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Napoli, ecco l'evoluzione tattica del 4-2-3-1 di Rafa Benitez

Nuovi scenari, anche in considerazione delle condizioni precarie di Marek Hamsik


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Siamo al 57’ minuto di Napoli-Arsenal quando un affaticamento muscolare costringe Pandev ad alzare bandiera bianca e Benitez a sostituirlo con Lorenzo Insigne: con l’ingresso del talento di Frattamaggiore la manovra azzurra si velocizza e il Napoli, com’è noto, riesce a siglare due gol, purtroppo inutili ai fini della qualificazione.

 

CALLEJON – Proprio dal 57’ succede anche che a posizionarsi dietro Higuain vada Jose Callejon, abituato a scorrazzare sulle fasce in questi primi mesi napoletani: i risultati sono devastanti e il giocatore, oltre a dialogare meravigliosamente con Higuain (fornendogli l’assist per il primo gol), va ad arrotondare il suo bottino di gol con la maglia azzurra. Sono 9, infatti, i gol siglati dallo spagnolo in 21 apparizioni, ai quali va aggiunto l’immancabile apporto alla fase difensiva.

 

NUOVI SCENARI – La partita contro l’Arsenal apre quindi nuovi scenari per il 4-2-3-1 di Rafa Benitez: Insigne, Mertens e Callejon possono coesistere e l’hanno dimostrato in una partita importantissima. Se, però, contro l’arrembante Arsenal, Callejon ha dato il suo contributo andando a pressare i portatori di palla, va ricordato che in campionato lo spagnolo si è dimostrato fondamentale sulla fascia per gli equilibri tattici “rafaeliti”.

 

INSIGNE VS MERTENS – In questa prima fase di stagione i due folletti azzurri sono stati utilizzati sempre, o quasi, alternativamente, e, dopo un avvio bruciante, chi sta trovando più difficoltà ad esprimersi con continuità è Insigne: raddoppiato sistematicamente e costretto o a tornare indietro, o ad andare alla “solita conclusione a giro” sempre poco fortunata, il talento partenopeo è stato recentemente criticato da un’ampia fetta di pubblico (fin troppo severa). La soluzione, quindi, potrebbe essere quella di far giocare Mertens nel suo ruolo naturale, sulla fascia sinistra, e Insigne centrale a supporto di Higuain, in un ruolo, per fare un esempio, del tutto simile a quello occupato da Mkhitaryan nella sfida del “Westfalen Stadion”.

 

HAMSIK – Molteplici difficoltà le hanno incontrate, a fasi alterne, anche Dzemaili e Inler e questo permette di ipotizzare anche un altro spostamento: Hamsik a centrocampo. La peculiarità dello slovacco è da sempre l’inserimento senza palla, ma il tasso tecnico del calciatore è elevato e, in più di un’occasione, si è visto Marek andare a ricevere palla dai centrali di difesa o dagli esterni per dare respiro alla manovra azzurra.

È vero che Benitez non potrebbe mai ascoltare tutte le voci dei giornalisti e dei tifosi, ma le varianti del 4-2-3-1 non è detto che siano per forza il 4-3-3, piuttosto che il 3-4-3: la differenza la fanno i calciatori e nel calcio la proprietà commutativa non vale. Invertendo l’ordine degli addendi, il risultato può cambiare.

 

Giulio Maria Esposito per Canale Napoli

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