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Juventus, Paratici: "C'erano due modi per motivare la squadra. Comprare Cristiano o Icardi e scatenare un casino..."

Il capo dell'area tecnica bianconera parla di mercato: "Ramsey diverso dai nostri giocatori, su Romero siamo bene indirizzati"


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Le strategie per il futuro, ma non solo. Lunga intervista rilasciata da Fabio Paratici, capo dell'area tecnico della Juventus, ai microfoni della Gds. Si parte, ovviamente, dal colpo che ha sconvolto il mercato bianconero, l'arrivo di Cristiano Ronaldo: "Mendes mi guarda ancora, ora si capiva che faceva sul serio: “Ricordati l’altra cosa, vedrai che Ronaldo si muove da Madrid. Te lo dico chiaro: il giocatore vuole venire solo alla Juve. Lui ha giocato nel Manchester United che è la più grande squadra inglese, poi nel Real Madrid, lui va solo in squadre storiche. In Italia non ha mai giocato, vuole vincere anche il titolo italiano. Se lo volete, lui c’è”. A livello economico Ronaldo si è ripagato da solo. Guardi i dati pubblicati dal Financial Times o quelli sulla impennata nel mondo dell’immagine Juve o, ancora, quelli sul merchandising. È stato un affare, non solo dal punto di vista tecnico".

L'IDEA ICARDI - "Ci sono due modi per motivare la squadra: uno non si può dire e l’altro è quello di comprare Cristiano Ronaldo. Il primo? Era comprare Icardi e scatenare un casino incredibile… Ma, come è ovvio, non era questo il mio obiettivo reale. Oppure… Oppure possiamo prendere Cristiano Ronaldo. Andrea fece una smorfia ma io dissi “aspetta, fammi spiegare…”. In verità, in quel momento nessuno poteva pensare che sarebbe venuto via dal Real Madrid per la cifra di cui Mendes mi aveva parlato".

CALCIOMERCATO - "Possibli acquisti? Tonali è un ragazzo super, ha la serietà, la personalità. Però le caratteristiche sono diverse. Credo che nessuno sia paragonabile a Pirlo. Lui è il giocatore che sa giocare meglio a calcio che io abbia mai visto. Credo che nei prossimi 35 anni non vedrò mai più uno bravo a giocare a calcio come Andrea. Su Romero siamo bene indirizzati. De Ligt sicuramente è uno dei giovani migliori che ci sono, quindi lo guardiamo con grande attenzione. Ramsey? Lo abbiamo preso, ma è un giocatore diverso dai nostri. Uno che nella nostra rosa non c’è. Ha più tecnica delle nostre mezzali, meno quantità, pur correndo molto è meno tignoso sulla fase difensiva, meno tattico. È uomo da ultimo passaggio, ha fiuto per il gol. Ramsey è un giocatore che secondo me non ha ancora mai trovato la sua posizione, perché non ha mai giocato. James Rodriguez? È certo un grande giocatore, bisogna vedere. Ma ripeto, migliorare i nostri è difficile. Migliorare Costa, Dybala, Bernardeschi, Cuadrado è veramente difficile. Banalmente la prima cosa che non deve fare chi ha la mia responsabilità è fare danni”.

DYBALA - "Dybala resta. I nostri giocatori, lo ripeto, sono difficilmente migliorabili. Dybala con chi è migliorabile? Messi forse, già con Neymar avrei dubbi. Quando guardi la squadra ci trovi sempre il segno di Dybala". 

ALLEGRI - "Allegri ha portato una leggerezza che nel nostro mondo serviva. Conte, essendo molto juventino, è stato perfetto per quell’epoca, e guardi che soprattutto il primo scudetto di questo ciclo per larga parte è intestabile a lui, alla sua intelligenza e alla sua determinazione. Conte aveva la juventinità nel suo Dna. Allegri invece ha assimilato la juventinità, ne ha presa molta. Lui è migliorato, ma allo stesso tempo ha portato a noi quella leggerezza che noi non avremmo avuto e non avevamo. Max è un uomo molto intelligente. Allegri resta? Certo".

CESSIONI DOLOROSE - "Affettivamente Llorente e Matri. Matri è un ragazzo educato, dolce. Llorente lo stesso. Sono il tipo di giocatore che, quando devi venderlo, nessuno vuole andare a dirglielo. Tecnicamente quello che le dispiace aver venduto? credo Vidal, grande talento".

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