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Soffre, rimonta, passa: incredibili tre minuti a Wembley, Higuain e Dybala eliminano gli Spurs. Che paura Kane allo scadere

Vittoria in rimonta per i bianconeri a Londra, bravi a capitalizzare e a rendere inutile una clamorosa svista arbitrale


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La paura, poi il tripudio, firmato nel giro di tre minuti da Higuain e Dybala: a Wembley sono gli argentini a decidere il passaggio del turno die bianconeri ai quarti di Champions League, in una serata durissima, resa ancor più in salita dal vantaggio di Son. Bianconeri concreti, letali nelle uniche due chance a disposizione, al Tottenham non basta il predominio territoriale per gran parte della gara.

Primo tempo da incubo per Allegri, Barzagli su Son è da tribunale dell’Aja, perché il sudcoreano brutalizza in diverse occasioni il difensore bianconero: ed è proprio lui a firmare il vantaggio, dopo lunghi minuti di pressione degli Spurs, e Buffon attento in almeno due occasioni. Certo, c’è da mettere a referto il pesantissimo errore arbitrale (Douglas Costa atterrato in area da Verthongen in ritardo, incredibile la topica dell’arbitro che non fischia), ma il vantaggio degli inglesi è meritato. Anche perché la squadra di Pochettino continua a macinare gioco. La Juve soffre e resta in corsa.

Nella ripresa pronti via ammonizione pesante, col senno di poi, per i bianconeri: giallo a Benatia, che salterà i quarti. Come lui Pjanic, ammonito in precedenza. Ma è un momento in cui sembra il problema minore. Cambia la partita l’inserimento di Lichtsteiner, con Barzagli che va a fare il centrale, e Son che può spingere meno. Concreto Higuain nel pareggiare e riaprire il discorso qualificazione, eccezionale nell’aprire il campo a Dybala per la rete che qualifica, tre minuti dopo, la Juventus: la Joya a tu per tu con LLoris non trema. Pochettino prova a inserire Lamela, e il forcing Spurs diventa asfissiante. Trema Allegri al 90’, quando Kane prende il palo a Buffon battuto: anche un pizzico di sfortuna spinge una velenosissima e terribile Juventus ai quarti di finale. Ai bianconeri a Wembley, in attesa di recuperare condizione e uomini, bastano tre minuti. Il bello viene adesso.


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