SHARE

Alexy Bosetti, dalla Brigata Sud alla maglia del Nizza

L'attaccante che s'ispira a Inzaghi, classe '93, è ultras della sua stessa squadra


|

Non sarà alto un metro e novantacinque, non peserà 100 kg, probabilmente non segnerà in Champions League con sei squadre diverse, né guadagnerà 14 milioni di euro a stagione, tuttavia, quando dice 'ho sempre sognato di vestire questa maglia', non lo fa per ingraziarsi i nuovi tifosi, ma per l'amore dei colori che indossa.

 

Alexy Bosetti è nato a Nizza il 23 aprile 1993 e gioca in Ligue 1, come Ibrahimovic, ed ha ben poco in comune col gigante svedese, stella dell'opulento PSG; cresciuto nella Vieux-Nice, fedele all'odore del Nice-Matin fresco di stampa ed all'Aïoli sul pan-bagnat, passa per Cavigal e Villefranche prima di approdare nel club che ha sempre seguito, in casa, sulle calde tribune del Municipal du Ray ed in trasferta, in pullman, per tutta la Francia coi compagni della Brigade Sud.

 

Bosetti è l'ultras che poggia il fumogeno sul seggiolino, smette chiodo ed anfibi per infilarsi la maglia rossonera del club per il quale intonava cori; e i tatuaggi? Quelli restano, fieri, sulla pelle che brucia di mentalità nissarda: sul braccio il teschio infilzato dal coltello, simbolo della brigata, sul cuore, invece, l'Aigle, l'aquila, simbolo dell'OGCN. Punta fedele al numero 9 (ma al Nice indossa il 23, col 9 occupato da Pentecôte), 1,72 m per 65 kg, s'ispira a Filippo Inzaghi e dopo aver firmato un contratto di tre anni da professionista ha dichiarato che in Francia giocherà esclusivamente con la maglia del Nizza. In campionato, esclusa un'uscita da titolare, ha giocato solo scampoli di partita contro Lorient, Brest e Bordeaux.

 

Al volante della sua Opel Corsa, Alexy, già nel giro dell'Under 21 francese, sogna la nazionale maggiore ed un titolo col Nizza, dopo aver regalato al club la prima Coppa Gambardella della sua storia a suon di gol (37 stagionali), tutti regolarmente annotati nel taccuino che gelosamente custodisce. Piccole stelle crescono in Francia, lontano dai soldi unti dal petrolio, lontano dai flash dei giornalisti a caccia dell'ultima smorfia di Ibrahimovic, lontano dal calcio commerciale, là, dove osano le aquile.

 

Alan Bisio

Condividi con i tuoi amici!