nel bilancio, dei maggiori costi sostenuti per le trasferte in Qatar per la Supercoppa Italiana, a Berlino per la finale di Champions League e per il lungo tour in Asia e Oceania di inizio stagione. Al secondo posto fra i costi superiori ai 2 milioni troviamo le “manutenzioni” (4,8 milioni contro il 3,4 di dodici mesi fa), poi “canoni e affitti” (4,2 milioni contro 4), “consulenze” (3,5 milioni contro 3,4), “emolumenti a organi sociali” (3,1 milioni, in diminuzione rispetto ai 4 dell’anno scorso), “utenze” (2,6 milioni contro 2,7), “assicurazioni" (2,6 contro 2,5) e infine “spese di sicurezza e accoglienza” (2,3 milioni contro 4,8). Il dimezzamento del costo di quest’ultima voce è dovuto alla scelta di internalizzare l’intero servizio di steward che ora viene gestito direttamente dalla società, scelta che ha comportato un risparmio di 2,5 milioni nei servizi esterni contro un aumento di 1,5 milioni del costo del cosiddetto “altro personale”, con una diminuzione dei costi netta di 1 milione rispetto alla stagione 2014/15. Nelle voci minori sono stati realizzati risparmi nella “rete distribuzione e vendita biglietti” (0,7 milioni contro 1,4) e nella “gestione impianti” (appena 9 mila euro di spesa per servizi esterni contro gli 1,5 milioni della scorsa stagione). 

 

I costi dell’”Altro personale” sono aumentati di 3,4 milioni rispetto alla scorsa stagione in parte per il discorso degli steward ma anche per la scelta di curare direttamente il merchandising dalla prossima stagione con un aumento di quindici unità dell’organico impiegatizio oltre che per altre variazioni sugli stipendi. Attualmente, esclusi giocatori e staff tecnico, lavorano per la Juventus 155 persone di cui 17 dirigenti, 20 quadri, 107 impiegati (di cui 5 part-time) e 6 operai contro le 135 del 2013/14.

 

Gli stipendi del Personale Tesserato sono aumentati rispetto all’anno precedente di 11 milioni, dei quali 7,2 legati all’aumento del monte ingaggi fisso e il resto per variazioni nelle altre sottovoci che compongono questa voce di bilancio (premi variabili, compensi a calciatori temporaneamente trasferiti, incentivazioni all’esodo, contributi, collaboratori coordinati a progetto e relativi contributi, borse di studio, T.F.R. e altri oneri). 

 

Negli "Altri oneri" sono aumentate le “spese di rappresentanza” (2,7 milioni contro 2) e non sono da sottovalutare i 600 mila euro che la società è stata costretta a pagare per ammende, multe e sanzioni dovute principalmente al comportamento dei propri tifosi. 

 

Come detto nello scorso aggiornamento il risultato finale del periodo risulta essere in attivo di 2,3 milioni e grazie a ciò tutti i parametri relativi al Fair Play Finanziario sono ampiamente rispettati, cosa che ha permesso alla Juventus di fare acquisti di medio-alto livello dal punto di vista economico nel corso della campagna acquisti estiva, alcuni dei quali con valutazioni impossibili da raggiungere fino a dodici mesi fa.  

 

 

STIMA DI BILANCIO 2015/16 – IPOTESI MENO FAVOREVOLE

 

Passiamo ora ad analizzare le variazioni, rispetto alle precedenti stime, sul bilancio 2015/16. Trovate maggiori informazioni su come sono costruite queste stime negli articoli precedenti sull’argomento, mi limito qui a ricordare che i numeri in tabella rappresentano lo scenario che prevede la vittoria dello scudetto e l’uscita dalla Champions League senza fare più un punto nella fase a gironi con il contemporaneo raggiungimento della finale da parte della Roma. Questo perché è l’ipotesi meno favorevole per il bilancio 2015/16: vincere il campionato comporta un aumento delle spese a causa dei bonus premio da elargire ai giocatori, mentre uscire dalla Champions League senza fare più un punto vuol dire non incassare più soldi per la voce “Diritti TV” rispetto a quelli già sicuri, e già inseriti in tabella, e giocare meno partite in Europa con conseguenti minori incassi da stadio. Per ogni voce verrà data opportuna spiegazione delle variazioni rispetto alle ipotesi fatte il 2 settembre 2015.

