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Aletti e Corvetta: vicini nella morte, distanti nel ricordo

Gli ex Presidenti del Ravenna Calcio, tanto diversi ma beffardamente scomparsi nell'anno del centenario


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Legati dalla morte, nel bene e nel male, avvenuta ad appena cinque giorni di distanza. Così vicina nel tempo la loro dipartita, ma assai distante il proprio “peso specifico” dirigenziale, così come molto diversa la considerazione dei tifosi. Sto parlando di Daniele Corvetta e Sergio Aletti, accumunati soltanto dall'aver rivestito, in tempi e modalità ben differenti, la carica di presidenza del Ravenna Calcio. A volte il destino si diverte, quasi beffardamente, a legare e a tessere incroci di ogni tipo, degni del miglior romanzo giallo. Anzi, giallorosso.

 

Il 25 maggio viene trovato morto a causa di un infarto Sergio Aletti, 53 anni, conosciuto soprattutto per un particolare record: da Presidente ha fatto fallire due club in due anni, prima il Ravenna e poi la Triestina. Aletti, un omone alto, grosso e pelato, era un personaggio sanguigno, scontroso e controverso, che finì per essere imputato per una serie di reati fiscali e per truffa. Vice-Presidente del Cesena di Igor Campedelli dal maggio 2008, nel giugno 2011 rilevò la maggioranza del Ravenna e ne divenne Presidente. Non fece in tempo a presentare il suo staff dirigenziale che il Consiglio Federale bocciò l’iscrizione del club al campionato, estromettendolo dalla 1^ Divisione. Ne seguirono la Serie D e il tracollo finanziario. Troppo (o troppo poco) per poter lasciare un segno positivo alla tifoseria che, infatti, nonostante la sua dipartita, non lo rimpiange, ricordando le sue “malefatte” sportive.

Nell’ottobre successivo lasciò Ravenna per assumere la presidenza della Triestina, società che fallisce nel giugno 2012. Solo un anno dopo, pochi giorni fa, la tragica scomparsa, avvenuta in un Albergo nel pressi di Cesena. A proposito: quando non era ancora conosciuto al grande pubblico, Aletti è stato con la moglie proprietario dell’Hotel Ristorante Pino poi chiuso a Cesenatico dopo un contenzioso. Premesse quasi sconcertanti. Quando la sfiga, forse, dà un segnale forte della sua esistenza, a dispetto di tutti gli scettici. E’ in questi casi che il sale che spargeva Romeo Anconetani avrebbe sortito effetti beneauguranti.

 

Il 30 maggio muore a Rimini, a causa di un’infezione legata ad un’operazione ad un arto, Daniele Corvetta, 74 anni, forse sconosciuto ai più ma legato all’epopea del Ravenna Calcio che cavalcò la Serie B negli anni novanta. Presidente del club dal 1990 al 2000, per molti è stato il più grande dirigente della storia del calcio giallorosso, per aver portato in soli quattro anni la squadra dalla C2 al torneo cadetto, in quello che è considerato il ciclo più bello e vincente del calcio a Ravenna. Corvetta era un uomo vulcanico ma passionale. E' pur vero che il 9 marzo 1999 il Tribunale di Ravenna decretò il fallimento della Misano Navigazioni che controllava il club e conseguentemente quello del club ravennate, ma ciononostante i tifosi lo hanno sempre molto amato e stimato: lo testimoniano oggi le numerose attestazioni di cordoglio. In effetti, è difficile dimenticare che nella sua decennale gestione portò in Romagna gente come Delneri, Guidolin, Toldo e Bobo Vieri, e che tenne a battezzo anche le due storiche partite di Coppa Italia contro Inter e Juventus, che ancora oggi rappresentano le gare con il record di incasso e di presenze.

La Misano Navigazioni era il colosso marittimo del quale Corvetta era amministratore. Ma ad esser puntigliosi e facendo l’Avvocato del Diavolo, c'è da dire che la vecchia Unione Sportiva Ravenna, controllata all’epoca al 99% dalla Misano, fu ceduta all’asta a una cordata spagnola per mezzo miliardo di Lire. Ma dopo diversi colpi di scena, fu nel 2001 che scivolò dalla Serie B all’Eccellenza a causa del fallimento, avvenuto quindi quando Corvetta non ne era più Presidente. Una nota che, a tutti gli effetti, non può che discolpare un grande personaggio dall’unica macchia di una Presidenza di successo.

 

La sua morte, quindi, come dicevo in apertura, è beffardamente arrivata a distanza di pochi giorni da quella di un altro Presidente del Ravenna, Sergio Aletti, che ha lasciato ben altri ricordi nell’immaginario della tifoseria. Aveva ragione Totò: la morte è una livella. Indipendentemente da ciò che si era in vita, col sopraggiungere di essa si diventa tutti uguali. Ma la speranza, che dovrebbe comunque essere una certezza, è che il 15 giugno, in occasione del centenario del Ravenna Calcio, la figura di Corvetta venga degnamente ricordata, perché se la morte è una livella, nel mondo dei vivi è giusto non dimenticare e serbare il ricordo di chi ha costruito qualcosa di veramente importante.

 

Cristian Vitali

 

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Redazione FG

diRedazione FG

Cristian Vitali (Terracina, 1980), ha il calcio nel sangue: lo testimoniano le telecronache in mezzo ai tifosi, la Radio con la compianta Francesca Bonfanti, il Campionato di Eccellenza Lazio con il Quotidiano "Il Territorio". Nel 2006 ha creato Calciobidoni.it e quindi il "Calciobidone", ironico premio dirimpettaio del "Bidone d'Oro". Nel 2010 per Piano B ha pubblicato "Calciobidoni. Non comprate quello straniero".


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