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Caldara-Higuain-Bonucci dopo Cristiano Ronaldo: Juve, è un'operazione (apparentemente) insensata!

Una finestra di mercato movimentata per la Vecchia Signora


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E' un'estate caldissima, un'estate movimentatissima. Non abbiamo vissuto il Mondiale da protagonisti, ma il calciomercato italiano sta emozionando comunque come non succedeva da tanti anni ormai, e la sensazione è che ancora possa succedere qualcosa di succulento da oggi al gong finale fissato proprio alla vigilia dell'inizio della prossima Serie A. Per esempio, volendo far volare la fantasia, potrebbe succedere che la Juve arrivi a cedere Higuain al Milan pur di avere Bonucci in cambio, un ritorno che porterebbe in dote alla nuova dirigenza rossonera anche il cartellino di Caldara: come dite? Non è poi tanto una fantasia, bensì qualcosa che davvero si sta realizzando? Perché? A chi conviene? I dettagli si conoscono già? E' un'estate caldissima, dicevamo, ma basta mezza giornata a mare per perdersi una delle trattative potenzialmente più inspiegabili di sempre.

La squadra che domina la scena italiana in maniera incontrastata, che cerca di restare al passo delle big europee, cede così il suo migliore calciatore degli ultimi 48 mesi, forse sfruttando i legami Elkann-Elliott di cui si sentirà eventualmente tanto parlare, aggiungendoci anche uno dei difensori potenzialmente più promettenti del panorama europeo, in cambio di un ultratrentenne fuggito da questo stesso lido non più tardi di un anno fa? C'è qualcosa che non quadra, apparentemente. I tifosi bianconeri urlano sfiduciati, i rossoneri gongolano e sfottono, il campo dista ancora una ventina di giorni, le chiacchiere sono ancora padrone dunque. Le chiacchiere sono padrone, ma anche i numeri. Le emozioni sono benzina psicologica, i bilanci sono la base di una società: un dirigente di livello ascolta la passione, ma cura la realtà.

Non ha senso quest'operazione, così, decontestualizzata. Il contesto, però, esiste: oggi Caldara è più forte di Bonucci? Caldara-Higuain è meglio di Bonucci-Ronaldo? Partiamo da qui, ma chiudiamola anche qui questa parentesi, si aprirebbe una visuale troppo soggettiva. Ci sono i numeri, i bilanci, la realtà, e lì non si può fare nulla davanti all'oggettività delle cose. La Juve deve vendere Higuain, non perché il Pipita sia scarso, anzi! Il suo peso nelle casse bianconere ora è diventato insostenibile, staremmo parlando comunque di una seconda scelta per il roster a disposizione di Allegri: come si risolve? Un Mondiale non entusiasmante, un costo elevato, un ingaggio da favola, sono fattori che creano problemi: Sarri vorrebbe osare, il Chelsea no. Eccola la scintilla: Bonucci vuole tornare alla Juve, Bonucci per il Milan è un problema simile. La Juve evita una minusvalenza mortale, il Milan anche, entrambi si ritrovano dentro un titolarissimo. Tutto risolto? Non ancora, la Juve comunque ha bisogno di una plusvalenza, il Milan di un titolare di difesa. Allora ecco Caldara, il cui procuratore è già da qualche mese che lancia segnali strani a Marotta e Paratici, forse preoccupato dalla sicura concorrenza, meglio il tranquillo (si fa per dire) ambientino di San Siro.

Dunque Higuain assorbito (con la Uefa attenta osservatrice delle manovre di Leonardo), Bonucci assorbito, Caldara veste i doppi panni di plusvalenza forte per i bianconeri, il Milan ha due pedine impensabili per il proprio undici titolare appena 15 giorni fa. La Juve si crea una potenza economica di circa 50 milioni: ne risparmia in totale poco più di 10 dallo scambio fra Leo e Gonzalo sui costi annui, ne incassa una quindicina al confronto fra i due cartellini, circa 27 sono quelli di plusvalenza per la partenza di Caldara. Vi tornano i conti?

Attendere, prego, poi sarà il tempo delle ufficializzazioni, poi forse di qualcos'altro. E dopo ancora sarà il tempo del campo, lì dove in fin dei conti arrivano le sentenze che contano, quelle che tagliano le dicerie da bar, quelle che alimentano i sogni facendoli diventare realtà, o che fanno tramontare definitivamente anche le speranze dei più ottimisti. Ormai ci siamo quasi.

Fabio Giambò

diFabio Giambò

CLASSE '83, MESSINESE, LAUREATO IN INGEGNERIA INFORMATICA. CRESCIUTO A PANE E CALCIO (POI ANCHE FANTACALCIO), È UNA FIRMA TANTO STORICA QUANTO "SCOMODA" DI FANTAGAZZETTA: APPASSIONATO DI MOVIOLA, SEGUE CON ATTENZIONE GLI SVILUPPI DELLE VICENDE RIGUARDANTI CALCIOPOLI E/O COMUNQUE I VARI ASPETTI GIURIDICI LEGATI AL MONDO DEL CALCIO.


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