SHARE

Hai saputo di Pabón e Cufré? Breve guida al campionato messicano

Al via il Torneo Apertura 2014


|

Con Queretaro-Pumas hanno preso il via venerdì notte il Torneo Apertura 2014 e una nuova stagione della Liga MX, massima serie del campionato messicano. A mondiali finiti, in questo luglio di amichevoli insignificanti, è una buona notizia: si tratta pur sempre di uno dei campionati più importanti al di fuori dell'Europa, come dimostrano le presenze negli stadi, a livello mondiale nettamente inferiori soltanto a quelle di Germania, Inghilterra, Spagna e Italia e paragonabili, nel continente americano, a quelle del campionato argentino.

 

Un campionato ricco, che può permettersi di pagare molto i giocatori, almeno per gli standard continentali: si dice che lo stipendio medio si aggiri sui 500000 dollari annui, rendendo quelle delle squadre messicane offerte che il calciatore medio di quasi tutte le nazioni americane non può permettersi di rifiutare. Ecco spiegato perché vediamo così pochi messicani impegnati fuori dai confini nazionali, anche in Europa (Andrés Guardado, oggi al Valencia, sostiene che in patria guadagnerebbe il doppio del suo attuale stipendio) e perché, invece, alla stagione che sta per iniziare prenderanno parte, per esempio, 30 statunitensi (comprendendo anche la seconda serie e il campionato under 20), più tanti argentini, colombiani, ecuadoriani.

 

I 10 gol più belli del Clausura 2014

 

Un campionato che fa storia a sé: due tornei brevi a stagione, con i play-off tra le prime otto classificate per decidere il campione del semestre, la possibilità di qualificarsi alle coppe di due confederazioni diverse (Concacaf Champions League e la sudamericana Libertadores) e la stravaganza di avere una sola retrocessione su 18 squadre, determinata dal Promedio (vale a dire la media dei punti conquistati nelle ultime tre stagioni nella massima serie). Senza dimenticare che, a sovvertire le retrocessioni o le promozioni conquistate sul campo, intervengono spesso altri meccanismi, vista la facilità con cui le franchigie vengono acquistate e spostate da una città all'altra: si consideri il caso del Queretaro, che nel 2013 retrocede sul campo, ma resta nella massima serie grazie all'acquisto del Jaguares de Chiapas, immediatamente ribattezzato e traslocato a Queretaro. In Chiapas si consolano comprando il San Luis e portandoselo a casa, con tanti saluti ai tifosi di quest'ultima squadra. Facile così.

 

Ci sono poi le particolari condizioni del calciomercato locale, dominato dal cosiddetto 'pacto de caballeros'. Se nel resto del mondo, dalla sentenza Bosman in poi, un giocatore, alla scadenza del contratto, è libero di accasarsi dove vuole, in Messico la squadra che possedeva il cartellino continua ad accampare dei diritti ben oltre la scadenza: il calciatore, formalmente libero di firmare con chiunque, non troverà nessuno disposto a prenderlo a parametro zero, ma squadre disposte a trattare con il suo vecchio club, cui versare una somma in denaro. Chi prova a ribellarsi resta senza giocare o si trasferisce all'estero, ben sapendo che il club che l'ha visto partire farà tutto ciò che è umanamente possibile per complicargli la vita, fino ad impedire il suo ritorno nel calcio locale (a meno di non trovare un accordo). Non esiste, ovviamente, alcunché di scritto, dato che violerebbe la legge messicana, il regolamento Fifa e i diritti umani: si tratta di un semplice accordo informale, dal sapore un po' mafioso, tra i proprietari dei club. Altrettanto particolare è il meccanismo del Draft: tre giorni durante i quali presidenti, direttori sportivi e allenatori di tutte le squadre messicane si trovano in un lussuoso albergo di Cancún, acquistando e vendendo giocatori, senza che questi, lasciati in una stanza ad aspettare le decisioni sul loro futuro, abbiano alcuna voce in capitolo. In media, ogni estate, 91 operazioni e un esborso di 278 milioni di pesos, per un evento tanto caratteristico quanto discutibile.

 

Venendo all'attualità, la copertina spetta sicuramente al León, che dopo aver vinto entrambi i tornei della scorsa stagione andrà alla ricerca di uno storico tris. La Fiera gioca al Nou Camp e ha come capitano l'immortale Rafa Márquez, che ai mondiali in Brasile ha dimostrato una forma più che discreta; tra gli altri giocatori c'è anche un Gullit (il nazionale Carlos Peña, la cui capigliatura ricorda quella del campione olandese) e l'attaccante argentino Mauro Boselli, ex Palermo, ma soprattutto eroe del tifo genoano. Il León, che quest'anno celebrerà i 70 anni di vita con un'amichevole contro il Barcellona, è una delle due squadre ad avere come sponsor tecnico la messicana Pirma.

 

 

Tra le grandi favorite c'è il Club América, che in sede di calciomercato non ha badato a spese. Il bomber Oribe Peralta, eroe delle Olimpiadi di Londra e in gol anche ai mondiali, è arrivato dal Santos Laguna per 10 milioni di dollari e uno stipendio di 2.5, che ne fa al momento il più pagato del campionato. Attenzione anche all'ecuadoriano Michael Arroyo e all'esperto difensore argentino Paolo Goltz, arrivato dal Lanús: se anche i nazionali Jiménez e Layun dovessero partire per l'Europa, dove contano su diversi estimatori, il tecnico argentino Antonio Mohamed detto El Turco ha il materiale per puntare alla vittoria. L'América gioca all'Azteca, ha avuto una media di 43370 spettatori a partita nell'ultima stagione (in Italia solo l'Inter ha fatto meglio) e veste Nike come i Pumas, altra squadra di Città del Messico: in questo caso niente grandi colpi di mercato, ma una bella maglia.