 

bilancio1516

 

Ricavi da gare: Variazione (-2,3 milioni) dovuta principalmente alle voci che ritengono ormai improbabile che Juventus e Lazio riescano a intascare dagli organizzatori cinesi il premio pattuito per la partecipazione alla Supercoppa Italiana (-1,3), al minor incasso di Juventus-Siviglia rispetto alla seconda partita più importante del girone di Champions League della scorsa stagione (-0,1) e a un ulteriore ribasso delle stime legate agli introiti di campionato (-0,9) a seguito degli incassi delle prime quattro partite e a un guadagno dovuto agli abbonamenti inferiore a quanto ipotizzato inizialmente.

 

Diritti TV: Variazione (+3,4 milioni) dovuta a un ricalcolo di questa voce tenendo come base il dato ufficiale 2014/15, mantenendo l’ipotesi di 14,1 milioni in più incassabili dai Diritti TV Nazionali e inserendo i 3 milioni conquistati come premio dopo le vittoriose partite di Champions League contro Manchester City e Siviglia

 

Ricavi pubblicità: Variazione (-1,5 milioni) dovuta a un ricalcolo di questa voce tenendo come base il dato ufficiale 2014/15 e mantenendo l’ipotesi di aumento di 24,3 milioni a seguito del rinnovo di diversi contratti commerciali (in particolare quello con Jeep) e soprattutto al cambio di sponsor tecnico da Nike ad Adidas.

 

Proventi gestione calciatori: In diminuzione (-1,8 milioni) a causa di minori plusvalenze realizzate rispetto al previsto nelle cessioni di Ogbonna (-0,9), Sorensen (-0,5), Vidal (-0,7) e Tevez (-0,1) parzialmente compensate da un maggior introito per la cessione di giocatori in prestito (+0,4).

 

Altri ricavi: Variazione (-0,1 milioni) dovuta a un ricalcolo di questa voce tenendo come base il dato ufficiale 2014/15. 

 

Acquisti materiali: Variazione (-0,01 milioni) dovuta a un ricalcolo di questa voce tenendo come base il dato ufficiale 2014/15.

 

Servizi esterni: Variazione (+0,3 milioni) dovuta a un ricalcolo di questa voce tenendo come base il dato ufficiale 2014/15. Questo valore potrebbe essere sovrastimato e subire una diminuzione non quantificabile in caso di precoce eliminazione dalle coppe che comporti un minor numero di partite da giocare in casa e in trasferta rispetto alla scorsa stagione e quindi meno spese. 

 

Personale tesserato: Aumento dei costi (-1,2 milioni) dovuto a un ricalcolo di questa voce tenendo come base il dato ufficiale 2014/15, inserendo le variazioni intervenute con la Campagna Trasferimenti e i rinnovi contrattuali dal 1° luglio 2014. Per quanto riguarda questa stima sarà molto importante il dato della prima trimestrale quando dovrebbe essere possibile valutare nel merito le spese sostenute come “incentivi all’esodo” o come “contributi sul pagamento di giocatori trasferiti in prestito”, potendo quindi ottimizzare le stime rispetto alle semplici indiscrezioni giornalistiche. 

 

Altro personale: Aumento dei costi (-0,2 milioni) dovuto a un ricalcolo di questa voce tenendo come base il dato ufficiale 2014/15.

 

Oneri calciatori: Risparmio (-0,5 milioni) a causa del valore leggermente inferiore del prestito di Vadalà (-0,1) e dei minori compensi residui da riconoscere agli agenti FIFA per i giocatori sotto contratto fin dalla scorsa stagione (-0,4). Questo valore potrebbe essere sottostimato, perché nel bilancio annuale la Juventus non ha fatto cenno a eventuali compensi da riconoscere ad agenti FIFA per le operazioni di mercato chiuse nell’ultima sessione della campagna trasferimenti oltre a quelli inseriti negli ammortamenti. Su questo punto potremmo avere dati più precisi nelle prossime trimestrali. Per il momento mi limito a segnalare i compensi da riconoscere agli agenti FIFA dei giocatori che erano già sotto contratto: Lichtsteiner (1 milione), Pogba (0,5), Evra (0,425), Chiellini (0,3), Morata (0,2), Tello (0,2), Lirola (0,07) e Kastanos (0,04).

