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Calciomercato Inter, l'ad Antonello: "Plusvalenze entro il 30 giugno. Meeting con Spalletti; Icardi e Nainggolan..."

Tanti temi trattati dall'ad nerazzurro: dal calciomercato alla Juventus e lo stadio


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Non solo Beppe Marotta, anche Alessandro Antonello era presente alla presentazione del libro "La fine del calcio italiano" di Marco Bellinazzo. Queste le parole dell'ad dell'Inter a margine dell'evento: "Quando contenderemo lo scudetto alla Juventus? All'Inter stiamo impostando un lavoro importante per tornare competitivi ai massimi livelli nei prossimi anni. Richiede tempo e i tifosi spesso non ne hanno, ma nel calcio serve programmazione e questo significa sistemare anche tutto ciò che esiste a livello organizzativo nella macchina a monte, rispetto a quello che accade in campo. Vogliamo poter sfidare la Juve, che è un modello di riferimento. Ma lo siamo anche noi. Stiamo lavorando molto sul marchio e sulla vicinanza ai tifosi anche a livello digitale, che è fondamentale. C'è tanto da fare ma nel più breve tempo possibile speriamo di tornare al vertice".

Focus, poi, sul calciomercato: "Gli obiettivi sono chiari. Abbiamo avuto un meeting con Spalletti, siamo tutti allineati. Dobbiamo costruire una squadra che possa competere sia in campionato che in Champions League, quindi un rafforzamento è necessario. Cedere un big? Non vogliamo privarci di qualcuno in particolare. Dobbiamo rispettare i paletti che sono imposti dal Ffp, ma anche costruire una squadra competitiva, perché siamo l'Inter e dobbiamo avere una squadra competitiva. Entro il 30 giugno dobbiamo fare le plusvalenze per rispettare il fair play e crediamo di essere in grado di centrare l'obiettivo​. Su Icardi non c'è da preoccuparsi. Ad oggi è un nostro giocatore, è il nostro capitano, quindi siamo assolutamente sereni. Rinnovo? Ne parleremo nelle prossime settimane. Nainggolan? Non vorrei parlare di un singolo giocatore ma della squadra e degli obiettivi della società".

Chiosa finale sullo stadio: "San Siro necessita di una ristrutturazione importante. Solo il 3% dei posti disponibili può avere servizi di hospitality: la media dei grandi stadi europei è il 13%. Serve una soluzione rapida, perché l'investimento pagherebbe subito".


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