SHARE

Conosciamoli meglio: Carlos Tevez

approfondimento targato canale juve sul nuovo colpo del mercato bianconero


|

La rincorsa è durata più di un mese, ma finalmente l’affare si è concluso in maniera positiva: Carlos Tevez è un giocatore della Juventus. Scoprite quindi insieme a noi la sua storia, i suoi colpi e come tornerà utile alla compagine di Conte.

 

Biografia: Carlos Alberto Tevez (Ciudadela, 5 febbraio 1984) entra nelle giovanili del Boca Juniors a 13 anni: i genitori sono costretti a cambiargli il cognome affibbiandogli quello della madre, per evitare che l’All Boys, squadra precedente del ragazzo, potesse impedirgli di passare al Boca. Nel 2001 esordisce con la maglia della prima squadra degli xeneizes, coi quali vincerà praticamente tutto tra cui un Pallone d’Oro sudamericano nel 2003. L’anno successivo passa ai brasiliani del Corinthians, dove supera in un lampo lo scetticismo generale e diventa addirittura capitano del Timao, col quale vince il campionato brasiliano e altri due Palloni d’Oro. In questo periodo si lega a Kia Joorabchian e al suo fondo di investimento MSI, vero artefice del suo passaggio al Corinthians e proprietario del suo cartellino. Proprio quest’ultima vicenda crea problemi all’Apache l’anno successivo riguardo il suo approdo al West Ham: la FA inglese non prevede che i cartellini dei giocatori possano essere proprietà di terze parti che non siano i calciatori stessi o le squadre di appartenenza, e multa pesantemente gli Hammers per l’acquisto di Tevez e del compagno di squadra Mascherano. Nonostante gli inghippi burocratici, nel 2007 Tevez passa al Manchester United, dove inizia la sua carriera ai massimi livelli. Nonostante non segni moltissimo, 34 gol in 99 presenze con la maglia dei Red Devils, l’Apache è decisivo e quasi sempre presente in campo nella conquista della Champions League da parte della squadra di Ferguson nel  2008. L’idillio con Sir Alex si rompe nel 2009, quando Tevez compie il “grande tradimento” passando al Manchester City per 38 milioni di euro. Con i Citizens la media gol dell’argentino aumenta sensibilmente (vedi il titolo di capocannoniere nel 2012/11), parliamo di 86 gol in 53 partite nei primi due anni agendo peraltro quasi mai da terminale offensivo unico. Proprio nell’anno dello storico titolo del City Tevez litiga però con l’allenatore Roberto Mancini, e dopo essersi rifiutato di scendere in campo in una partita di Champions col Bayern Monaco viene messo fuori squadra per 6 mesi; rientra nei ranghi a metà marzo, giusto in tempo per lo sprint finale degli Sky Blues verso il titolo nazionale. Nell’ultima, buia, stagione del Man City è risultato comunque tra i migliori del reparto avanzato, collezionando 17 gol e 11 assist.

 

Caratteristiche: attaccante poliedrico e assolutamente versatile, Tevez è il tipo di giocatore che può cambiare l’inerzia di una partita in qualsiasi momento. L’Apache, così soprannominato dato che nacque in un quartiere argentino rinominato appunto Fuerte Apache, è capace di giostrare agevolmente in tutti i ruoli dalla trequarti in avanti, risultando sempre decisivo tanto creando superiorità numerica col suo cambio di passo quanto sbloccando le partite con il suo terrificante destro da fuori, uno dei più potenti del mondo. Il carattere fumantino è probabilmente solo un prolungamento del suo modo di stare in campo, che lo porta agettarsi come un forsennato su ogni pallone come farebbe un mediano qualsiasi e buttarsi in spazi che altri calciatori nemmeno vedrebbero. Nonostante sia spesso additato come “grasso”, il baricentro basso è uno dei suoi punti di forza, in quanto gli permette di fare a sportellate con difensori più dotati fisicamente e di sgusciare tra le maglie delle retroguardie più chiuse.

 

Giudizio: rispetto al concorrente (poi scartato per via dei costi) Higuain, Tevez è senz’altro un attaccante più mobile e tecnico anche se probabilmente meno bravo a giocare di sponda e farsi sentire in area di rigore. Ciononostante può facilmente giocare sia da prima punta insieme a un attaccante di supporto come Vucinic che da suggeritore per una torre come Llorente, oltre che come ala sinistra in caso si torni al 4-3-3. Carlitos non esclude l’arrivo di altri giocatori offensivi, magià solo con lui il peso specifico dell’attacco bianconero aumenterebbe in maniera esponenziale. Se consideriamo inoltre che un giocatore esperto come lui è stato pagato 12 milioni bonus compresi, la stessa cifra che venne versata per Martinez per capirci, non si può che ritenere l’Apache un ottimo colpo.

 

 

Redazione Canale Juve

Condividi con i tuoi amici!