 

Altri oneri: Variazione (-0,04 milioni) dovuta a un ricalcolo di questa voce tenendo come base il dato ufficiale 2014/15.

 

Ammortamenti calciatori: Aumento dei costi (-1,7 milioni) dovuto a un ricalcolo di questa voce utilizzando i dati reali che ha comportato variazioni sugli ammortamenti residui dei seguenti calciatori (in positivo il risparmio, in negativo il maggiore costo): Buffon (+0,7), Zaza (+0,1), Hernanes (-0,1), Alex Sandro (-0,1), Chiellini (-0,1), Dybala (-0,2), Zappa (-0,3), Khedira (-0,3), Cerri (-0,3), Neto (-0,5) e Mandzukic (-0,6). Buona parte degli oneri da corrispondere agli agenti Fifa dei nuovi acquisti vengono contabilizzati in questa voce e da qui la spiegazione di ammortamenti maggiori per alcuni dei nuovi arrivati. In particolare, pur essendo arrivati a parametro zero Khedira è per questo iscritto a bilancio con un costo di 1,3 milioni, mentre Cerri e Neto con un costo di 1,9 milioni. Particolarmente significativo l’aumento di Mandzukic che a fronte di un costo del cartellino di 19 milioni è iscritto a bilancio con una spesa di 21,3 milioni, che potrà aumentare di ulteriori 2 milioni di bonus nel caso di raggiungimento di alcuni obiettivi nel corso della sua permanenza in bianconero. 

 

Proventi finanziari: Variazione (-0,5 milioni) dovuta a un ricalcolo di questa voce tenendo come base il dato ufficiale 2014/15.

 

Oneri finanziari: Variazione (+0,5 milioni) dovuta a un ricalcolo di questa voce tenendo come base il dato ufficiale 2014/15.

 

Imposte correnti: Variazione (+0,6 milioni) a seguito delle variazioni nella altre voci di bilancio.

 

Imposte differite e anticipate: Variazione (-0,2 milioni) dovuta a un ricalcolo di questa voce tenendo come base il dato ufficiale 2014/15.

 

Queste variazioni nelle stime portano a un peggioramento di 4,2 milioni della stima di bilancio precedente, calcolata nella peggiore delle ipotesi come descritte in precedenza, che passa da +7,6 a +3,4 milioni. Nel documento ufficiale relativo al bilancio, redatto prima dell’inizio della Champions League, la società ipotizza un bilancio in perdita per il 2015/16 ma con la speranza che i risultati sul campo (in particolare quelli europei) permettano di aumentare i ricavi previsti e mantenere la situazione di equilibrio già raggiunta quest’anno. Premesso che queste dichiarazioni sono sempre “ultraprudenti” perché non sarebbe certo un bene promettere bilanci in attivo a inizio stagione e chiudere in passivo l’annata, faccio notare che anche nella scorsa stagione la stima ufficiale della società ha previsto fino al terzo trimestre un bilancio in perdita a fine anno per poi svoltare in positivo proprio nel finale. Dall’11 settembre, data di pubblicazione dei primi dati di bilancio, la Juventus ha già incassato 3 milioni in più grazie alle due vittorie in Champions League che da sole andrebbero quasi interamente a spiegare la mia ipotesi di attivo. Si può però immaginare un’ulteriore peggioramento dei conti in alcune voci dovute a dati che avremo a disposizione solo nelle prossime trimestrali (quelli legati al monte ingaggi e in particolar modo quest’anno, con tutte le novità contrattuali legate al marketing e ai diritti tv nazionali e di Champions League, anche quelli relativi alle stime di queste due voci che potrebbero risultare eccessivamente ottimistiche pur essendomi limitato a riportare i guadagni ipotizzati dalle principali e qualificate fonti giornalistiche sull’argomento). 

