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Storia recente di Italia-Francia

Rigori, golden gol, testate, trofei alzati, seggiolini volanti e tante lacrime versate


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Gianluigi Buffon lo considera come un derby e difficilmente gli si può dare torto; soprattutto per tutti coloro nati negli anni '80, la sfida contro la Francia assume un significato speciale che riesuma quelle rivalità proprie del calcio per club.
Andando a ricordare tutti gli scontri tra i due paesi confinanti si riassume un pezzo di storia recente delle competizioni internazionali. Quasi un ventennio (dal 1994 ad oggi) di sfide amichevoli e ufficiali che hanno visto azzurri e blues affrontarsi partendo da presupposti differenti, alternandosi nel ruolo di favoriti e anche in quello di vincitori e vinti.
 
Ad aprire la saga è l'amichevole del lontano 16 febbraio 1994 in quel di Napoli. Italia e Francia non incrociavano i loro cammini da ben 8 anni (Messico '86) ma non per questo la rivalità venne a meno. Deschamps racconta d'aver visto i seggiolini del San Paolo volare dopo la rete di Djorkaeff che decretò la vittoria dei galletti; i francesi venivano da un'estate passata in riva alla Senna ad ascoltare con distacco i risultati del mondiale americano e con quella vittoria in territorio ''ostile'' diedero il via ad un ciclo che portò in bacheca Coppa del Mondo e campionato europeo.
 
Nel 1997 venne ideato il Torneo di Francia, quadrangolare con match di sola andata da considerare come prova generale per il mondiale che sarebbe partito un anno più tardi. Quel torneo verrà per sempre ricordato per la celeberrima traiettoria che la palla prese dopo il calcio di punizione di Roberto Carlos: Brasile in vantaggio nella gara inaugurale contro i padroni di casa che poi pareggiarono con Keller.
Quadrangolare che, al contrario, non passo di certo alla storia per la squadra vincente (l'Inghilterra) o per il capocannoniere (Alessandro Del Piero), né tantomeno per la sfida di chiusura tra Francia e Italia, aperta da una rete di Zidane e chiusa da un rigore di Del Piero e, nel mezzo, le reti di Djorkaeff (sempre lui) e Casiraghi per quello che fu un ininfluente 2-2.


 
 

Per ritrovare un incontro ufficiale si dovette aspettare altri 12 mesi ma l'attesa non fu ripagata né in termini di gol, né di risultato finale visto che gli azzurri, dopo aver battuto la Norvegia agli ottavi del mondiale francese, s'imbatterono sui padroni di casa che festeggiarono dopo 120' e qualche calcio di rigore di troppo sbagliato dai ragazzi di Cesare Maldini.


 
 
I francesi, da campioni del mondo in carica, ci ritrovarono sulla strada verso il secondo titolo consecutivo e sino al novantaquattresimo minuto si ebbe l'impressione che la vendetta fosse stata consumata grazie alla rete di Marco Delvecchio. Poi arrivò il gol di Wiltord e, in seguito, quello dorato di Trezeguet: Francia in paradiso, Zoff costretto a sorbirsi le critiche di Berlusconi.

 



 
Sei anni più tardi gli italiani capirono quanto fosse bello vincere una competizione che, facendo riferimento a ciò che si vide sul campo in occasione dell'atto finale, non si meriterebbe di vincere. Berlino 2006 è storia: Zidane fa il cucchiaio, Materazzi pareggia. Nei supplementari scatta la molla della tensione: Zidane colpisce di testa, non la palla ma il petto del decisivo Materazzi. Rosso per il fuoriclasse, semaforo verde per Materazzi e compagni che di rigori non ne sbagliano neanche uno, al contrario degli amici con la erre moscia che ciccano una sola - ma sufficiente - volta.
Come? Chi sbagliò? Trezeguet. Sì, quello del golden gol, proprio lui.

 

 
Passano due mesi ed eccole di nuovo lì, una di fronte all'altra, ma con uomini e voglia differenti: la Francia per l'orgoglio davanti al proprio pubblico, l'Italia non si sa per che cosa visto che al Parco dei Principi Donadoni scelse Semioli come esterno offensivo; una convocazione che riuscirebbe nell'arduo compito di rivalutare quella dell'attuale Giaccherini.
La Francia si aggiudicò la sfida con un sonoro 3-1 e pensò di ipotecare il primo posto del gruppo di qualificazione per Euro 2008 (anche in considerazione dello sciagurato pareggio interno degli azzurri contro la Lituania) ma non fu così: la nazionale di Donadoni vinse tutte le partite restanti (tranne il ritorno al San Siro pareggiato 0-0 contro gli stessi francesi) mentre la squadra di Domenech, oltre a perdere per due volte contro la Scozia, pareggiò contro l'Ucraina, ottenendo l'accesso alla fase finale solo come seconda classificata.
 
Il sorteggio volle unire per l'ennesima volta i destini delle due facendo in modo che entrambe finissero nel girone di ferro insieme a Olanda e Romania. Gli orange non fecero sconti a nessuno rifilando tre pere agli azzurri all'esordio e addirittura quattro ai francesi nel secondo match: grazie alla sportività di Sneijder e compagni (sconfissero la Romania pur sapendo che, perdendo, avrebbe potuto eliminare in un solo colpo le altre due più accreditate rivali) Italia-Francia risultò decisiva come uno scontro ad eliminazione diretta e le reti di Pirlo e De Rossi rappresentarono la fine della corsa per i cugini d'oltralpe.


 
 

Da allora mai più un Francia-Italia, sino a stanotte, quando al Tardini di Parma andrà in scena l'ennesimo capitolo dell'avvincente battaglia calcistica.
 
Samuele Olla


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