 

 

Altra storia quella dell'altra compagine della capitale, il Cruz Azul, per molti la candidata numero uno alla vittoria finale. I cementeros vengono da un semestre di grande calcio, con l'attacco guidato dal Tanque Pavone e giocatori di qualità come il nazionale messicano Marco Fabián, l'ecudoriano Joao Rojas e l'argentino ex Palermo Mauro Formica. La vittoria della Concacaf Champions League, che consentirà alla squadra di prendere parte al mondiale per club di dicembre, aveva posto fine alla maledizione che da 17 anni impediva di mettere le mani su un trofeo: dopo aver chiuso al primo posto la regular season, però, Torrado e compagni sono usciti a sorpresa ai quarti di finale del campionato. La squadra è rimasta più o meno la stessa, con l'aggiunta di un difensore d'esperienza come El Maza Rodriguez, nella speranza di mettere da parte, finalmente, l'etichetta di eterni secondi.

 

Quando segna il Tanque

 

Tre squadre anche a Guadalajara, grazie al ritorno nella massima serie, dopo vent'anni, dei Leones Negros, facilmente identificabili per la particolare divisa a strisce gialle, rosse e nere firmata Lotto. Previste grandi folle all'Estadio Jalisco per la squadra meno costosa del campionato, anche se gli acquisti non sono mancati: la stella dovrebbe essere Fidel Martínez, il Neymar ecuadoriano, ma attenzione anche al bomber uruguaiano William Ferreira e ad una vecchia conoscenza del calcio italiano, l'ex Roma e Siena Leandro Cufré, al quale sarà affidata la fascia di capitano.

 

 

Situazione complessa per le altre due squadre della Perla del Occidente: entrambe rischiano la retrocessione, ma i rossoneri dell'Atlas sembrano avere anche qualche chances di lottare per un titolo che manca dal 1951. Digiuno che i tifosi del Chivas non perdono occasione di ricordare, anche se per quest'anno il Rebaño Sagrado, viste le concrete possibilità di perdere la categoria, farà meglio a pensare a se stesso: unica squadra a schierare soltanto giocatori messicani, unica (con l'América) a non essere mai retrocessa, non vince nulla dal 2006. Accumulati nove allenatori in meno di tre anni, fallito l'esperimento olandese con la consulenza di Cruyff e Van't Schip in panchina, salutato il tecnico Ricardo La Volpe per condotta inappropriata verso la podologa del club, il Chivas riparte dal tecnico argentino Carlos Bustos e dall'usato sicuro: non manca di certo esperienza ai nuovi arrivi Carlos Salcido, Fernando Arce e Angel Reyna.

 

 

Tra le squadre di primo piano anche i Diavoli Rossi del Toluca, con il paraguaiano José Saturnino Cardozo in panchina e altri quattro guaraní in rosa (tra cui Pablo Velázquez, capocannoniere dell'Apertura 2013), e il Santos Laguna, che invece ha puntato sui lusofoni, dal portoghese Pedro Caixinha in panchina al nuovo arrivato Djaniny, attaccante capoverdiano proveniente dal Nacional di Madeira e che avrà il compito, insieme all'attaccante colombiano Carlos Darwin Quintero e al difensore Izquierdoz, arrivato dal Lanus, di far dimenticare Peralta.

 

Fare a meno di Enner Valencia, capocannoniere dello scorso torneo venduto al West Ham per una cifra record, sarà invece il compito del Pachuca, la cui rosa è un mix di anziani famosi (il terzino dell'Ecuador Walter Ayoví, il quarantunenne portiere Oscar Pérez, il centrale colombiano Mosquera) e giovani promettenti, uno su tutti Jürgen Damm, esterno d'attacco che piace a Mourinho. Il Monterrey può sognare con la coppia gol formata dal Chupete Suazo, che con i Rayados ha segnato 116 gol vincendo tutto, e da Dorlan Pabón. Il colombiano, che non ha lasciato grandi ricordi del suo passaggio a Parma, aveva spezzato i cuori dei tifosi del Monterrey nel 2013, andandosene al Valencia dopo appena sei presenze e quattro gol: ferita tanto grave da meritare una canzone con accuse di ingratitudine. Lo perdoneranno?

 

 

All'altra metà della città, quella che tifa Tigres (l'anno scorso seconda per presenze allo stadio), con allenatore e capitano entrambi brasiliani, non resta che consolarsi con l'ex Palermo Arevalo Rios, il giovane centravanti colombiano Jhon Córdoba, reduce da una stagione con la maglia dell'Espanyol, e il talento fatto in casa Alan Pulido

 

Da non sottovalutare il Tijuana, il più settentrionale dei 18 club, con un proprietario dalla dubbia fama e tifosi anche negli Stati Uniti: i Xolos hanno effettuato un colpo di mercato sensazionale portando in Messico, dal Borussia Mönchengladbach, il venezuelano Juan Arango, che troverà in panchina il connazionale eg ex ct del Venezuela César Farías. Impressionano meno il Morelia, che ha perso pezzi importanti come Jefferson Montero e Aldo Leao RamÍrez, il Querétaro, che punta su un gruppetto di brasiliani tra cui il delizioso, ma ormai stagionato (38 anni), numero 10 Sinha, da sempre in Messico, e il Chiapas, che ha completamente rivoluzionato la rosa. Lotterano per la salvezza Veracruz e Puebla, che però può contare su un simbolo vivente del calcio messicano, Cuauhtémoc Blanco, 41 anni e non sentirli.

 

 

Marco Maioli

 

Condividi con i tuoi amici!