 

Per quanto riguarda i vincoli del Fair Play Finanziario, confermate le ipotesi di Solidità aziendale e Assenza di debiti scaduti, la situazione per le altre quattro richieste è al momento la seguente:

 

Patrimonio Netto Non Negativo: grazie agli ottimi risultati di bilancio del 2014/15 e a quelli previsti per il 2015/16 il Patrimonio Netto a fine stagione risulterebbe positivo di 48,1 milioni e quindi ampiamente all’interno della richiesta dell’Uefa. 

 

Break-Even: il “pareggio” di bilancio, che per il triennio 2013/16 richiede un passivo massimo di 30 milioni, sarebbe già rispettato con un attivo triennale valido ai fini del FPF di 61,7 milioni, che potrebbe essere anche inferiore per via di una mia stima prudenziale dei costi virtuosi per il settore giovanile.

 

Indebitamento Finanziario Netto minore dei Ricavi al netto delle plusvalenze: l’Indebitamento Finanziario Netto per ora non dovrebbe superare i 319,6 milioni. Al 30 giugno 2015 l’Indebitamento Finanziario Netto è ampiamente all’interno dei margini, essendo di 188,9 milioni. Data la dispendiosa campagna acquisti, nel bilancio si ammette già che nel corso di questa stagione questo valore crescerà ma di sicuro rimarrà ben lontano dal limite massimo complessivo. In merito all’Indebitamento oltre ai vincoli dell’Uefa ci sono due situazioni di cui tenere conto: il primo è che pochi mesi fa alcuni dirigenti hanno reso noto che l’obiettivo di medio periodo per la Juve è mantenere l’Indebitamento in ogni caso sotto la soglia dei 150 milioni, auspicio al momento piuttosto lontano dall’essere realizzato; il secondo è che attualmente tutti e 38 i milioni che la Juventus ha deciso di sfruttare dei 50 messi a disposizione come prestito dall’Exor risultano da rimborsare in questa stagione sportiva. Quest’ultimo fatto non mette a rischio il risultato di bilancio (nel conto economico andranno infatti contati solo gli interessi), ma potrebbe in linea teorica creare qualche problema di liquidità. Obiettivamente è difficile pensare che proprio la Exor metta in crisi di liquidità la Juventus, quindi sono sicuro che una soluzione non solo si troverà ma è stata già prevista, rimane la curiosità di vedere quale sarà la strada scelta per farlo nei prossimi mesi. 

 

Costo del Personale minore del 70% dei Ricavi al netto delle plusvalenze: considerando le stime fatte, il rapporto già oggi è sotto la soglia del 70% e si assesta al 63,3%. Aumentando i ricavi tramite il cammino in Champions League la percentuale è destinata a diminuire ulteriormente.

 

Per quanto riguarda il “Financial Fair Play italiano”, ammesso che venga effettivamente applicato cosa sulla quale nutro ancora alcuni dubbi, la Juventus si ritroverà quasi certamente in violazione per avere passività correnti troppo elevate rispetto alle attività correnti, ma per evitare qualsiasi tipo di richiamo – se i miei calcoli rispetto allo scostamento dalle cifre richieste sono corretti - basterà dimostrare di avere circa 10 milioni di patrimonio netto residuo in cassa, quantità che i bianconeri avranno certamente a disposizione a fine stagione.

