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Juventus-Inter, la difesa è il miglior attacco

Dopo Mandzukic, Chiellini e Cancelo sono stati gli uomini più determinanti


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Venerdì sera è andato in scena l'ennesimo derby d'Italia, partita sempre sentitissima da ambo i lati, nonostante le dichiarazioni della vigilia utili solo per spostare l'attenzione per qualche minuto.

Il match si è concluso con la vittoria dei padroni di casa della Juventus grazie alla rete nelle ripresa siglata dall'uomo dei gol pesanti, Mario Mandzukic, su perfetto assist dell'ex Joao Cancelo. Nonostante il divario tra le due squadre fosse, sulla carta, piuttosto netto l'Inter ha tenuto bene il campo e nel primo tempo è andata vicinissima al gol cogliendo il palo con Gagliardini, bravo ad andare a rimorchio dell'azione ed a liberarsi all'interno dell'area di rigore bianconera, decisamente meno efficace quando si è trattato invece di calciare in porta da pochi metri.

Alla vigilia del match tra i supporter bianconeri serpeggiava la paura di Maurito Icardi, capitano e uomo simbolo dell'Inter, capace di andare in gol contro la Juventus già in otto occasioni, tuttavia nell'arco del match il numero nove nerazzurro non ha trovato neppure uno spiraglio per rendersi pericoloso e la sua azione più importante è stata proprio quella in cui ha servito Gagliardini tenendo impegnati entrambi i difensori centrali bianconeri. Il motivo dell'annullamento di Icardi non è da ricercarsi in una serata storta dell'argentino, quanto nello straordinario periodo di forma vissuto da Giorgio Chiellini.

Il difensore, nonché capitano, bianconero ha iniziato a marcare Icardi fin dal momento in cui si sono stretti la mano per il consueto scambio dei gagliardetti nei secondi antecedenti al fischio d'inizio. Fin da quel momento Chiellini non ha mai perso di vista, neppure per un secondo, il proprio avversario diretto, seguendolo a uomo per tutti i novanta (più recupero) minuti di gioco. Nell'anticipo di venerdì sera il pisano è sembrato l'esempio vivente della vecchia scuola difensiva italiana: pochi, pochissimi fronzoli, tantissima sostanza. Piazzato alle calcagna di Icardi il numero tre juventino ha spazzato lontano dai propri sedici metri tutti i palloni che arrivavano dalle sue parti, lavorando l'avversario ai fianchi, anticipandolo quasi sistematicamente e sfruttando al massimo tutta la propria straripante fisicità. Chiellini, inoltre, non si è limitato ad uno straordinario lavoro difensivo, ma si è pure concesso il lusso di rendersi pericoloso in un paio di occasioni verso Handanovic con due colpi di testa su azioni da palla inattiva.

Prestazione di grande spessore anche quella di Joao Cancelo. Il portoghese, l'ex più atteso della partita, ha iniziato il match giocando sulla corsia di destra, ma gli spazi lasciati dall'Inter sulla corsia opposta hanno spinto Allegri ad invertire i terzini dopo un quarto d'ora di gioco. Dirottato sulla corsia mancina il portoghese ha iniziato a spingere con più continuità, trovandosi spesso a duettare con il connazionale Cristiano Ronaldo con la precisa volontà di allargare le maglie della retroguardia nerazzurra e permettere gli inserimenti di Dybala e dei centrocampisti. Il numero 20 juventino ha palesato ancora una volta qualche difficoltà in fase di non possesso, specialmente quando puntato da uno specialista del dribbling come Politano, ma quando si è trattato di far vedere la sua natura di terzino offensivo non si è fatto pregare. Non è apparso dunque un caso che l'azione che ha portato al gol decisivo sia nata da un suo scatto sul filo del fuorigioco, in quel frangente di gioco Cancelo era molto vicino alla linea laterale per evitare il pressing avversario e decisamente fuori posizione per chi, di mestiere, dovrebbe fare l'esterno difensivo. Eppure la sua propensione a spingere lo ha fatto mettere nel posto giusto al momento giusto, poi le sue qualità balistiche nel cross hanno fatto il resto, andando a trovare la testa di Mario Mandzukic appostato perfettamente sul secondo palo.

Se la Juventus ha vinto l'ennesimo derby d'Italia lo deve dunque a due protagonisti del suo reparto arretrato, mai come in questa volta la difesa è stata il miglior attacco.

Luca Tonazzini

diLuca Tonazzini

CLASSE '83, NASCE ALL'OMBRA DELLE CAVE DI MARMO. APPASSIONATO DI STEPHEN KING, QUANDO NON È IMPEGNATO IN DEGUSTAZIONI DI MOJITO SI DIVIDE TRA LIBRI, CINEMA E CALCETTO. ARBITRO, GIOCATORE ED ORGANIZZATORE DI TORNEI VIVE LA VITA GUARDANDOLA DAL LATO SINISTRO DEL CAMPO.


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