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Trasferta a Belgrado: minacce a Shaqiri per l'esultanza pro Albania. Klopp: "Il Liverpool non manda messaggi politici, non giocherà"

Il calciatore non è stato nemmeno convocato


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Troppo spesso il calcio diventa un qualcosa che inizia valicare i confini del campo da gioco e ad assumere contorni politici che non gli spetterebbero. E' così che l'esultanza di Xherdan Shaqiri durante il Mondiale di Russia è divenuta un caso: l'aquila mimata, il simbolo dell'Albania, rivendicava le origine Kosovare del giocatore, che sarebbe teoricamente stato atteso dalla trasferta a Belgrado per giocare contro la Stella Rossa. 

Tra i tifosi serbi era però iniziato a serpeggiare un sentimento piuttosto avverso al giocatore, oggetto di minacce e insulti sui social. Una situazione che ha spinto il Liverpool a evitare problemi, non convocando Shaqiri. Questa la spiegazione di Klopp: "Abbiamo ascoltato e letto anche noi le speculazioni sul tipo di accoglienza che Shaq potrebbe ricevere. Noi siamo il Liverpool e non abbiamo alcun messaggio politico da trasmettere. Noi vogliamo andare lì e concentrarci al 100% solo sul calcio e non pensare a nient'altro. Shaqiri accetta e comprende. È un giocatore che amiamo e giocherà per noi molte partite, ma non martedì".   

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