 

 

POSSIBILE EVOLUZIONE DELLA STAGIONE

 

Se i risultati sul campo relativi al campionato per ora sono senza dubbio deludenti, lo stesso non si può dire per quanto fatto in Champions League e per la situazione economica, che lascia alla società buone possibilità di intervenire sul mercato di gennaio anche in maniera importante se le valutazioni tecniche lo richiederanno e se sarà possibile raggiungere uno o due acquisti di qualità che alzino il livello della squadra. Quando ci avvicineremo al mercato di gennaio andremo più nel dettaglio sui profili dei giocatori che potrebbero interessare, soffermandoci invece solo su questa primissima fase di stagione - e ipotizzando che tutti gli infortunati rientrino - dovendo indicare due ruoli un po’ più problematici che forse avrebbero bisogno di intervento dico quello di terzino destro (fra i problemi di salute di Lichtsteiner, comunque in fase leggermente calante anche prima dello stop, e i chiari di luna legati alle condizioni fisiche e ai comportamenti di Caceres) e quello di attaccante esterno sinistro che Morata sta dimostrando di poter ricoprire, Pereyra può occupare in un 4-3-3 che diventa 4-3-2-1, ma che probabilmente necessiterebbe di un’alternativa più adatta al ruolo per completare la rosa ed evitare ad Allegri di essere costretto a cambiare modulo a ogni sostituzione. Non escluderei nemmeno la possibilità che la società possa provare a riscattare già a metà stagione Cuadrado se sarà più che certa di avere un bilancio già in sicuro attivo in questa stagione, provando così ad abbassare leggermente l’ammortamento annuale da mettere a bilancio negli anni successivi. 

 

Ricordo che in caso di qualificazione agli ottavi di Champions League la Juventus potrà contare su maggiori introiti che vanno da un minimo di 11,5 milioni (5,5 per la qualificazione, 2,7 stimati per l’incasso della partita interna degli ottavi, 0,5 per il punto che renderebbe possibile la teorica qualificazione anche con solo 7 punti in caso di risultati favorevoli dagli altri campi e 2,7 di market pool in caso di passaggio del turno anche della Roma) a un massimo di 25 milioni (5,5 per la qualificazione, 2,7 stimati per l’incasso della partita interna degli ottavi, 6 vincendo tutte le restanti partite del girone e 10,8 di market pool in caso di eliminazione della Roma), migliorando ulteriormente la situazione economica del 2015/16 prima dell’apertura del mercato invernale.

 

Data la situazione particolarmente traballante in classifica, anche se io credo che sia ancora presto per fasciarsi la testa e la squadra abbia tutte le qualità per entrare in Zona Champions e forse andare ancora più su se non ci sarà una rivale capace di andare in fuga e concludere il campionato con un punteggio superiore agli 80 punti, vale la pena soffermarci un secondo su quanto peserebbe sul bilancio della Juve un’eventuale mancata partecipazione alla Champions League 2016/17. Fermo restando che l’eventuale impatto economico sarà sul bilancio 2016/17 e non su quello attuale, il crollo dei ricavi sarebbe davvero notevole. Basti pensare che a oggi la Juventus ha già la certezza di aver incassato dalla Champions League 52,8 milioni fra premi e market pool più 5,6 milioni circa di incassi da stadio. Andando per esempio semplicemente a togliere questi 58,4 milioni dal bilancio di quest’anno senza toccare le altre voci la Juventus sarebbe a oggi con una stime prevista a fine stagione di –55 e senza nemmeno grandi possibilità di ridurre il passivo nel corso della stagione (difficilmente una buona Europa League porterebbe più di 10-15 milioni). Se a questo aggiungete che l’anno prossimo mancheranno almeno inizialmente i 43 milioni ricavati da plusvalenze e prestiti e i 10 milioni degli altri ricavi non ricorrenti legati all’operazione J Village capite bene che uno scenario del genere renderebbe molto probabile la cessione di Pogba per far tornare i conti, ammesso e non concesso che il suo valore non crolli in caso di stagione particolarmente negativa. In caso di qualificazione alla Champions invece la situazione sarebbe molto più serena a livello economico, sia per i soldi sicuri portati a casa al momento della qualificazione sia per quelli che si possono presumere di incassare andando avanti nella competizione nel corso della stagione. 

 

Il prossimo appuntamento con le stime e le previsioni sul bilancio della Juventus è attorno al 9 novembre, giorno della presentazione in CDA della prima trimestrale 2015/17 che ci permetterà di fare una previsione più precisa delle disponibilità economiche in vista del mercato di gennaio.

 


Ti è piaciuto questo articolo? Dillo ai tuoi amici!