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L'ultimo podio, addio #27

L’ultimo podio, addio #27


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Casey Stoner lascia il mondo dei motori, e con il podio di Valencia saluta per sempre i circuiti della Moto GP. Casey dice addio quel mondo che lo ha visto protagonista, lasciando un grande vuoto nel mondo del motociclismo e soprattutto nel cuore dei suoi tifosi. Stoner, un pilota atipico, di lui ti colpiva subito il suo essere molto umile, spesso fuori dalla righe, ma un grande quando si trattava di scendere in pista. Ora Casey si dedicherà alla sua Adriana e alla figlia, il mondo dell’adrenalina non sarà più il suo, anche se, quello lo hai nel sangue e probabilmente è una cosa per il quale è difficile star lontani (chiedere a Schumacher spiegazioni su tale impulso). 

 

DAGLI ESORDI, A "ROLLING STONER", A MOSTRO SACRO: E’ forse troppo presto per lui lasciare il mondo delle corse, ma forse no, d’altronde non è da tutti vincere il primo titolo nazionale della categoria a sei anni. Sin da bambino i circuiti più difficili erano il suo pane quotidiano, quanti weekend passati sotto il sole a 45 gradi, quante cadute, e quanti calci nel sedere, ammetterà il pilota qualche anno dopo. Il ragazzo era brillante, e Colin e Bronwyn Stoner, i suoi genitori, capirono che Casey poteva davvero sfondare ma per fare il salto si doveva partire, destinazione Europa. Vendettero casa e terreno e con le valige in mano volarono verso il Vecchio Continente. La tenacia e la caparbietà probabilmente Casey l’ha ereditata dai suoi genitori, e anni di sacrifici sono stati ripagati, perché lui lascia sapendo di essere uno dei più grandi talenti del motociclismo, e questo non lo toglierà mai nessuno a chi ha portato a casa dopo 176 GP disputati, 2 Mondiali, aver conquistato 45 GP di cui 89 podi e 43 pole. 
 

IL MONDIALE CON LA DUCATI Gli anni in Ducati, ben 4 lunghi anni dove Stoner ha dato il massimo, nonostante qualche problema fisico che ha bloccato il talento australiano. Fu ingaggiato dalla scuderia italiana dopo una deludente stagione di debutto nella classe regina su una Honda RC211V del team LCR di Lucio Cecchinello. Mai scelta fu più azzeccata. Con la Ducati fu l’anno della consacrazione. Il pilota australiano nel 2007 vince con la Ducati il Mondiale grazie al suo talento, dominando con la sua moto e le sue Bridgeston. Arriva poi il momento di crisi nel 2009 e l’addio con la Ducati la stagione dopo, in cui però rimane negli annali la storica vittoria al Mugello. Ad oggi lui è l’unico ad aver domato la Desmosedici, checché ne dicano i tifosi del Dottore, che purtroppo con la sua Ducati non ha mai avuto feeling, mentre Casey probabilmente ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato. Nel 2010 l’annuncio del passaggio alla Honda, dopo gli ultimi due anni non proprio al top che gli fanno chiudere il rapporto con la ducati al 4° posto della classifica piloti. L’anno dopo su Honda non ci sono rivali, e si laurea campione del mondo proprio a Phillip Island, il suo circuito, con due gare d’anticipo. 
 

I NUMERI DI CASEY E LA "CURVA TRE" DI PHILLIP ISLAND I numeri sono da fuoriclasse, ma forse non raccontano abbastanza del "fenomeno Casey". Le emozioni spesso non equivalgono ad un numero. I campioni hanno quel qualcosa in più che si trasmette nella passione dentro e fuori dalla pista, e non sempre coincide con un risultato positivo. Casey era sicuramente un vincente, al di là dei numeri che sono comunque da fenomeno e da chi è entrato nella mitologia tanto da vedersi dedicare una curva, la "Stoner Corner", la curva più emozionante del tracciato di Phillip Island che ha sempre esaltato la classe e lo stile di Casey, in barba alle leggi della fisica. I suoi numeri nella classe regina sono impressionanti:

38 vittorie, 11 secondi e 20 terzi posti - solo tre piloti hanno fatto meglio e sono Valentino Rossi ( 79), Giacomo Agostini (68) e Mick Doohan (54).

5 - A Phillip Island Casey Stoner è diventato il primo pilota dell’era MotoGP a qualificarsi in pole per 5 GP consecutive sullo stesso tracciato. Dal 2007 ininterrottamente Casey vince a Phillip Island.
11 - I milioni offerti a Casey Stoner dalla Honda, che lo avrebbe fatto diventare l’atleta australiano più pagato di sempre. I soldi non sono tutto per Casey, rifiuta l’offerta e lascia il motociclismo. 

2007/Catalunya/Barcelona - Stoner diventa il primo pilota a vincere 4 GP in una stagione con una Ducati.

2007/USA/Laguna Seca - Vince dalla pole dopo aver dominato tutte le sessioni e diventa il primo non americano a vincere a Laguna Seca nell’era MotoGP.

2007/Japan/Motegi - Stoner diventa il primo pilota a vincere un titolo mondiale MotoGP con una Ducati.

2008/Qatar/Losail - Vince la prima gara in notturna di MotoGP sotto i riflettori di Losail.

2009/Italy/Mugello - Regala a Ducati la prima vittoria nella classe regina sul tracciato italiano.

2010/Spain/Aragón - Vince la prima gara MotoGP sul tracciato di Aragon.

2011/USA/Laguna Seca - Vince il 5º GP nel 2011 con la Honda.

Sarà un mondiale meno appassionate senza di lui, a prescindere dalla simpatia o meno per questo grandissimo talento delle due ruote. I ducatisti ora sperano di cancellare il biennio non felice di Rossi, difficili da digerire rispetto a quelle che erano le aspettative e rispetto a quanto fatto da Casey che insieme a quel mondiale del 2007 rimarrà sempre marcato nel cuore dei tifosi. Ricordando una frase di Mondonico su Filippo Inzaghi, mi viene da dire che "Non è lui ad essere innamorato delle moto, ma sono le moto ad essere innamorate di lui". Grazie Casey, ripensaci. 
 


Manuela Cinus

Redazione FG

diRedazione FG

Redattore Fantagazzetta


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